La risposta di Scanzi agli attacchi di beppegrillo.it

Un minuto di silenzio per chi, per anni, mi ha dato del "servo di Grillo" e ora deve prendere atto di come lui e Casaleggio mi abbiano sfanculato [Andrea Scanzi]

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13 Ottobre 2013 - 02.36


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di Andrea Scanzi.

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Un minuto di silenzio per chi, per
anni, mi ha dato del “servo di Grillo” (che non sento da
maggio 2011) e ora deve prendere atto di come lui e Casaleggio mi
abbiano simpaticamente sfanculato
nel loro blog, con un post
tanto prevedibile (ci avevo
scommesso la casa) quanto meraviglioso.

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E un minuto di silenzio anche per chi,
per anni, ha sostenuto che il Fatto fosse house organ di
Grillo, ora pure quello amenamente crivellato dai due. Non che
nutrissi la perversione triste di prendere lezioni da Zucconi o
Battista, professionisti della non-critica e fedeli della non-linea,
ma Grillo e Casaleggio ci hanno fatto un bel regalo. Da oggi non ho
più neanche i difetti inventati e il mio ego potrà finalmente
esplodere. Vamos.

La speranza è che, un giorno, anche i
santoni vicini al Pd facciano le pulci al Pd come noi abbiamo sempre
fatto al M5S (e a tutti gli altri): ne guadagnerebbero il paese, il
giornalismo italiano e magari pure la sinistra italiana.

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Capisco comunque la rabbia di Grillo e
Casaleggio: sanno che il sottoscritto, Travaglio e il Fatto
hanno ragione. E sanno anche che la maggioranza di elettori e
parlamentari la pensa probabilmente come noi. Il loro rosicamento,
per quanto infantile e masochistico, è dunque giustificato.
Ne ho quindi rispetto.

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Mi permetto solo di rammentar loro un
vecchio adagio: quando si sbaglia, si sbaglia. Quando si perde, si
perde. Capita anche ai migliori. Non tutte le battaglie – e gli
sfoghi – possono essere giusti. Quel post
sul reato di clandestinità
era e resta una cazzata titanica. E
quello di stamani sul Fatto è persino peggiore
. Meglio
ammetterlo. Altrimenti viene il dubbio che per loro il giornalismo
ideale non sia quello libero, ma quello che gli dà ragione
.

(Il Cernobbico Casaleggio mi
accusa di dire il falso sulla sua candidatura in Forza Italia. Uh oh.
Vedo che anche lui, in mancanza di appigli migliori, gioca alla
pagliuzza e alla trave. Come un D”Alema qualsiasi. Vero:
tecnicamente non si candidò in Forza Italia. Chiedo scusa per la
gravissima semplificazione: mi autopunirò guardando in loop un
video qualsiasi su Gaia
. Casaleggio si candidò però in
una lista civica, nel 2004, a Settimo Vittone nel Canavese. Quella
lista, “Per Settimo”, era capeggiata da Vito
Groccia, “politico calabrese vicino a Forza Italia”
.
Ops. Casaleggio partecipò alla stesura del programma, si impegnò in
prima persona e ottenne un risultato rutilante: sei voti e
niente elezione. Sarò felice di parlarne con lui. Chissà, magari in
una intervista. Quella stessa intervista che, da mesi, Casaleggio
rifiuta al Fatto. Oppure accetta, ma dettando condizioni
capestro che ovviamente mai accetteremo. L”invito è
ovviamente esteso anche a Grillo, nella speranza che prima o
poi scenda stabilmente dall”eremo di Sant”Ilario, aiuti da
vicino i suoi parlamentari soli contro tutti e – già che c”è –
cominci a fare quelle conferenze stampa promesse da tempo.

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Fiducioso e divertito, nonché assai
grato, attendo).

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Fonte: la pagina di Andrea Scanzi su
Facebook.

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