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Zero 11 Settembre

L'uccisione della satira sacrificale

#JeSuisCharlie - La situazione è certamente allarmante, molto allarmante. Ma per che cosa dobbiamo lanciare l'allarme? [Piotr]

Redazione
mercoledì 7 gennaio 2015 22:38

Una vignetta del grande disegnatore Wolinski (1934-2015), ucciso nella strage del Charlie Hebdo
Una vignetta del grande disegnatore Wolinski (1934-2015), ucciso nella strage del Charlie Hebdo

di Piotr.

Abbiamo appena fatto in tempo a scrivere il 14 dicembre scorso:
«Se i segni di nervosismo e di insubordinazione in Europa dovessero aumentare, non escludo la possibilità di clamorosi e sanguinosi attacchi terroristici sul nostro continente, fatti per dimostrare che il "pericolo fondamentalista" è reale (e per dimostrare a chi è in grado di udire, che il caos può essere usato ovunque, che non ci sono zone franche: tutto sommato, l'Italia non è stata bombardata terroristicamente per dieci anni di fila, negli anni Settanta?)».

Non lo avessimo mai fatto! Appena il giorno dopo, il misterioso sequestro di ostaggi al caffè Lindt di Sidney ha lanciato l'allarme sui "lupi solitari fondamentalisti" in Occidente. O meglio, lo ha rilanciato dopo l'ancor più strana azione di ottobre in Canada.
Oggi l'esecrabile strage alla redazione di Charlie Hebdo a Parigi ha aumentato il livello di allarme.
Ma prima di parlarne, il nostro pensiero va alle vittime dell'attentato di Parigi e ai loro cari.
La situazione è certamente allarmante, molto allarmante. Ma per che cosa dobbiamo lanciare l'allarme?
Per lupi così poco solitari che si uniscono in un branco ben addestrato (da chi?) ad azioni di commando?
Per singoli "lupi solitari", come quello di Sidney, che poi salta fuori che era controllato 24 ore su 24 dai servizi e dalla polizia australiana? Ci dobbiamo allarmare perché questo controllo non è servito o perché è servito? La domanda è ancora più lecita da quando oltreoceano è pienamente emerso l'insano intreccio fra FBI e terroristi.
O forse ci dobbiamo preoccupare perché non siamo stati a sentire l'allarme vero e fondato di ormai moltissimi anni fa, quando studiosi di rango ci avvisavano che nei paesi musulmani il "faro Occidente" si era già perso nella nebbia, che non guidava più nessuno? E non siamo stati a sentirlo perché non potevamo farci nulla, perché, per dirla con Immanuel Wallerstein, il sistema capitalistico occidentale poteva accomodare gli interessi di alcuni milioni di operai occidentali ma non di centinaia e centinaia di milioni di abitanti di nazioni che uscivano dal colonialismo e cercavano il proprio posto nel mondo. E figuriamoci se è possibile farlo oggi che il sistema occidentale non riesce più ad accomodare nemmeno gli interessi dei propri operai e, anzi, tenta di scannarli assieme alla classe media.

Crisi sistemica significa crisi di un ordine mondiale. Alcuni, molto immaginifici, pensano invece che i nostri guai siano dovuti a un nucleo ristretto e coeso di potenti (framassoni, giudei, rettiliani, illuminati o altro) che stanno tramando un superordine mondiale già scritto nei suoi destini. Il famoso "complotto mondialista".
Ma la realtà è ben diversa. La crisi sistemica crea il caos sistemico. Punto e basta. E nel caos sistemico i potenti, a seconda di come sono posizionati, possono fare solo due cose: cercare di sfruttare il caos e/o cercare di resistere al caos.
In realtà spesso le due opzioni si complementano, perché è difficile resistere al caos sistemico se non si cerca di sfruttarlo. In quale altro modo si riesce a spiegare, ad esempio, un sistema finanziario che più è sull'orlo del baratro più verso l'orlo si spinge sapendo perfettamente di farlo, moltiplicando ad ogni passo l'essenza di merda (e non già la famosa "essenza di valore") dei propri titoli di "ricchezza"?
Di fronte a un'Europa in sfacelo, con disoccupazione giovanile a due cifre, come meravigliarsi se alcuni invece di sfogarsi andando a far casino in curva Sud, lo vanno a fare in Medioriente dove saranno sfruttati da ben addestrati "organizzatori del caos" (che sembra un ossimoro, ma non lo è per nulla)?
E perché lo stesso non dovrebbe succedere in Europa occidentale?

Sicuramente la strage di Parigi è stata organizzata in modo puntiglioso. Ciò che ancora non sappiamo, se mai lo sapremo, è il livello dei collegamenti degli organizzatori. È un livello ristretto a una banda? A un quartiere? O è più vasto?
Di sicuro sappiamo che la Superpotenza si è mossa subito. Barack Obama ha convocato il Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Ammesso quindi che non si tratti di un gruppo di killer professionisti, come invece tutti gli esperti francesi hanno commentato, ma che si sia trattata di una addestratissima banda di quartiere, i collegamenti che ha messo in moto sono mondiali.
Quello che ci verranno a dire già lo sappiamo e infatti lo avevamo detto e scritto meno di un mese fa a commento del simposio Global WARning e senza bisogno di sfere di cristallo. In realtà era una profezia tanto tragica quanto banale.
I potenti si muoveranno. Ahimè ne possiamo stare più che certi. E di sicuro Washington offrirà "protezione" a un'Europa che inizia a non voler più credere nella "minaccia russa".
I potenti, sghignazzando o piangendo lacrime da coccodrillo, si muovono sempre sopra le vittime innocenti, perché le vittime innocenti sono il complemento alla loro potenza. Hanno creato un mondo dove un giornale satirico è un bersaglio migliore di un vulture fund. E non per sbaglio. Sia chi ha preparato il terreno, sia chi ha eseguito ha fatto bene i propri calcoli. Se l'essere umano non è più in grado di prendere in giro se stesso si trasforma in un simulacro inerte, come una statua. E una statua non può pregare. Però può essere adorata.
In definitiva chi uccide la satira restaura il paganesimo. Chi uccide la satira vuole né più né meno che il culto del dio-imperatore.



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