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Bologna in Lettere: un laboratorio che dura tutto l'anno

L'omaggio alla poetessa Amelia Rosselli, giornate dense di letture, incontri e performance: Bologna in Lettere è tutto questo e molto di più. [Erica Di Cillo]

Redazione
giovedì 26 maggio 2016 08:02

di Erica Di Cillo

Bologna in Lettere è una macchina complessa, lo si capisce subito, dando una prima sbirciata al programma. Coinvolge luoghi diversi all'interno della città, esplora territori, cerca correlazioni, nel rispetto e nell'amore per l'arte e per la letteratura. La quarta edizione è cominciata giovedì 12 maggio e qui ad OUTsiders abbiamo pensato di scambiare quattro chiacchiere con Enzo Campi, direttore artistico del festival, per farci raccontare qualcosa di più su questa manifestazione che cresce di anno in anno, raccogliendo frutti e, al contempo, seminandone di preziosi.

Ecco cosa ci ha raccontato il deus ex machina del "festival lungo un anno".


Un festival "lungo un anno": Bologna in lettere accompagna la città, con workshop, laboratori e letture, verso l'edizione successiva: quanto sono importanti gli eventi collaterali e quanto lavoro c'è dietro l'organizzazione di un festival così articolato?

Da quest'anno, o meglio dalla fine del festival dell'anno scorso, abbiamo coniato uno slogan che è rappresentativo sia delle nostre intenzioni progettuali sia di quello che poi andiamo realmente e concretamente a realizzare. Lo slogan recita: "Bologna in Lettere, un festival lungo un anno". Proprio perché gli eventi di maggio rappresentano la parte finale del festival, il punto d'arrivo, un grande momento di aggregazione, di proposte culturali e artistiche, ma il festival vive e si sviluppa attraverso l'intero arco temporale di un anno solare. Quindi, in qualsiasi periodo dell'anno noi siamo già "dentro" il festival. Viene da sé che più di eventi collaterali bisognerebbe parlare di eventi intermedi, ovvero di tutto ciò che contribuisce ad amplificare il nostro impegno verso la "tematizzazione", che rappresenta a tutti gli effetti la parola chiave del nostro lavoro. Non a caso, tra gli eventi realizzati da settembre 2015 ad aprile 2016 possiamo trovare focus dedicati a Massimiliano Chiamenti, Goliarda Sapienza, Luigi Di Ruscio, Amelia Rosselli, Sylvia Plath.

L'organizzazione, per un festival così strutturato, deve essere necessariamente capillare e si deve sviluppare, per così dire, in progress, proprio perché l'arco temporale richiede un approccio di questo tipo. Lo staff operativo è difatti composto da dodici persone, ognuna delle quali impegnata direttamente in un aspetto specifico. Così si può ampliare in modo fattivo il raggio d'azione verso le diverse discipline ed offrire proposte che possano risultare interessanti a svariate tipologie di pubblico.


Parlaci del tema "stratificazioni (arte-fatti contemporanei)"

Semplificando e riducendo, per stratificazioni intendiamo elementi artistici di varia natura sovrapposti o giustapposti che invitano, idealmente, a una visione d'insieme. Ma resta aperta (direi spalancata) una porta in cui entrare per toccare con mano e vivere nel dettaglio la "cosa artistica". Tutti gli elementi fanno parte di strutture, e l'idea del titolo deriva direttamente dalla poetica di Amelia Rosselli che è - a tutti gli effetti - sia articolata in strutture che stratificata. Da qui all'arte-fatto il passo è breve, nonché obbligato. L'arte-fatto, nella nostra teorizzazione, è costituito propriamente d'arte, è in sé un connubio - anche eccedente - tra concetto e forma, veicola un soggetto artistico esaltandone anche e soprattutto l'oggettualità, ovvero la messa in esposizione. L'arte-fatto si espone come "fenomeno", anche se sarebbe più appropriato parlare di epi-fenomeno. Ed è per questo che vi rinvio qui dove si può comprendere meglio la teoria degli arte-fatti.


Cosa puoi dirci sul libro "Il colpo di coda: Amelia Rosselli e la politica del lutto" e i vincitori del concorso di quest'anno?

