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Democrazia nella comunicazione

L'alba dorata di Macron

Insomma, a leggere certi giornali sembrerebbe quasi un'alba rivoluzionaria, l'elezione a Presidente della Francia del sodale dei Rothschild e di Jacques Attali. [P. F. De Iulio]

Redazione
martedì 9 maggio 2017 06:28

di Pier Francesco De Iulio

Dunque la Francia ha fatto la sua scelta. I cittadini francesi che si sono recati alle urne per votare il ballottaggio tra i due candidati alla carica di Presidente della Repubblica (circa il 75% degli aventi diritto) hanno preferito Emmanuel Macron, candidato del movimento En Marche!. Una vittoria schiacciante su Marine Le Pen di Front National, che raccoglie poco più della metà dei voti del suo avversario. Viva la democrazia! Viva la Francia!

Soltanto una breve osservazione.

Leggendo qua e là - su varie testate giornalistiche e blog - l'opinione a caldo di alcuni commentatori, ho dovuto constatare, ma senza stupirmi troppo devo aggiungere, che in molti casi Macron viene tratteggiato come il "difensore dell'Europa" (leggi l'attuale Unione europea e i suoi Trattati capestro) ma anche come "l'uomo del Cambiamento" (con la "C" maiuscola), cioè il Grande Riformatore, l'uomo in grado di cambiare il destino dei popoli europei, e non soltanto quello francese. Eh sì, perché l'ambizioso Macron ha detto di voler ricostruire «il legame tra l'Europa e i popoli che la compongono, tra l'Europa e i suoi cittadini», candidandosi implicitamente a una futura e non tanto ipotetica leadership transnazionale (naturalmente con l'avallo della Troika). Un evidente ossimoro. Una evidente presa per il culo, siamo franchi (e scusate il "jeu de mots"). Qualcuno saluta addirittura l'elezione di Emmanuel Macron come l'inizio di "una nuova era nella storia del mondo" (parole prese in prestito niente meno che a Goethe!)

Insomma, a leggere certi giornali sembrerebbe quasi un'alba rivoluzionaria per l'intera Europa quella che si alza oltralpe con l'elezione a Presidente della Francia del sodale dei Rothschild e di Jacques Attali. Un uomo che ha incassato l'endorsement di tutto l'establishment della finanza internazionale, della Cancelliera tedesca Angela Merkel e del Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Ditemi voi se non ci sono gli estremi per invocare un T.S.O. (Trattamento Sanitario Obbligatorio) d'urgenza per coloro che sono preda di tale evidente farneticazione.

Teniamolo a mente quando toccherà anche a noi italiani di recarci alle urne.


(9 maggio 2017)



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