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Chi e perché vuole uccidere il pm Di Matteo

Perché colpire il magistrato Nino Di Matteo? Ripetute minacce e incursioni, pedinamenti, lettere anonime, fino agli 'strali' di Totò Riina e la scoperta di un piano

Redazione
lunedì 13 febbraio 2017 23:57


di Giorgio Bongiovanni e Miriam Cuccu.

Perché colpire il magistrato Nino Di Matteo? Le ripetute minacce e incursioni, i pedinamenti, le lettere anonime, fino ad arrivare agli "strali" di Totò Riina e alla rivelazione di un vero e proprio piano per ucciderlo hanno alzato fino ai massimi livelli l'allerta sulla sicurezza del pm più scortato d'Italia, tra i rappresentanti della pubblica accusa al processo trattativa Stato-mafia. Matteo Messina Denaro si giustifica, con i boss palermitani, dicendo che "Di Matteo si è spinto troppo oltre". 
Parole che non sono però farina del suo sacco: qualcun altro avrebbe detto alla primula rossa di Castelvetrano di predisporre un piano di morte, con tanto di tritolo acquistato, per fermare Di Matteo costi quel che costi. Siamo a fine dicembre 2012 ma per comprendere l'escalation di pressioni ed episodi intimidatori è necessario risalire ad alcuni anni prima, per poi ripercorrere passo passo le mosse di una misteriosa "regia", facente capo non a una singola organizzazione criminale ma a un complesso di poteri forti, che mira a bloccare l'operato di Di Matteo e non solo. 
Altri magistrati, giudicati "scomodi" o "pericolosi" per le carte scottanti da loro maneggiate, diventano bersagli di incursioni, scritte minacciose e strane "consegne" di ordigni esplosivi. Sono anni di fuoco tra Palermo e Reggio Calabria, che vale la pena ricordare per comprendere in quale contesto matura la volontà di eliminare un magistrato, Di Matteo, con il chiaro proposito di colpirne uno per educarne cento.




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Commenti
  • borand 18/02/2017 alle 10:11:19 rispondi
    pensieri lunghi
    il problema è che gli altri 100 si lasciano educare e si sfaldano, invece di rimanere saldi.
    ho letto l'intero articolo dal sito di antimafia. a pagina 5 dice che un boss detenuto al 41 bis nel 2014 disse che voleva fare il botto a Palermo. ma visto che questa gente in carcere non si pente e continua a organizzare stragi, non è meglio che muoiano loro invece dei rappresentanti delle istituzioni? Non si potrebbe istituire la pena di morte in casi eccezionali come questi? Sarebbe un crimine contro l'umanità, o un favore all'umanità?
    Si scopre che il tritolo proviene da una nave affondata al largo della Calabria. La stessa dalla quale provenne il tritolo di un'altra strage avvenuta anni prima. e quella nave resta a disposizione della ndrangheta per anni? dov'è la guardia costiera, in vacanza al mare?
    Si sa che per anni gli incontri di mafia avvengono in vicolo Pipitone. cioè i mafiosi si incontrano per anni sempre nello stesso posto, che tutti sanno, e nessuno sorveglia? nemmeno una telecamerina? e questa è la gente che dovrebbe difenderci dal terrorismo? ma complimenti, siete dei geni! ma solo per il fatto che nonostante la vostra inefficienza continuate a succhiare milioni dalle nostre tasse. il reddito di cittadinanza esiste già per molti italiani.
    ma c'è un altro aspetto più inquietante. Riina è condannato all'ergastolo, in carcere duro. perché mai dovrebbe uscire pazzo per le indagini di Di Matteo? Cosa cambia per lui? Tanto, ergastolo più o ergastolo meno, dovrà passare tutta la vita in carcere, a meno che non entri ed esca a suo piacimento e a nostra insaputa. Forse qualcuno lo ha convinto a pronunciare platealmente quelle condanne? E se sì, chi? gli amici romani di matteo? dove vivono? sulla magliana, a san pietro o in via del tempio?
    Perché, come diceva Pasolini, io so ma non ho le prove. So che la mafia è il braccio armato, ma dietro ci sono la CIA, l'MI6, il Mossad, gli stessi che promuovono il caos, la destabilizzazione e il terrore in tutto il mondo, con la complicità in Italia di Gladio e dei Carabinieri (Arcangioli, Mori, Obinu, De Donno), arma di origine sabauda che dal 1860 relega il sud in condizioni di sudditanza, prima occupandolo militarmente e poi consegnandolo nelle mani delle mafie. Il messaggio è chiaro. Il sud è mafia. il sud DEVE essere mafia.il sud non si deve sviluppare. il mediterraneo appartiene ad altri, così come lo sviluppo economico.
    E la mafia non è solo la coca del sud america. è il petrolio della libia, i rifiuti radioattivi della somalia, le armi al kosovo e gli elicotteri all'iran, la tratta degli schiavi sui barconi del mediterraneo pronti a lavorare nelle nostre campagne sotto i caporali. E sono i milioni nelle banche svizzere, a san marino, in vaticano e negli altri paradisi fiscali del mondo.
    Ma in tutto ciò chi fa più schifo non sono i mafiosi, ma i loro amici romani impuniti. Lasciano il lavoro sporco ad altri e loro restano con le mani candide, salvo poi abbandonare i loro amici mafiosi a marcire nelle carceri quando non gli servono più. Aveva ragione la lega: Sono Porci Questi Romani. Roma Ladrona.