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Cronache internazionali

La Francia in preda al terrorismo, vittima dei suoi alleati della NATO

Il terrorismo internazionale - cui la Francia partecipa - ha i suoi mandanti e utilizzatori - anche contro di essa - presso alcuni dei suoi alleati della NATO. [T. Meyssan]

Redazione
domenica 23 aprile 2017 00:57


«Sotto i nostri occhi» - Cronaca di politica internazionale n°236
di Thierry Meyssan.

La Francia è appena stata fatta bersaglio di un nuovo attacco terroristico, tre giorni prima del primo turno delle sue elezioni presidenziali. Per Thierry Meyssan, Parigi deve smettere di raccontare sciocchezze e prendere la misura degli eventi. Il terrorismo internazionale - cui la Francia partecipa - ha i suoi mandanti e utilizzatori - anche contro di essa - presso alcuni dei suoi alleati della NATO.

Nell'immagine in apertura, l'attentato agli Champs-Élysées, il 20 aprile 2017.

DAMASCO (Siria)  -  All'inizio del 2017, siamo stati informati che i jihadisti stavano preparando azioni che avevano lo scopo di costringere la Francia e la Germania a rinviare le loro elezioni. Non era facile distinguere:
-        se l'obiettivo fosse quello di far posticipare le elezioni presidenziali francesi (aprile-maggio), le elezioni parlamentari francesi (giugno) o entrambe;
-        se la Francia fosse un obiettivo in sé o se le azioni in Francia fossero una preparazione per azioni future contro la Germania.

Tra i candidati alle elezioni presidenziali, solo François Fillon e Marine Le Pen hanno criticato il sostegno offerto dalla Francia ai Fratelli Musulmani. Fillon ne ha anche fatto uno dei temi ricorrenti della sua campagna.

Discorso a Chassieu (Lione), 22 novembre 2016.

Abbiamo avvisato i nostri lettori sul fatto che le campagne giornalistiche e le azioni legali lanciate contro Donald Trump negli Stati Uniti e contro François Fillon in Francia avevano come mandanti gli stessi gruppi. Scrivemmo che, secondo Trump & Fillon, «non sarà possibile ripristinare la pace e la prosperità senza prima mettere fine alla strumentalizzazione del terrorismo islamico, senza liberare il mondo musulmano dall'ascesa dei jihadisti e senza attaccare la vera matrice del terrorismo: la Fratellanza Musulmana.» [1]

A quel tempo, i francesi, poiché credevano a torto che i Fratelli Musulmani fossero solo un movimento all'interno della religione musulmana, non reagirono. In seguito, ho pubblicato un libro, Sous nos yeux. Du 11-Septembre à Donald Trump ("Sotto i nostri occhi. Dall'11 settembre a Donald Trump", ndt), la cui seconda parte descrive in dettaglio e per la prima volta cosa sia questa organizzazione segreta, creata e controllata dall'MI6, cioè i servizi segreti britannici. È questa Fratellanza che, dalla seconda guerra mondiale, sta tentando di trasformare l'Islam sunnita in uno strumento politico. Tutti i leader dei gruppi jihadisti, senza eccezioni, provengono dalla Fratellanza - da Osama Bin Laden a Abu Bakr al-Baghdadi.

Il 26 febbraio, senza alcuna spiegazione, François Fillon ha pubblicato un comunicato che è stato ampiamente criticato:
«Ci troviamo in una situazione senza precedenti: a meno di due mesi dalle elezioni presidenziali, viviamo in una situazione di quasi guerra civile che perturba il corso normale di questa campagna (...). Ricordo che siamo in stato di emergenza, eppure il governo lascia fare (...) Oggi, in qualità di ex-Primo Ministro, come membro eletto della Nazione, accuso solennemente il Primo Ministro e il governo di non aver garantito le condizioni per un sereno esercizio della democrazia. Hanno una responsabilità molto pesante nel permettere che nel paese si sviluppi un clima di quasi guerra quasi civile di cui possono trarre vantaggio solo agli estremi (...) Chiunque siano i candidati, essi devono avere il diritto di esprimersi e il governo deve prendere le misure necessarie affinché i teppisti e i nemici della democrazia cessino di perturbare la campagna presidenziale». [2]

Il 17 aprile, la Polizia nazionale ha informato i quattro candidati principali in merito alle minacce alla loro sicurezza e hanno rafforzato la loro protezione.

Il 18 aprile, M. (29 anni) e Clement B. (23 anni) sono stati arrestati mentre stavano preparando un attentato durante un incontro a sostegno di François Fillon.

Il 20 aprile, un poliziotto è stato ucciso e altri due gravemente feriti durante un attacco agli Champs-Elysées.

François Fillon e Marine Le Pen hanno annullato i loro viaggi che avevano previsto per il 21 aprile. Seguendo il movimento, sebbene non vi fosse una minaccia reale che lo riguardasse, Emmanuel Macron ha fatto lo stesso.


La responsabilità del prossimo presidente della Repubblica francese

La sicurezza del popolo francese sarà una questione centrale per il prossimo quinquennio. Questa questione è tanto più difficile in quanto i recenti attentati terroristici perpetrati sul suolo francese hanno coinvolto tre degli alleati della Francia: lo Stato profondo statunitense, il Regno Unito e la Turchia.

Ho ampiamente trattato la questione degli attentati di Parigi (13 novembre 2015) e di Bruxelles (22 marzo 2016) [3].
Nel mio ultimo libro, ho indicato che mentre la responsabilità di questi attentati è stata rivendicata dal presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e dalla sua stampa, essi sono stati eseguiti da «commando distinti, tranne un operatore comune, Mohammed Abrini dell'MI6» (p. 231) [4].

Da anni i governi successivi di Nicolas Sarkozy e Alain Juppé, nonché quello di François Hollande e Laurent Fabius, hanno occultato le loro attività criminali agli occhi del popolo francese e la conseguenza di quel che hanno seminato: il terrorismo intra muros.

È assurdo ritenere che al-Qa'ida e Daesh possano disporre di così tanti denari e armi senza che abbiano il sostegno di grandi Stati. È assurdo credere che la Francia potesse partecipare alle operazioni di rimodellamento nel «Medio Oriente allargato» senza subirne i contrattacchi. È assurdo credere che sia facile combattere il terrorismo internazionale quando i suoi mandanti sono nostri stessi alleati in seno alla NATO.


NOTE

[1] «Chi utilizza la stampa e la giustizia contro Trump e Fillon?» di Thierry Meyssan, Rete Voltaire, 11 febbraio 2017.
[2] «Violences perturbant la campagne présidentielle», François Fillon, Fillon2017.fr, 26 février 2017.
[3] Si veda per esempio «La Repubblica Francese presa in ostaggio», e «Il movente degli attentati di Parigi e di Bruxelles», di Thierry Meyssan, Rete Voltaire, 16 novembre 2015 et 28 marzo 2016.
[4] Su questi attentati, si veda anche p. 91.


Per saperne di più sulla guerra segreta contro il Medio Oriente allargato, si legga Sous nos yeux. Du 11-Septembre à Donald Trump

Traduzione a cura di Matzu Yagi.


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Commenti
  • borand 23/04/2017 alle 17:08:12 rispondi
    rete di supporto
    E' assurdo credere che dei terroristi isolati, senza una struttura di supporto interna al Paese, possano colpire i luoghi più controllati come il centro delle capitali.
    Se fossero davvero esterni colpirebbero in zone dove c'è meno controllo, come un paesino di campagna, dove a stento trovi un vigile urbano.
    Agendo sempre nelle grandi città dimostrano la loro complicità con i servizi di sicurezza.
 
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