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Pandora Tv

Roberto Quaglia: 'La Russia non comincia le guerre, le finisce'

Unica TV italiana, Pandora era a Mosca per la parata del 9 Maggio per l'anniversario della vittoria contro il nazismo. Un emozionante racconto in parole e immagini

Redazione
lunedì 15 maggio 2017 23:11

PANDORA TV - Roberto Quaglia.

Unica fra le televisioni italiane, Pandora TV era a Mosca per la parata del 9 Maggio per l'anniversario della vittoria contro il nazismo.
Da Mosca un racconto ed un analisi di Roberto Quaglia, oltre che alcune immagini esclusive di grande suggestione.


Tratto da: pandoratv.it/?p=16323.



Come tutti gli anni, il 9 maggio si sono svolte a Mosca le celebrazioni per il giorno della vittoria contro il nazismo, che mise fine alla Seconda Guerra Mondiale (che in Russia viene chiamata La Grande Guerra Patriottica). È una delle feste più importanti e più sentite in Russia. La parata militare è stata come al solito imponente e suggestiva. Particolarmente impressionante è stato poter vedere da vicino il sistema antimissilistico S-400, nonché i giganteschi missili intercontinentali Topol-M montati su rampa mobile stradale. Curiosi anche gli imponenti veicoli bianchi destinati ad operazioni nel teatro artico, sui quali spiccava l'effige dell'orso bianco. E' la prima volta che sono stati fatti sfilare.
Oltre che sulla Piazza Rossa, l'attrezzatura militare ha sfilato per le strade di Mosca fra dense ali di folla. C'era gente anche arrampicata sugli alberi. 
Checché se ne dica in Occidente, la società russa è in buona sostanza molto coesa ed in sintonia con le proprie istituzioni, per lo meno se paragonato a quanto avviene in Occidente. Dalle nostre parti, i grandi imbonitori al servizio del potere, cioè gli intellettuali a nolo ed i pennivendoli mainstream, ci lavano costantemente il cervello con il mantra, che poi diventa un credenza diffusa, che se la gente approva ciò che in linea di massima fa il proprio governo, allora si tratta di populismo nel migliore dei casi, e di una dittatura nel peggiore dei casi. Ci abituano all'idea che sia invece giusto e normale e democratico essere scontenti del proprio governo. 
Ci ammaestrano quindi ad un masochismo politico inconsapevole, reso per di più ridicolo dal nostro disprezzo per chi invece è contento di chi lo governa. Resto ogni volta stupefatto di fronte allo spettacolo di quelli che si lasciano intortare così facilmente - pensateci bene: traditi in pieno dai loro politici e per colmo di beffa convinti che sia giusto così e che il male stia invece in quei paesi sfigati dove i cittadini sono invece in sintonia coi loro governanti. In altre parole noi qui siamo cornuti e mazziati, e se questo non vi basta, abbiate fiducia: al prossimo giro di giostra saremo cornutissimi e mazziatissimi! Nuovo giro, nuovo regalo. La presa per i fondelli raddoppia ad ogni tornata.
