Banca Intesa e il salvataggio peloso delle banche venete

E dunque via al salvataggio di Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Gli acquirenti pagheranno un euro, i miliardi li pagheremo noi. [Giuseppe Masala]

banche e rapine, chi rapina chi?

banche e rapine, chi rapina chi?

di Giuseppe Masala.


 


E dunque la proposta di Banca Intesa - "di quelle che non si possono rifiutare", direbbe Don Vito Corleone - per salvare Popolare di Vicenza e Veneto Banca è arrivata, ufficialmente oggi, sul tavolo del governo.


Proveranno a spiegarci che si tratta di un salvataggio sulla falsariga di quello fatto in Spagna da Santander nei confronti del moribondo Banco Popular.


Falso, le cose sono diverse.


Santander si è sì impegnato a salvare Popular pagando un euro ma si è presa tutta la banca, comprensi gli asset tossici, mentre Banca Intesa è disposta a pagare un euro per prendersi solo la parte buona (rete commerciale, titoli di stato, crediti in bonis, ecc.) delle due venete e lasciando ad una bad bank l'onere di prendersi gli asset tossici (crediti inesigibili, partecipazioni azionarie di dubbio o nullo valore, ecc.). Bad Bank che verrà finanziata - inutile dirlo - con miliardi pubblici e con i soldi degli obbligazionisti subordinati che non rivedranno nulla dei loro risparmi.


Una proposta che sa tanto di cappio al collo e che fa leva sulla paura dei politici di dover dichiarare in maniera conclamata la bancarotta incenerendo anche i risparmi in conto corrente sopra i 100 mila euro e le obbligazioni ordinarie (oltre alle subordinate). Quindi molto meglio - per i politici non certo per lo Stato - provare questa strada. Poi per anni ci diranno che viviamo sopra le nostre possibilità, mentre in realtà stiamo pagando i disastri di Lorsignori.



Non basta, nella proposta capestro di Banca Intesa c'è una pretesa che non ha riscontro a mia memoria: la richiesta di "un quadro normativo" che garantisca la banca lombarda da qualsiasi pendenza legale, presente, futura, certa o ipotetica. Una proposta oltraggiosa per la democrazia, per il Parlamento e per un Governo degno di questo nome. Chiedere ufficialmente delle leggi à la carte al Parlamento è una cosa che non è minimamente compatibile con una democrazia manco solamente formale. A questo siamo arrivati.