Nel 2016 cade il ventennale della scomparsa di Amelia Rosselli. Ci è sembrato necessario approfittare dell'occasione per cercare di approfondire il pianeta rosselliano attraverso tutta una serie di iniziative volte a veicolarne la complessità e la particolarità. Come è nostro costume e stile, operando sulla compenetrazione tra i vari linguaggi artistici, inviteremo lo spettatore a porsi all'ascolto della sua voce, e lo faremo praticamente nelle interviste rilasciate a Plinio Perilli, e nel video, inedito, registrato in contemporanea all'uscita di "Appunti sparsi e persi". Poi ne parleremo a più livelli, e lo faremo con interventi, tra gli altri, di Laura Barile, Cecilia Bello Minciacchi, Francesco Carbognin, Niva Lorenzini.

Ed eccoci dunque al libro, che contiene contributi sia critici che creativi. L'idea era quella di esplorare il corpus letterario rosselliano in modo ampio ed è anche per questo che nel volume si alternano contributi epistolari, ricordi, critica letteraria, ritratti e via dicendo. In appendice al libro troviamo una corposa sezione dedicata ai vincitori dei concorsi letterari banditi dal festival e dedicati proprio ad Amelia Rosselli: Anna Bertini, Roberta Caiffa, Rodolfo Cernilogar nella sezione a tema; Lella De Marchi, Fernando Della Posta, Alessandro Silva, nella sezione a tema libero; Giulietta Vincitorio, Valerio Scrima, Carlo Maria Genovese nel concorso riservato agli studenti delle scuole superiori. Il volume è edito da Marco Saya ed è già disponibile sui maggiori portali online.


La vera chicca di Bologna in lettere 2016...

Noi lavoriamo su un progetto complessivo che si nutre di diversi elementi, tra loro eterogenei ma legati da corrispondenze sia concettuali che artistiche, e che sono rivolti, idealmente, alla costruzione di una dimora artistica. Non si può parlare di una vera chicca, ma di tanti piccoli punti che messi insieme creano una linea. Quella linea è il percorso da compiere, un percorso artistico. Sul versante degli arte-fatti avremo opere di video-artisti tra i più rappresentativi del panorama nazionale quali Alessandro Amaducci, Maria Assunta Karini, Francesca Lolli, Eleonora Manca, in ambito performativo Lello Voce, Tiziana Cera Rosco, Andrea Inglese & Gianluca Codeghini, Gian Paolo Guerini, Adriano Engelbrecht, Patrizia Mattioli. Inoltre quest'anno, per la prima volta, siamo riusciti a mettere su una vera e propria mostra, con la complicità di Dino Ignani e dei suoi ritratti ad Amelia Rosselli. Avremo anche una serie abbastanza nutrite di anteprime letterarie: l'ultimo romanzo di Carlo Bordini, il numero 74 della rivista Nuovi Argomenti (che è un numero monografico dedicato ad Amelia Rosselli), una non-antologia della contemporaneità poetica bolognese e via dicendo. Più che di una chicca, come già accennato, io parlerei di una costante che accompagna il nostro lavoro e che è relativa alla produzione di un volume che rappresenti il festival. È accaduto nelle passate edizioni con la realizzazione dei libri su Emilio Villa e Pier Paolo Pasolini e sta accadendo quest'anno con il volume dedicato ad Amelia Rosselli.

In buona sostanza in letteratura spesso si parla di case o di dimore ove stabilire una sorta di residenza elettiva. Ci piace pensare a "Bologna in Lettere" come una residenza laboratoriale da attraversare in tutte le sue stanze. Ed è così che ognuno degli eventi che compongono il festival viene a costituirsi come una sorta di stanza, ognuna diversa dall'altra, con le proprie pareti, decisamente animate, da scandagliare e gustare, da contemplare o magari toccare con mano. Perché poi il nostro fantomatico «fare» presuppone, anche e soprattutto, il contatto fisico. E l'invito che noi facciamo agli spettatori è proprio quello di venire a toccare con mano.


Il programma completo di Bologna in Lettere 2016


(24 maggio 2016)

Link articolo © Erica Di Cillo © OUTsiders.

Infografica: © Le immagini potrebbero essere soggette a copyright.



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