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Democrazia nella comunicazione

We are the World

Mogherini e Tusk tracotanti contro Trump. Perché, se lo possono permettere? [Maurizio Blondet]

Redazione
giovedì 2 febbraio 2017 07:59

di Maurizio Blondet

C'è qualcosa di intollerabile, oltre che inquietante e comico, nelle dichiarazioni tracotanti "di guerra" a Trump da parte dei nostri burattini "europei" che nessuno ha eletto. Dichiarazioni di guerra vera e propria fatte a nostro nome. La Mogherini ha convocato il parlamento europeo per dichiarare: "L'Europa ha il dovere di essere chiara in caso di disaccordo soprattutto se questo riguarda i nostri valori fondamentali. E certamente siamo in disaccordo con l'ordine esecutivo emanato dal presidente degli Stati Uniti il 27 gennaio. Anche molti in America sembrano non essere d'accordo".

Donald Tusk, il polacco presidente del Consiglio europeo che sta per lasciare il posto a un maltese, ha proclamato da Tallin che "gli Stati Uniti sotto la presidenza Trump" sono "una minaccia esterna all'Unione Europea come Cina, Russia, terrorismo islamico".

Dopo un ventennio di complicità con tutti i delitti dell'amministrazione Bush jr. e Obama, gli eurocrati si ergono a nemici del terzo presidente appena insediato. Gente non eletta gli dà lezioni, sporgendo il petto, in nome "dei nostri valori". È abbastanza chiaro che delirano per la paura di perdere il loro potere e l'ordine oligarchico in cui si sono accomodati: Tusk ha incolpato noi, i sudditi europei, "tanti stanno diventando apertamente anti-europei o euroscettici", cosa che ha imputato ai dubbi crescenti, in questi sudditi ingrati, "sui valori fondamentali della democrazia liberale" (il non-eletto da nessuno chiama democrazia liberale l'oligarchia burocratica che ci opprime).

E poiché "la nuova amministrazione è sul punto di mettere in discussione 70 anni di politica estera americana" (ossia di volonterosa soggezione europea), Donald Tusk ci avverte, noi sudditi "egoisti", che "la disintegrazione dell'Unione Europea non porterà alla restaurazione della mitica sovranità degli stati membri, ma alla loro dipendenza concreta da Stati Uniti, Russia, Cina. Solo insieme possiamo essere indipendenti". Sì, è proprio paura folle, sragionano. Hanno paura che Trump diventi il liberatore di noi europei.

Ridicolo ma anche arrogante in modo insopportabile Francois Hollande - che nessuno voterà mai più - il quale ha voluto lasciare agli atti che "l'amministrazione Trump è una sfida per l'Europa" - naturalmente uscendo da un colloquio con la Merkel. Comico e tracotante il ministro degli esteri Steinmeier: "Con l'elezione di Donald Trump il mondo del ventesimo secolo è finito per sempre". Il capo della CSU bavarese, Seehofer: "Non sono d'accordo con nessuna delle decisioni di Trump". Nessuna.

È delirio, certo.

Questa è gente che nel maggio 2015, al vertice della NATO in Turchia, cantava in coro, come ubriaca di potere, "We are the World", noi siamo il mondo.

Alla cena Nato i ministri degli Esteri cantano We are the World

Questi ridicoli parlano a nome di un'Europa punteggiata di centinaia di basi Usa (contro cui non hanno mai obiettato), e d'improvviso minacciano, fanno la voce grossa, si ribellano in nome dei "valori", dichiarano l'America "una minaccia". Siccome sono dei vili, questa improbabile e improvvisa manifestazione di coraggio deve avere qualche motivo. Si vede che credono di potersi permettere l'insubordinazione. Puntano su un ritorno rapido allo status quo, per qualche motivo?

