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Guerra e verità

Ustica ucraina: anche l'Australia conferma che esiste l'accordo segreto

Sono sempre di più le conferme ufficiali che vengono via via strappate ai patron dell'indagine: sul volo MH17 c'è un diritto di omissis. Cosa copre? [Enrico Santi]

Redazione
lunedì 19 gennaio 2015 00:54

di Enrico Santi.


«Stabilire una piena, approfondita e indipendente indagine internazionale» sull'abbattimento in Ucraina del volo MH17 della Malaysia Airlines: questa era l'esigenza espressa dal Consiglio di sicurezza dell'ONU con la risoluzione n. 2166 approvata il 21 luglio 2014, cioè quattro giorni dopo il tragico evento:
I fatti, però, hanno dimostrato che sin dall'inizio le indagini sono state organizzate e costruite senza dare prova di indipendenza e trasparenza.

La delega al Dutch Safety Board
Il 23 luglio 2014 l'Ucraina ha delegato all'Olanda, precisamente al Dutch Safety Board, il compito di condurre le indagini sulle cause del disastro, sulla base di un accordo pubblicato anche su un sito istituzionale olandese.
Il paragrafo 3 dell'accordo indica chiaramente che lo scopo delle indagini delegate è solo quello di prevenire incidenti e non anche quello di attribuire colpe o responsabilità.

Il 9 settembre il Dutch Safety Board ha pubblicato il rapporto preliminare, che, però, come evidenziato da Megachip, porta a confermare le perplessità sulla trasparenza delle indagini (per via dell'errore nella traduzione fra il testo in inglese e il testo in olandese e del successivo tentativo maldestro di rimediare).

Il JIT e l'assenza della Malesia
Nella riunione dell'Eurojust del 28 luglio 2014 è stato istituito un gruppo di investigazione internazionale sul disastro dell'MH17, costituito da quattro Stati: Ucraina, Olanda, Belgio e Australia. L'esclusione della Malesia ha destato molto stupore. Non si comprende perché il Belgio (con 4 cittadini fra le vittime) sia stato preferito alla Malesia, considerando la nazionalità della compagnia aerea (Malaysia Airlines), la destinazione del volo (Kuala Lumpur) e il numero dei cittadini malesi morti (43). In seguito alla riunione del 4 dicembre, l'Eurojust ha comunicato che la Malesia diventerà membro del JIT (Joint Investigation Team), omettendo però di precisare che la partecipazione diventerà effettiva solo quando la Malesia firmerà uno specifico accordo (finora non ancora ufficializzato), come invece rivelato dalla polizia malese.

L'accordo segreto dell'8 agosto
Il 30 agosto 2014 Giulietto Chiesa e Pino Cabras hanno rivelato su Megachip e su PandoraTV.it l'esistenza di un accordo dell'8 agosto 2014 fra i quattro Stati (Paesi Bassi, Ucraina, Australia e Belgio) che compongono il JIT, che prevede un diritto di veto sulla divulgazione delle notizie e dei risultati delle indagini. In merito all'esistenza di questo patto segreto, a metà novembre le autorità olandesi hanno respinto le richieste di renderne pubblico il contenuto, presentate da due parlamentari della Camera Bassa degli Stati Generali dell'Aia (il cristiano-democratico Pieter Omtzigt e il social-liberale Sjoerd Wiemer Sjoerdsma). Il Ministero di giustizia olandese ha motivato il diniego con l'esigenza di preservare la stabilità delle relazioni internazionali. Ma, successivamente, il governo olandese ha iniziato a rivelare alcuni dettagli sul contenuto dell'accordo. Infatti, il 22 dicembre, in risposta all'interrogazione parlamentare n. 2014D47806 firmata da Omtzigt e Sjoersma, che chiedevano se l'Ucraina disponga di un diritto di veto nell'ambito dell'indagine penale, il governo, con le firme congiunte del ministro di sicurezza e giustizia, del ministro degli affari esteri e del ministro della difesa, ha affermato che i membri del JIT si sono reciprocamente impegnati ad astenersi dal fornire informazioni investigative all'esterno, salvo che ci sia il consenso sul fatto che la divulgazione non pregiudichi l'inchiesta (si veda QUI).
In sostanza, è sufficiente che ci sia il dissenso di uno solo degli Stati membri del JIT per fare in modo che le notizie non vengano rese pubbliche.
Probabilmente il 22 dicembre l'Olanda si è trovata costretta a fare queste prime ammissioni perché - a dispetto delle iniziali resistenze - pochi giorni prima, il 26 novembre, il sito olandese RtlNieuws.nl aveva pubblicato un'importante conferma da parte delle autorità dell'Australia. In una nota del 15 ottobre 2014, infatti, il Dipartimento degli affari esteri e del commercio del governo australiano ha affermato che i 4 Stati membri del JIT hanno sottoscritto un accordo di non divulgazione, che richiede il consenso di tutte le parti affinché vengano rilasciate informazioni riguardanti le indagini. RtlNieuws.nl ha chiesto al governo olandese dettagli su questa nota del 15 ottobre. In risposta, il 26 novembre il Ministero degli affari esteri e del commercio ha confermato l'autenticità del documento e del suo contenuto, ribadendo l'esistenza dell'accordo, che però non può essere reso pubblico.

Sarebbe questa dunque l'indagine "piena, approfondita e indipendente" sollecitata dall'ONU?

E a chi giova il diritto di veto e la mancanza di trasparenza?


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