E la mazzata finale a noi potrebbe giungerci proprio dalla Russia, se continueremo con l'escalation degli atti ostili verso di essa. La Russia - fateci caso - in tutte le sue dichiarazioni ufficiali si rivolge ai paesi europei con parole di apertura e di collaborazione e di amicizia, mentre in direzione opposta i paesi europei si producono invece in atti di chiusura, dichiarazioni bellicose, veri e propri espliciti insulti alla leadership russa. E qui non sto usando una parafrasi. Ripeto: insulti espliciti ed inequivocabili, che se fossero invece rivolti al nostro indirizzo faremmo il diavolo a quattro - e poi sanzioni economiche, peraltro autolesionistiche, e - per non farci mancare niente - addirittura spostamento di carri armati, truppe, postazioni missilistiche ed altra merda bellica verso le frontiere russe. 
E anche qui gli imbonitori del potere nostrano ci hanno lavato il cervello fino a convincere molti di noi che il bianco è in realtà nero e che le dichiarazioni russe di amicizia sono in realtà false, mentre le nostre minacce ai russi sono in realtà solo dei saggi consigli da parte di chi è nel giusto per definizione. In sintesi: tutto capovolto in un sinistro capolavoro di delirio orwelliano e la cosa più stupefacente è osservare come la massa si lasci irretire. Stupefacente e, lasciatemelo dire, molto avvilente. Ebbene, lasciate che ora vi riveli un'ovvietà, ma mi sembra che ce ne sia bisogno: le parole, ragazzi miei, hanno un peso, e se fate finta che esse vogliano dire il contrario di ciò che significano - lasciatemelo dire - avete un serio e grave problema psichiatrico che vi rende un pericolo per voi stessi e per gli altri.
Tornando al tema della parata militare, come bene sanno gli esperti di cose militari, le forze armate russe sono ottimizzate per esprimere la massima potenza entro i propri confini, dove sono praticamente invincibili. La loro potenza di proiezione al di fuori dei confini nazionali tuttavia si affievolisce esponenzialmente tanto più si allontanano dalla loro sede naturale. Le cose stanno così perché la dottrina militare russa è eminentemente difensiva. Disponendo del paese più grosso del mondo con tutte le riserve naturali necessarie non hanno logicamente alcun interesse ad espandersi. E la storia ci conferma che di solito la Russia ha più il problema di venire invasa, che di invadere, basti pensare a Napoleone e Hitler. 
Fa naturalmente eccezione il periodo che seguì la seconda guerra mondiale, ma dopotutto non fu una guerra iniziata dai russi e dopo che i sovietici la ebbero vinta, al carissimo prezzo di oltre venti milioni di morti, beh, sono rimasti nei territori presi nella contro-offensiva, mantenendo il controllo delle nazioni limitrofe da cui l'invasione contro di loro era giunta e ne hanno fatto un cuscinetto per difendersi da successive invasioni. Avevano una buona ragione per farlo oppure fu una cautela eccessiva? Provate ad indovinare. 
Adesso che l'Unione Sovietica si è dissolta ed il loro cuscinetto protettivo di nazioni satelliti è svanito, ecco in men che non si dica che ai loro confini si riprendono ad ammassare armi e costruire basi militari e puntare missili contro di loro.
Come vedete in questa cartina, quando una grande potenza nucleare ne circonda un'altra con una miriade di basi militari e postazioni missilistiche in grado di lanciare missili nucleari con la scusa che quella nazione potrebbe decidere di voler uscire dai propri confini, beh, non dovrebbero esserci dubbi su chi sia l'aggressore. 



