Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Globalist:
stop


Democrazia nella comunicazione

Senza antidoti

La vicenda di Lavagna un esempio di depravazione istituzionale. [N. Caiazza]

Redazione
venerdì 17 febbraio 2017 06:27

di Nicolai Caiazza

Fernando Arrabal raccontando la guerra civile spagnola osservava come il grado di degradazione conseguente alla sconfitta della rivoluzione avesse presentato anche fenomeni di depravazione: alcune madri denunciarono il proprio figlio alle autorità franchiste.

A Lavagna una madre avendo constatato che il figlio sedicenne faceva uso di droghe leggere si è ripetutamente rivolta alla Guardia di Finanza per chiedere una perquisizione nella camera del ragazzo. La quale avendo constatato che non si trattava di un criminale ma di un consumatore normale ha svolto la perquisizione a loro dire con un certo tatto. Secondo la loro dichiarazione sono intervenuti perché la signora aveva insistito e "sembrava disperata". Il ragazzo, saputo dell'intervento delle guardie si è lanciato dalla finestra, perdendo la vita.

La "disperazione" della delatrice in questione è stata poi commentata da lei stessa nel corso del funerale. Ha ringraziato la Guardia di Finanza per il loro intervento (anche se ha avuto come effetto collaterale la morte del ragazzo). Le sue parole:

"Grazie per aver ascoltato un urlo di disperazione di una madre che non poteva accettare di vedere suo figlio perdersi e ha provato con ogni mezzo di combattere la guerra contro la dipendenza. Non c'è colpa né giudizio nell'imponderabile e dall'imponderabile non può che scaturire linfa buona per la lotta contro il male... grazie".

Forse bisogna considerare questa signora anch'essa come una vittima, una vittima della propaganda dove il potere costituito non ha remore a sacrificare innocenti pur di imporre i propri interessi anche con la violenza. Tra Bush e questa signora c'è una differenza solo quantitativa. Mentre quello non ha avuto dubbi nel sacrificare le persone presenti nelle Torri Gemelle e quindi nel decimare le popolazioni di Afghanistan, Irak, etc., questa signora non ha avuto dubbi: primo la "lotta contro il male" poi il ragazzo.

Un prodotto del bombardamento quotidiano dei media è proprio il ricorso alle forze di polizia. Addirittura da Sanremo Claudio Conti non ha potuto fare a meno di "ringraziare" le forze dell'ordine, come se queste avessero avuto un ruolo nella qualità delle canzoni. Questa vicenda è un esempio che ha mostrato un rovesciamento della coscienza di molte persone senza antidoti: il sentimento materno che è alla base dei sentimenti umani, è stato sostituito dalla osservanza fedele alle istituzioni del potere, sfociando in questo caso in vera e propria depravazione istituzionale.


(16 febbraio 2017)



Torna alla Home page


Letto 3240 volte
Commenti
  • Cesare G 17/02/2017 alle 11:27:27 rispondi
    Sfumature
    Che la madre sia anch'essa una vittima è indubbio. Data la profonda differenza di contesto rispetto alla guerra civile spagnola, trovo l'accostamento piuttosto incauto. Mi sembra piuttosto che la faccenda della guerra del bene contro il male sia una consolazione pret-a-porter da parte di una madre drammaticamente schiacciata dalle conseguenze tragiche di un gesto che la inchioda come involontaria responsabile della morte di suo figlio. Vittima, appunto, non artefice.
  • Lanc70 18/02/2017 alle 11:28:38 rispondi
    Speriamo che Giorgio Luppi e Luca Taramelli non abbiano figli, sappiamo già che fine potrebbero fare. Vergognati tu Luppi, almeno il Taramelli si è definito da solo
 
Connetti
Utente:

Password: