Il mio perché

Università e concorsi truccati. La testimonanzia di Federico Sanguineti.

Philip Laroma Jezzi. Il ricercatore dell’Università di Firenze che ha fatto scoppiare il caso | Fonte © CdS.

Philip Laroma Jezzi. Il ricercatore dell’Università di Firenze che ha fatto scoppiare il caso | Fonte © CdS.

Redazione 28 settembre 2017megachip.info

di Federico Sanguineti*


Philip Laroma Jezzi sia Ministro
di Pubblica Istruzione qui in Italia
e di Università ormai morente.

E ora in prosa spiego il mio perché. Da giovane, a trent'anni, partecipai in tre diverse università italiane a tre concorsi liberi a ricercatore (valutazione dei titoli, due prove scritte e colloquio orale). Il primo concorso lo persi (non feci in tempo a terminare la prima prova scritta), vinsi gli altri due. In quello che persi vinse il concorrente che si dava favorito. Negli altri due vinsi io, ma favoriti si davano, in uno la figlia di un procuratore della Repubblica, nell'altro la figlia di un docente universitario di prima fascia.


Entrambi i favoriti fecero ricorso, per cui andai da un avvocato reputato amministrativista prestigioso, il quale sùbito mi disse che sicuramente al Tar avremmo vinto la causa. Poi, chiusa accuratamente la porta della stanza del suo studio, aggiunse a bassa voce in confidenza: "Guardi, Sanguineti, noi vinceremo, ma ci vorranno almeno dieci anni. Contro il mio interesse, lo dico per il suo bene," egli aggiunse "si faccia preparare un concorso da suo padre o da altri, e risolve prima".


Invece io telefonai al Magnifico Rettore di una delle due università perché informasse la Procura della Repubblica. Il Rettore mi rispose: "Sanguineti, ma si rende conto di quello che ha fatto? Lei mi trova in questo momento seduto sulla poltrona di Rettore, ma la Procura qui ogni giorno blocca la nostra attività. Quando mi alzo non so se ritrovo la sedia dove sono ora seduto". Rispondo: "Per questo telefono, Magnifico Rettore, per informare che sono vincitore anche altrove". Il Rettore: "Poteva dirmelo sùbito. Telefono immediatamente alla Procura". Il giorno dopo, la mia nomina altrove era sbloccata; e presi servizio, perché, venni poi a sapere, la Procura aveva informato il Ministero della Pubblica Istruzione.


Erano passati intanto mesi, forse un anno, ma ero ormai ricercatore. In seguito, stanco del primo, dove avevano deciso di bloccarmi la carriera (uno con un sorriso me lo disse esplicitamente a un convegno) volli cambiare settore scientifico-disciplinare universitario, e fui associato. Poi cambiai settore ancora una volta e, da pochissimi anni, fui (e sono) ordinario. Così, facendo sempre il doppio, senza dire il triplo, per avere sì e no la metà, ho conosciuto, in vita mia, ipocrisie di Avvocati, Ministero, Procura e tre settori di stampo universitario. Pax vobis.


 


*Federico Sanguineti è professore ordinario di Filologia italiana all’Università di Salerno.