Ah, scusate, mi sono accorto di avere sbagliato cartina. Ecco, questa è la cartina giusta. Quella di prima era un falso. Questa invece è vera e le stelline che vedete sono basi NATO. Chi è che sta minacciando chi? 



Da questa cartina forse non si capisce bene. Da quella di prima chissà perché si sarebbe capito benissimo. Ma da questa cartina invece, misteri della psiche umana, c'è gente - pensate un po - che riesce addirittura a vedere gli assediati che minacciano gli assedianti.

La Giornata della Vittoria del 9 maggio in Russia non è però solo una parata militare. Questa è ciò che vi fanno vedere in televisione perché è spettacolare. La Giornata della Vittoria è a mio avviso soprattutto costituita dalle centinaia di migliaia di persone che scendono in piazza e sfilano per la città in memoria della tragedia che costò ai russi venti milioni di morti, un numero difficile da immaginare, quasi metà di tutta la popolazione italiana. Ed è una memoria che tocca tutti loro da vicino dato che in Russia non c'è famiglia che non abbia perso i nonni, bisnonni ed altri antenati, tutti sacrificatisi per la salvezza del loro popolo. Hitler li avrebbe sterminati, visto che li considerava subumani. Un po' come gli americani oggi considerano tutta una serie di popoli, almeno a giudicare da certi film di Hollywood. 
E allora ecco che il 9 di maggio i russi in tutte le città sfilano per la città e ognuno porta con sé le foto dei parenti perduti. E' uno spettacolo grandioso e commovente che lascia a bocca aperta chi non vi abbia assistito. Giovani e anziani sfilano insieme, uniti nel tributo alla memoria dei morti a loro vicini e di cui sono giustamente fieri. Negli occhi dei più anziani si legge ancor oggi il dolore di orrori che non scompaiono dalla memoria neppure dopo settant'anni. Orrori ai quali, è bene ricordarlo, abbiamo contribuito anche noi italiani. Sì, noi italiani eravamo là, in Russia, al fianco o piuttosto al traino dei tedeschi, ad invadere quel paese per uccidere i russi. Facile oggi dire: erano fascisti, come se così, usando la parolina magica, la cosa non ci riguardasse. Erano italiani e non avrebbero dovuto essere lì, ma invece c'erano. Ebbene, il 9 maggio a festeggiare la vittoria sul nazismo a Mosca, la Cancelliera tedesca ed il Presidente del Consiglio italiani non si sono degnati di andare. Per la Tverskaya uliza ho sfilato io, ma nessuna importante autorità italiana o tedesca.
Piccola nota a margine: qui sto sfilando con qualche ora di ritardo, dopo che il 99% delle persone era già sfilato. Per avere un'idea della imponenza dell'evento, ecco un'incredibile immagine a 180° della manifestazione, in cui si può zoomare avanti e indietro e vedere in dettaglio ogni singola persona di questa immensa folla ed i loro morti. Zoomando ad esempio su questo balcone vediamo una vecchia piangere quello probabilmente era sua padre. Trovate questa foto straordinaria su Internet, l'ho postata sul mio profilo facebook. Ad esplorarla ci si può passare una giornata intera.
Come stavo dicendo, i vostri rappresentanti politici che voi avete eletto, in nome vostro questo evento lo hanno snobbato. Hanno giudicato che non li riguardasse. La sconfitta del nazismo non è affar loro.
Quindi anziché avere la dignità di essere vicini, una volta all'anno, simbolicamente, al popolo che un paio di generazioni fa abbiano aggredito, abbiamo invece l'infamia di mandare nuovamente, sotto l'ombrello della NATO di cui siamo parte, carri armati e truppe ai loro confini, raccontandoci la barzelletta che da questi confini i russi starebbero per invaderci, ma nessuno però ha neppure provato a spiegare perché mai dovrebbero. Che cosa ci guadagnerebbe la Russia ad invadere l'Europa? Ma credete davvero che siano così scemi?
In merito alla Russia, credetemi, la maggior parte di noi sa pochissimo perché tutto ciò che si racconta in Occidente è filtrato da una lente mainstream che camuffa e distorce tutto giungendo a volte a convincerci che le cose siano l'esatto contrario di quelle che sono. Se volete finalmente sapere qualcosa di più sulla Russia, sulla mentalità russa e sulle paure e le ossessioni dell'Occidente rispetto alla Russia, vi consiglio il recente ottimo libro di Giulietto Chiesa Putinfobia - il titolo originale era Russofobia 2.0, molto più appropriato, ma in Italia è stato modificato per ragioni commerciali. E' un ottimo libro, che si legge agevolmente, ed è stato per me un piacere ed un onore scriverne la prefazione. Sì, lo so, in copertina c'è scritto prefazione di Nicolai Lilin, ma vi assicuro che dentro oltre alla sua c'è anche una  mia prefazione. Non mi hanno messo in copertina per non spaventarvi. Mettiamola così. E se invece volete capire con quali tecniche di manipolazione di massa hanno convinto mezzo mondo che il bianco è nero e il nero e bianco, vi consiglio il mio recente libro Il Fondamentalismo Hollywoodista. Lo trovate su Amazon.it.

