Italy, no tax

Defiscalizzazione dei capitali. Il balsamo, nell’Italia renziana, è per multinazionali e grandi istituzioni finanziarie. [Stefania Elena Carnemolla]

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29 Giugno 2016 - 18.25


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di Stefania Elena Carnemolla

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Nervi da Brexit, con il quartier generale della Ue a Bruxelles come l’asilo Mariuccia. Mentre i venti di crisi continuano a soffiare sul progetto europeo e la Frankfurter Allgemeine Zeitung a bombardare la poltrona di Jean-Claude Juncker, l’asilo Mariuccia ha partorito la grande idea: l’inglese non sarà più la lingua ufficiale di Bruxelles. Un po’ come dire a Cameron, alla De Magistris: David, ti devi cacare. Pensare di seppellire la lingua dei commerci e della comunicazione globale per pestare i piedi a Londra è cosa talmente ridicola da fare dei cittadini britannici, che, più o meno consapevolmente, hanno deciso di dire addio a Bruxelles, dei giganti del pensiero.

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Dicono che Juncker e qualche altro euroburocrate si siano già esibiti in sciorinamenti in francese. Nell’asilo Mariuccia accade anche questo, mentre l’Unione Europa, più per suoi demeriti che per il voto di liberi cittadini, rischia di naufragare.

Nell’asilo Mariuccia che è l’Unione Europea, Angela Merkel, che è una che ama dare le carte, ha convocato il suo direttorio. Lei, François Hollande e Matteo Renzi. La stampa italiana, voce del palazzo, è in estasi. La verità è che se non ci fosse stata la Brexit, con il suicidio politico di Cameron, Renzi se ne starebbe ancora sulla soglia. L’Italia fa da tappabuchi, ma per Renzi è un grande successo. La mossa della cancelliera tedesca conferma ancora una volta come, nonostante la Brexit, l’insofferenza verso le istituzioni comunitarie e i caminetti a due o a tre, il messaggio non sia arrivato.

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Benché ammaccato dalle sconfitte elettorali, Renzi sente, illudendosi, di vivere un momento di gloria e considerazione internazionale. Dopo la Brexit, dove è tutta una gara a spiluccare coscia e petto, Beppe Sala, dimenticando le grandi fughe da Milano del passato, spera che, lasciata Londra, società finanziarie e multinazionali sbarchino in città. A pomparlo, Renzi, con la sua idea di una no tax area nelle ex installazioni di Expo 2015. Una a Milano e una a Bagnoli. Anche alle aziende italiane, ha ironizzato qualcuno, piacerebbe, ma loro “possono pure crollare sotto il peso di tasse, orpelli, burocrazia, concorrenza sleale, corruzione”. Il balsamo, nell’Italia renziana, è “solo per multinazionali e grandi istituzioni finanziarie”, con la defiscalizzazione di capitali esteri, così, tanto per creare nuove diseguaglianze.

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Venite, no tax. È l’Italia renziana, bellezza, dove più d’ogni cosa poterono le Cayman.

(29 giugno 2016)

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