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Democrazia nella comunicazione

Una brutta commedia tutta italiana

A Michele Serra deve essere sfuggito che il rispetto delle leggi non è cosa che si chiede in cambio di qualche altra cosa. [Tommaso Pincio]

Redazione
martedì 16 maggio 2017 19:21

di Tommaso Pincio

O sono un alieno o il paese in cui vivo si prepara al remake del Pianeta proibito. Michele Serra dice che lui i migranti andrebbe a prenderli con un charter per sottrarli al dominio schifoso dei negrieri. Lo dice come fossimo ancora in un romanzo di Salgari, ma diciamo che conta il pensiero. Richiamando un chissà quando siglato patto di ospitalità, Serra dice però anche che lui chiederebbe in cambio, con intransigenza assoluta, il rispetto delle nostre leggi.

Ora io non so bene che nozione abbia Serra del mondo né quale siano le sue opinioni in fatto di Stati di diritto, ma deve senz'altro sfuggirgli che il rispetto delle leggi non è cosa che si chiede in cambio di qualche altra cosa. Deve cioè sfuggirgli che il rispetto delle leggi vincola chiunque si trovi a vivere in un paese regolato da leggi. E che nel paese in questione ci si trovi a vivere per nascita, per disperazione, per turismo, per sbaglio o altro è un dettaglio irrilevante, anzi non è nemmeno un dettaglio, è un dato da non considerare, perché di fronte alla legge si è tutti uguali: cittadini, turisti e migranti, che abbiano o no sottoscritto un patto. E perché questo dato non vada considerato dovrebbe apparire fin troppo evidente a un illuminato qual è Serra: perché è un dato in palese contraddizione con qualunque principio di uguaglianza.

Ancora più sconcertante è che questo rispetto Serra voglia chiederlo «con intransigenza assoluta». Ma che accidenti vuol dire, intransigenza assoluta? Forse che per cittadini e turisti è prevista un'intransigenza normale o discrezionale? Ma quand'anche così fosse, in che termini andrebbe differenziata l'intransigenza normale da quella assoluta? Forse nel dare per scontato che le leggi valgono quello che valgono; che si applicano soltanto quando non se ne può fare a meno o a capriccio o solo per alcuni? Più ci penso, più non vedo altre possibilità. E più ci penso, più giungo alla conclusione che Serra non sia affatto razzista, come non lo è Serracchiani.

No, Serra pensa semplicemente quello che pensano in tanti in questo fantascientifico paese: che leggi, diritti e democrazia sia tutta roba fichissima, ma alla fine della fiera, ciò che davvero conta è che il paese si divide in chi è suddito e chi può sdraiarsi sull'amaca. E questo non è razzismo, è un'altra cosa che, per carità di patria, evito di nominare. E la vera cosa triste non è nemmeno la cosa in sé, ma che la cosa attecchisca in Serra (e nel Serra che è in noi) senza che Serra se ne renda conto, come un riflesso culturale, un vizio mai davvero perso, una brutta commedia tutta italiana. Vado a sdraiarmi anch'io.


(14 maggio 2017)


Il testo è tratto dalla pagina facebook dell'autore © Tommaso Pincio.



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