Quando pensiamo alla contrapposizione storica fra Stati Uniti e Russia, giova dare anche un'occhiata ai simboli in cui questi due popoli si riconoscono. Gli Stati Uniti si riconoscono nel simbolo dell'aquila, la Russia si riconosce nel simbolo dell'orso. Nella trasfigurazione propagandistica del mainstream menzognero, per incutere paura della Russia si è riusciti a vendere al pubblico l'immagine di un orso cattivo e minaccioso, pronto a sbranare intere nazioni. Ora, senza volere tirare in ballo l'orso Yoghi ed i cari orsacchiotti, dovrebbe essere chiaro a tutti che gli orsi, ancorché straordinariamente forti, sono in buona sostanza creature generalmente tranquille e pacifiche. A meno che, naturalmente, non li si aggredisca o non li si faccia sentire minacciati. Quando ciò avviene, e solo quando ciò avviene, ci si trova davvero nei guai.
L'aquila invece è un rapace, che se ne sta per aria dove non corre rischi e da lì attacca, un po' come i droni, vittime piccole che non siano in grado di opporre alcuna resistenza, come i conigli. Sono due mondi diversi, due diversi approcci alla vita e alla realtà.
Un popolare detto russo dice: La Russia non comincia le guerre. La Russia le finisce.
I politici che voi avete eletto, telecomandati da indovinate chi, non di certo da voi che li avete eletti, vi stanno oggi portando di nuovo verso un sciagurato attacco contro la Russia, tutti i segnali mostrano che la via è quella, un'aggressione che poi vi verrà raccontata invertendo come al solito i fattori, e chissà quale sarà la messinscena stavolta. Solo che dalla realtà non si riesce a fuggire per sempre. Siete sicuri di volere di nuovo fare incazzare l'orso? Ricordatevi, l'Italia già una volta ha avuto la stupidità di attaccare la Russia, una Russia che a noi invece non ci ha mai aggredito. Occhio che secondo me questa è la volta che si incazzano davvero e magari non ce la fanno passare liscia come la volta scorsa.
Di fronte alle nostre minacce ed al nostro crescente accerchiamento dei loro confini, pochi giorni fa i russi hanno dichiarato che non combatteranno più guerre sul loro territorio. E' una dichiarazione semplice, ma che dice tutto. Visto che a differenza degli Stati Uniti loro da casa più di tanto non si spostano, questo vuol dire una sola cosa: missili per tutti i gusti contro chiunque osi attaccarli.
E noi, che in Italia ospitiamo 70 missili nucleari che non sono sotto il nostro controllo, e che sono chiaramente destinati alla Russia, siamo gentilmente avvisati.
Queste sono le riflessioni che sorgono dopo avere partecipato alla grande parata per la ricorrenza della vittoria contro il nazismo e avere visto i volti e le espressioni dei discendenti di quelli che noi italiani, al traino dei tedeschi, abbiamo aggredito, e le sbiadite foto a bianco e nero dei loro parenti che abbiamo voluto uccidere. Uso la parola noi perché l'Italia era pienamente complice, non ci sono scuse e non ci sono redenzioni facili.
Il tema quindi qui non è quello di indulgere ad un mea culpa senza fine per fatti passati e lontani dei quali le nostre generazioni non portano colpa alcuna, ma di evitare di compiere di nuovo gli errori del passato.
Perché questa possibilità oggi c'è, visto che da anni si prepara un'altra aggressione alla Russia alla quale di nuovo l'Italia sarà pienamente complice, stavolta al traino di qualcun altro. Anzi, no, questa volta sarà diverso, non saremo al traino, saremo piuttosto l'apripista, perché chi ci sta spingendo - da dietro - verso la guerra ha imparato, almeno in parte, la lezione della storia, e costoro non contano di andarci loro a fare la guerra contro la Russia, loro contano di mandarci noi europei. Mica scemi loro. Che la guerra si svolga in Europa, non a casa loro. Dopotutto, fra i due litiganti il terzo gode, soprattutto se casa sua è ben lontana dalle battaglie.

Chiudiamo questo intervento da Mosca con alcune immagini girate verso il finire della parata. La musica di sottofondo sono i canti di guerra sovietici dell'epoca, che durante la parata venivano diffusi dagli altoparlanti lungo tutta la Tverskaya.

Da Mosca, di guerra e pace vi ha parlato Roberto Quaglia per PandoraTv.it.






Il link all'impressionante immagine a 360° mostrata nel video:
https://life.ru/t/gigapixel/9may.

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