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Democrazia nella comunicazione

Transgender e Trumpgender al tempo delle fake news

Ecco come l'Ansa ha dato la notizia: leggete le prime tre righe. Di seguito i fatti. Decidete voi se la notizia Ansa sia giornalismo, fake news, tendenziosità o altro.

Redazione
giovedì 23 febbraio 2017 07:04

di Daniele Scalea.

Nell'immagine in apertura vedete come l'Ansa ha dato la notizia: leggete pure le prime tre righe. Di seguito i fatti, così come io li ho intesi. Decidete poi voi se la notizia dell'Ansa sia buon giornalismo, una fake news, una notizia tendenziosa o altro.

Negli Usa è perfettamente legale cambiare sesso. Le norme variano di Stato in Stato ma, essenzialmente, una volta completato il processo medico di riassegnazione, basta presentare un certificato per ottenere il riconoscimento giuridico del nuovo sesso. Dunque, un uomo divenuto donna potrà utilizzare bagni e spogliatoi femminili.

Alcuni hanno però sollevato la questione di cosa fare nel periodo di cambio del sesso, o semplicemente per coloro che non vogliono completare la riassegnazione chirurgica o non compierla per nulla. La questione si è incentrata sull'uso dei bagni e spogliatoi nelle scuole.

Laddove prima ogni scuola decideva autonomamente o in base a normative statali, Obama ha varato delle linee guida (dietro minaccia di togliere i fondi pubblici) per cui bagni e spogliatoi possono essere utilizzati indifferentemente a seconda dell'identità di genere che l'individuo si assegna autonomamente (nel caso di minorenni, certificata dal genitore). Ciò è stato considerato una vittoria dalle associazioni LGBTQ, ma altri hanno lamentato che l'utilizzo indiscriminato di bagni e spogliatoi possa creare problemi agli altri utenti, di natura igienici (purtroppo il fatto che i bagni maschili siano meno lindi di quelli femminili non dipende dal genere, ma dalla fisiologia) o di imbarazzo (una donna che deve spogliarsi davanti a un uomo, sebbene costui si ritenga una femmina).

Tredici Stati hanno impugnato le linee guida obamiane che sono state sospese da un giudice federale (sì: è esattamente quanto successo col decreto di Trump sull'immigrazione, eppure in un caso si è scatenata la grancassa mediatica, nell'altro scommetto nemmeno lo sapeste). Il ministro della giustizia Sessions ha deciso di non difendere più in sede giuridica la direttiva obamiana, e ora Trump l'ha revocata restituendo agli Stati l'autonomia in materia.





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