E per cosa poi la discesa in guerra degli eurocrati: per il "bando" decretato da Trump da 7 paesi musulmani, sul modello di bandi temporanei già decretati da Obama dall'Irak, per esempio, e accolti senza una critica dalle Mogherini e dai Tusk. La cosa è così strana, e così ben coordinata con l'artificiosa protesta delle masse pagate in città americane, che a The Saker è venuto un sospetto: che tutti questi "siriani" e "famiglie iraniane" muniti di visti rilasciati dalle ambasciate USA sotto Obama come "rifugiati politici", siano in realtà collaborazionisti degli USA contro Assad, o persone coinvolte nel golpe filo-americano in Turchia, o in atti di terrorismo contro il regime in Iran, e che devono essere fatti esfiltrare prima che si consolidi la pacificazione in Siria.

"Sono apparentemente persone che hanno mezzi, ed parenti qui. Per ricevere il visto di rifugiato, hanno dovuto recitare la lista delle accuse occidentali contro Assad o contro il governo dell'Iran...". In almeno un caso, il sospetto è comprovato. Due membri degli Elmetti Bianchi, la nota organizzazione "umanitaria" pro-terrorista ad Aleppo, produttrice di video diffusi in tutti i grandi media sui feroci bombardamenti e i bambini trumatizzati, erano diretti in Usa per partecipare ad una serata degli Oscar per i documentari, e sono stati bloccati dal decreto Trump. Guarda caso, gli Elmetti Bianchi sono stati formati e addestrati da un contractor britannico, ex dei corpi speciali, chiamato James Le Mesurier; e certo di questi tempi non è più igienico per loro restare in Siria nella Aleppo liberata - quindi eccoli forniti di visto Usa onde farsi festeggiare a Hollywood.

Il clamore mediatico e politico contro il bando di Trump ricorda al Saker "l'isterismo che fu orchestrato prima della liberazione di Aleppo. Ricordate le lacrime mediatiche sulla povera gente massacrata dalle forze russe e di Assad?" e (aggiungiamo noi) i video dei bambini impolverati, i pianti sui poveri civili assediati di Aleppo senza aiuti umanitari, per i quali occorreva assolutamente una tregua? "Poi è risultato che stavano cercando di far esfiltrare dal Aleppo i loro ufficiali da operazioni speciali che coordinavano la guerra dell'ISIS e delle altre milizie contro il governo siriano. Dopo l'arresto del personale occidentale nella centrale di comando ISIS, l'interesse nostrano per le sofferenze del popolo siriano è scomparsa. Nemmeno un grammo di aiuto umanitario è arrivato, se non dai russi".

Anche la coincidenza temporale con la ripresa improvvisa di bombardamenti d'artiglieria della giunta di Kiev contro il Donbass potrebbe essere stata orchestrata per mettere in difficoltà Trump nel suo tentato ravvicinamento a Mosca. A tutta prima, Poroshenko - in visita in Germania - ha mentito ai parlamentari tedeschi (che controllano piùo meno la tregua Minsk 2) sostenendo che erano stati "i russi" a cominciare. Poi, messo alle strette, ha dovuto confessare "che era stato il SBU (che è diretto dalla Cia) e le forze speciali ucraine (guidate dalla NATO) erano penetrate oltre i confini del Donetsk , e avevano cominciato a spararare sulle truppe ucraine (le loro) da un edificio civile nel Donetsk, così da avere la scusa di bombardare le zone abitate da civili. Suddeutsche Zeitung: "La Germania sta pensando di imputare l'Ucraina per la escalation del conflitto".

Forse. Perché intanto la Germania ha dispiegato i suoi tank in Lituania; i suoi soldati saranno presto raggiunti da soldati di Belgio, Norvegia e Olanda; si uniranno agli 87 carri armati US, i 144 portatruppe Bradley, l'artiglieria e i 3500 soldati che Obama ha mandato in Europa - in Polonia - poco prima di decadere che sono parte del riarmo e provocazione NATO contro la Russia, deciso nel vertice di Varsavia del luglio 2016. Mogherini, Tusk, Merkel, Stoltenberg stanno provando a farci entrare in guerra contro Putin, in odio a Trump? Questi mestatori sono pericolosissimi.


(2 febbraio 2017)


Link articolo © Maurizio Blondet




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