Mentre Regno Unito e Ucraina spingono la Germania a preparare una guerra contro la Russia, assistiamo alla fine della Germania riunificata. Il Paese è profondamente diviso in due popolazioni distinte. La sua identità è ormai messa in questione. La dissoluzione della Germania federale è ineluttabile. Nel frattempo la pace conclusa tra Washington e Mosca porterà all’annessione di una parte dell’Ucraina e della Transnistria alla Russia. La fine dell’Unione Europea sarà invece provocata dalla rinuncia ai suoi valori fondanti.
di Thierry Meyssan.
In Europa non ne siamo consapevoli, ma la sconfitta dell’amministrazione Zelensky in Ucraina dovrebbe portare alla frammentazione di Moldavia, Germania e Unione Europea. È l’ipotesi di lavoro di Russia, Cina e Stati Uniti. Siamo assolutamente impreparati e i nostri responsabili politici e i nostri media non si pongono nemmeno il problema.
Lo smembramento della Germania
Non abbiamo capito che la riunificazione tedesca, voluta dai presidenti Helmut Kohl e François Mitterrand, è stata fatta in violazione del diritto internazionale: la popolazione della Repubblica Democratica Tedesca (RDT) non è stata consultata. Abbiamo accettato la riunificazione perché ci sembrava logica e perché, in 14 mesi, la responsabile comunista della propaganda della Gioventù Comunista della RDT, Angela Merkel, si è trasformata in ministra cristiano-democratica della Gioventù della Repubblica Federale Tedesca (RFT) [1].
Ma il percorso personale di Angela Merkel non è affatto rappresentativo di quello del popolo tedesco. Conosciamo il punto di vista della Germania dell’Ovest (62 milioni di abitanti al momento della riunificazione) ma non quello della Germania dell’Est (16 milioni di abitanti nello stesso periodo).
L’industria dell’Est è stata saccheggiata a vantaggio dell’Ovest. La disoccupazione nella parte orientale oggi è al 7,5%, contro il 5,7% della parte occidentale. Lo stipendio medio nell’Est è di 3.973 euro lordi; nell’Ovest è di 4.810 euro lordi. Il prodotto interno lordo (PIL) per abitante raggiunge in media 37.711 euro nei cinque Länder dell’Est, contro i 54.162 euro nell’Ovest.
Nelle ultime elezioni legislative i due Paesi si sono contrapposti: i tedeschi dell’Est, formati dall’occupazione sovietica, hanno votato in massa per Alternative für Deutschland (AfD), mentre quelli dell’Ovest, formati dall’occupazione statunitense e dai nazisti riciclati, hanno votato per i Cristiano-Democratici (CDU) e per i Social-Democratici (SPD). Di fatto non c’è un’unica Germania, ce ne sono due [2].
Oggi la Germania riunificata è governata dalla componente più numerosa, quella dell’Ovest, che tenta di impedire l’espressione politica della componente dell’Est. Il 2 maggio 2025 il partito AfD è stato qualificato «organizzazione estremista di destra», definizione confermata dall’Ufficio per la Protezione della Costituzione. Ma questo partito è la reazione al progetto di confederazione europea; progetto che affonda le proprie radici nel Neuordnung Europas (Nuovo Ordine dell’Europa), ideato per conto del cancelliere Adolf Hitler da Walter Hallstein, diventato poi segretario generale della CECA, poi CEE, infine Unione Europea. E l’Ufficio per la Protezione della Costituzione di Monaco, che negli anni Cinquanta serviva a riciclare i poliziotti della Gestapo, ora è preposto alla repressione dei giornalisti e degli intellettuali che potrebbero far cambiare ai tedeschi le loro convinzioni [3].
C’è consapevolezza degli orrori commessi dalla Sicurezza di Stato (Stasi) nella Germania Est, ma c’è ignoranza di quelli commessi contro i comunisti e i gay in Germania Ovest. Fu tuttavia una tetra realtà.
