Il Saggio che pasticciava con Facebook

Le disavventure su Facebook del prof. Marco Olivetti, uno dei “saggi” scelti nella vasca delle "larghe intese" per stravolgere la Costituzione. [Pino Cabras]

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17 Settembre 2013 - 02.32


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di Pino Cabras.

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Si fa sempre più interessante la
vicenda del professor Marco Olivetti, uno dei “saggi” scelti da
Letta e Napolitano dentro la vasca delle “larghe intese” Pd-Pdl per
stravolgere la Costituzione. Il prof si è improvvisamente accorto
che i suoi commenti su Facebook, non passano più inosservati, ora che gli è stato improvvidamente
affidato un compito che un tempo spettava a gente seria come i padri
costituenti Terracini e La Pira.

Ve lo immaginate La Pira che scrive
come un bimbominkia? Oppure Aldo Moro che dà del pirla agli
esponenti di una grande forza politica? Togliatti che minaccia di
“pugno di ferro” un ordine dello stato, la magistratura? Altri
tempi.

Il problema del prof. Marco – che si
chiama Olivetti, come Adriano, soltanto perché un cognome bisogna
pur averlo – è che una volta che si entra nella spirale dei social network, è quasi impossibile uscirne.
Così, al post comparso sul sito di
Grillo risponde con un altro suo post, che esordisce così:

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«Ho
appreso con sorpresa che il GRANDE CAPO DEL MOVIMENTO CINQUESTALLE
mi ha fatto oggi l’alto onore di sottopormi alla pubblica
esecrazione sul suo celebre sito».

Prego notare la finezza di quel CINQUESTALLE. Che non è un refuso, ma una
questione politica.

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Pochi
giorni fa, infatti, la presidente della Camera dei Deputati, Laura
Boldrini
, ha ripreso duramente il deputato Alessandro Di Battista
mentre esprimeva la seguente considerazione: «Il
Pd è peggio del Pdl, prima sbattete fuori dalle istituzioni i
ladri»
. E mentre lo interrompeva, gli urlava: «non offenda, non
offenda!»
.

A
me quella di Di Battista sembrava un”opinione,
come tale insindacabile sul piano regolamentare. Alla Boldrini no. Ma
è andata così, decideva lei.

Il
punto è: adesso che cosa farà la Signora del Politically Correct?
Tacerà?

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Il
professor Olivetti una risposta ce l”avrebbe. Mica è un deputato,
lui. Nel suo post feisbucchiano sembra mettere le mani avanti:

«Ora,
io mi chiedo come faccia un personaggio così importante – il CAPO
ASSOLUTO DEL SECONDO O FORSE DEL PRIMO PARTITO ITALIANO – a trovare
il tempo di sbirciare sulle mie pagine di facebook (dove ho appena
250 amici, uno più uno meno, non certo una grande audience) e di
polemizzare con un modesto professore universitario di provincia come
il sottoscritto.»

Saggio
io? Uomo pubblico io? Pfui, sono quasi un passante,
sembra voler dire
Olivetti The Fist.

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È
curioso notare come questo professorino, che pure vorrebbe
ridisegnare la Costituzione e pugilare i magistrati con coraggio
leonino e profumo di Violante, non abbia la più pallida idea di come
funzionino davvero i social network, una volta che qualcuno assuma un ruolo
pubblico scrutinabile. Le strade di Facebook, in tempi recenti, sono
state lastricate di esternatori dimissionari, una volta che i loro
veri pensieri sono stati messi nella piazza più grande. E i veri
pensieri di Pugno-Di-Ferro-Olivetti sul parlamento attuale, sulla
magistratura e sull”onore dei rappresentanti del popolo potrebbero
suonare piuttosto imbarazzanti. Tutti debbono conoscerli. E una volta
che tutti conoscano, lui decida se dimettersi o no.

Marco
Olivetti è divenuto un personaggio pubblico su investitura delle massime
istituzioni italiane (per quanto sia un”investitura avvenuta nelle forme che
fanno indignare una vasta platea di cittadini, parlamentari e
costituzionalisti), e il suo lavoro influenzerà le Camere. Per noi è
importante capire fino in fondo perché il saggio Zagrebelsky non
stia fra questi saggi, e capire perché invece Olivetti ci sta, come
ci sta, e contro chi sta
. Perché nel mondo del costituzionalismo dei
“saggi”, le Costituzioni si fanno “contro” qualcuno, anche se
ha consenso di massa.

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Zagrebelsky,
Rodotà e altri hanno denunciato il fatto che gli aspiranti
costituenti di oggi usano linguaggi e concetti da “colpo grosso”. Che vogliano anche loro
forare le ruote della sua Panda, come paventa Olivetti? Anche loro
esagitati? Facciamo appello perché lungi dal subire forature,
l”autovettura di Marco Olivetti sia trattata come le pupille dei
nostri occhi, perché tra l”altro gli offre la frequente possibilità
di guardarsi nello specchietto e di non vedere mai un saggio
costituente.

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