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Musicachip

#DavidBowie, che ha plasmato tanto

Non conoscevo quell'uomo, né la sua fama planetaria o le sue mirabolanti identità precedenti, Ma ricordo che rimasi folgorata all'istante da quella figura così carismatica...

Redazione
martedì 12 gennaio 2016 00:48

di Daniela Boi.

Ero una bambina quando nel 1979 vidi per caso un video trasmesso da una tv locale.
Si chiamava "DJ": nel video un uomo in impermeabile dalla figura androgina, affascinante ma allo stesso tempo enigmatica, quasi indecifrabile, cantava "I am a DJ, I am what I play". Sono un DJ, sono quello che suono.




Non sapevo niente di chi fosse quell'uomo, né della sua fama planetaria o delle sue mirabolanti e trasformistiche identità precedenti, da Ziggy Stardust a Aladdin Sane sino al Thin White Duke. Tutte cose che avrei scoperto più avanti, nel tempo. Ma ricordo bene che rimasi folgorata all'istante, quasi turbata, da quella figura così carismatica.
Poi venne l'adolescenza, gli anni '80, erano gli anni del post punk e della new wave: i Joy Division, i New Order, i Depeche Mode, i Cure, i Japan. Erano anche gli anni dei Duran Duran e degli Spandau Ballet.
Poi arrivarono gli anni '90 con il loro carico dirompente: i Nirvana, i Radiohead, i Nine Inch Nails. E dopo ancora i fantomatici anni Zero e gli asettici anni Dieci.
Eppure, in tutti gli anni trascorsi dopo quel primo incontro, lui è stato sempre presente, e tutto ciò che è venuto (mi) ha sempre, in qualche modo, riportato inevitabilmente a lui.
Oppure, più semplicemente, tutto è stato plasmato da lui?
Grazie di tutto, David.



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Commenti
  • ranieri 12/01/2016 alle 18:14:06 rispondi
    ...mon dieu, je suis David!!!
    ...no, dico, mi toccherà smettere di leggere anche Megachip che comincia a pubblicare queste st******e?
    Ecco chi era questo tizio, di cui non ho mai sentito neppure una canzone, ma la cui celebrazione da parte del mainstream mi ha subitto insospettito:

    https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2016/01/12/bowie-un-finanziere-caduto-sulla-terra/