L’attuale Germania riunificata è sotto il dominio di un piccolo gruppo di figli di nazisti, che dopo la guerra collaborarono con gli occupanti anglosassoni. Lo stesso cancelliere Friedrich Merz è nipote di un dignitario nazista, di cui ha adottato gli assunti anti-slavi. Non ha alcun problema a lavorare con i nazionalisti integralisti ucraini, che si definiscono discendenti dei vichinghi variaghi e, soprattutto, senza alcuna ascendenza slava. Se la tradizione germanica rifiutò di collaborare con i russi (da qui lo scisma del 1054, un secolo dopo la conversione di Russia e Ucraina al cristianesimo, che separò il Sacro Romano Impero germanico da Costantinopoli) solo i nazisti ebbero l’obiettivo di sterminare tutti gli slavi e d’impadronirsi delle loro terre (il Lebensraum, ovvero lo spazio vitale della Germania. In ogni caso, la Germania riunificata non sollevò la minima obiezione alla nazificazione dell’Ucraina del 1991, passata attraverso il colpo di Stato dell’EuroMaidan del 2014. Berlino si sforza in tutti i modi di ignorare le centinaia di monumenti eretti in Ucraina in memoria dei nazisti e dei loro collaboratori. Finge di non sapere del progetto dell’amministrazione Zelensky di un Pantheon alle Glorie ucraine e, a differenza del Memoriale Yad Vashem, si è rifiutata di commentare la riesumazione, per un funerale di Stato, il 25 maggio 2026 del criminale contro l’umanità Andriy Melnyk [4].
Lo smembramento della Moldavia e della Transnistria
Durante la disgregazione dell’Unione Sovietica, il 2 settembre 1990 la Transnistria – piccola valle lungo il Dnepr con un sorprendente microclima, trasformata dai sovietici in area dedicata alla ricerca scientifica – proclamò la propria indipendenza. La Moldavia la proclamò quasi un anno dopo, il 27 agosto 1991. All’epoca dell’URSS Transnistra e Moldavia formavano un unico Stato, la Repubblica Sovietica Moldava. Il 28 febbraio 1992 gli Stati Uniti fecero entrare nelle Nazioni Unite otto repubbliche sovietiche indipendenti, tra cui quella moldava. Ma non la Transnistira che, secondo l’Onu, era una regione della Moldavia. Subito dopo, la CIA tentò di mettere in riga la Transnistria con una guerra che abbiamo dimenticato [5].
Da allora la Moldavia e la Transnistria hanno seguito percorsi di sviluppo diversi. La situazione è resa ancora più complicata dal fatto che la Transnistria è tuttora sovietica, nel senso che ha realizzato il sogno di Mikhail Gorbaciov di conciliare comunismo e democrazia. Tuttavia, non essendo perfetta, non ha risolto il problema delle mafie, come invece ha fatto la Russia di Putin.
La Transnistria, che dall’indipendenza ospita un arsenale russo e, dalla guerra del 1992, una forza di pace russa, riceve gratuitamente gas russo perché presidia il crocevia di diversi gasdotti verso l’Europa orientale, centrale e occidentale [6].
Dal 2019 il complesso militare-industriale degli Stati Uniti si è adoperato per indebolire la Russia, impegnandola nei conflitti in Ucraina e Transnistria [7]. Nel 2005 Angela Merkel, all’epoca cancelliere federale, si avvalse, come consigliera, di Ursula von der Leyen. Insieme spinsero per la creazione dell’European Union Border Assistance Mission to Moldova and Ukraine (EUBAM) (Missione di Assistenza alle Frontiere dell’Unione Europea in Moldavia e Ucraina). Questo organismo europeo ha assediato la Transnistria circondandone i confini con la Moldavia e l’Ucraina, sebbene né Moldavia né Ucraina siano membri dell’Unione Europea.
L’accordo concluso tra i presidenti Trump e Putin ad Anchorage il 15 agosto 2025 prevede il riconoscimento del Donbass e della Novorossia come territori russi. Questo significa che Odessa non sarà liberata con la forza, ma annessa con un trattato di pace. Ma Odessa è contigua alla Transnistria. Due settimane fa il presidente Putin ha accordato la nazionalità russa a tutti i cittadini della Transnistria che ne facciano richiesta [8]. Al termine della guerra in Ucraina, la Transnistria diventerà quindi russa e la Moldavia esploderà. La popolazione della Transnistria si è pronunciata già due volte a favore dell’annessione alla Russia.
