“Partita a due”, l'equilibrio di coppia è amarsi da lontano

Pamela Villoresi e Pietro Longhi in "Partita a due" di Barry Creyton. Al Teatro Manzoni di Roma fino al 9 giugno.

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22 Maggio 2013 - 10.22


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di Matteo Brighenti

Alessia e Giorgio sono una coppia che non ce l’ha fatta. Hanno cominciato ad allontanarsi dalla prima notte di nozze e dopo dieci anni sono arrivati al divorzio. A farli scoppiare è stata la sterilità di Giorgio: nessun figlio, nemmeno adottato, nessun frutto che abbia dato all’albero radici per stare in piedi un giorno di più. Se non possono vivere insieme, non possono però nemmeno vivere separati.

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“Partita a due” di Barry Creyton, con [url”Pamela Villoresi”]http://www.recensito.net/pag.php?pag=12173[/url] e Pietro Longhi, racconta il lato leggero della seconda opportunità che Alessia e Giorgio si danno a vicenda, le schermaglie ironico-grottesche della ricostruzione da vecchi di un amore giovane, lasciando ai “confessionali” sulla poltrona dei rispettivi psicanalisti una parvenza di analisi introspettiva. Alessia è una donna in carriera, rampante e determinata. Ha trovato un secondo marito, più giovane di lei. Giorgio è giornalista e divulgatore scientifico, ma soprattutto è un farfallone di mezza età che passa di “velina” in “velina”. Si sono rifatti una vita da soli, distanti l’uno dall’altra, ma sono esistenze fantasma, invisibili, in scena non vengono rappresentate perché non sono che il tempo che Alessia e Giorgio hanno passato a cercarsi, un vuoto d’amore riempito con tutta la vita che sono riusciti a trovare.

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La “Partita a due” degli equivoci che li fa tornare insieme inizia con una spallina che cade e un reggiseno che si slaccia nel bar dove sono andati con le loro nuove metà. Villoresi e Longhi riproducono tutti i tic tipici della commedia di intrattenimento, le facce, i risolini, i gesti ampi e pronunciati a favore del pubblico che, numeroso e partecipe, si diverte, ride e applaude a ogni cambio di scena. Alessia e Giorgio, però, in mano hanno carte contraffatte, non sono più saggi di prima per poter stare insieme, sono semplicemente più vecchi. Quella “Partita a due” è allora la soluzione che ha trovato il destino per farli rincorrere anche domani con la stessa forza di oggi. E restare vivi.

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Pamela Villoresi, Pietro Longhi Partita a due di Barry Creyton regia: Maurizio Panici; scene: Mario Amodio; scenografie digitali: Andrea Giansanti; costumi: Lucia Mariani; musiche originali: Stefano Saletti; assistente regia Marsia G.Lea Pacella; disegno luci Sacha Donninelli; sarta Elisabetta Viola; grafica: Lorenzo Zollo; amministrazione: Giuseppe Varano; una produzione: Teatro Artigiano, Argot Produzioni Roma, Teatro Manzoni – fino al 9 giugno

Fonte: http://www.recensito.net/pag.php?pag=12266

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