La disgregazione dell’Unione Europea
L’unità dell’Unione Europea ci sembra indefettibile. Eppure il Regno Unito vi aderì nel 1973 e ne uscì nel 2020. Nel 2005 gli elettori di Francia e Paesi Bassi respinsero il referendum sulla Costituzione europea [ribattezzata Trattato europeo, ndt]: furono ignorati, giacché l’UE si è allontanata dai proclamati “valori democratici”. Nel 2013 la Troika europea (ovvero Germania, Francia e Regno Unito) impose ai ciprioti la pura e semplice confisca dei depositi bancari superiori a 100 mila euro: l’Unione Europea si è vieppiù allontanata dai proclamati “valori democratici e liberali”. Nel 2024 la Commissione europea interferì in segreto nelle elezioni presidenziali rumene: l’Unione Europea ha così definitivamente seppellito tutti i propri “valori”. Oggi gli Stati membri della Ue, tranne la Slovacchia e l’Ungheria, mettono in discussione il funzionamento all’unanimità del Consiglio Europeo.
Nel frattempo, il Regno Unito, che non fa più parte della Ue, sta formando una nuova alleanza militare, le Marine del Nord. Questa nuova forza è attualmente composta dalle forze armate danesi, estoni, finlandesi, olandesi, islandesi, lituane, lettoni, norvegesi e svedesi. A breve dovrebbero entrarvi anche le forze armate tedesche, polacche e turche; forse anche quelle francesi, anche se l’andirivieni tra Londra e Parigi del 2025 non è più all’ordine del giorno. Sembra che le Marine del Nord si sostituiranno alla Nato, quando gli Stati Uniti, a metà 2027, lasceranno l’Alleanza Atlantica, secondo le indiscrezioni diffuse dalla squadra del presidente Trump.
Ma questa alleanza non è compatibile con l’esistenza della UE, esito delle clausole segrete del Piano Marshall (1948).
È acquisito che il riarmo tedesco viene finanziato dall’Unione Europea e dal Regno Unito. Negli anni Trenta, il Regno Unito finanziò il riarmo tedesco contro i sovietici. Fu solo dopo gli Accordi di Monaco (29-30 settembre 1938) che l’URSS, ritenendo di essere la prossima preda del III Reich, concluse l’Accordo tedesco-sovietico (23 agosto 1939) e che Berlino si rivoltò contro Londra.
NOTE:
[1] “Angela Merkel, una neoconservatrice alla presidenza dell’Unione Europea”, di Thierry Meyssan, Rete Voltaire, 17 gennaio 2007.
[2] Le second Anschluss. L’annexion de la RDA. L’unification de l’Allemagne et l’avenir de l’Europe, Vladimiro Giacché, traduction Marie-Ange Patrizio, éditions Delga (2015).
[3] “La guerra cognitiva in Occidente”, di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 24 settembre 2024.
[4] “L’Ucraina intende costruire un tempio dedicato ai nazisti criminali contro l’umanità”, “L’ucraina rimpatria le spoglie di Sophia e Andriy Menlyk, nonché di Yevhen Konovalets”, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 2 aprile e 21 maggio 2026. «@yadvashem», X, May 25, 2026.
[5] « En 1992, les États-Unis tentèrent d’écraser militairement la Transnistrie », par Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 17 juillet 2007.
[6] « Au cœur de la “Guerre du gaz”, la petite République de Transnistrie », par Arthur Lepic, Réseau Voltaire, 3 juillet 2007.
[7] Extending Russia : Competing from Advantageous Ground, Raphael S. Cohen, Nathan Chandler, Bryan Frederick, Edward Geist, Paul DeLuca, Forrest E. Morgan, Howard J. Shatz & Brent Williams, Rand Corporation, May 25, 2019.
[8] «Executive Order granting Russian citizenship to citizens of Transnistria», President of Russia, May 15, 2026.
