Picchiare la moglie in Russia. Come i media inventano una notizia

Perché non avete capito la Legge russa sul maltrattamento in famiglia? Perché non vi hanno menato abbastanza da piccoli! Anatomia di una manipolazione russofoba

Picchiare la moglie in Russia. Come i media inventano una notizia
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29 Gennaio 2017 - 23.29


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Proponiamo qui di seguito due articoli che presentano l”assurdo caso della falsa notizia apparsa su tutti gli organi della NATO (chiamati provvisoriamente “grandi media occidentali”), secondo cui “da oggi in Russia si può picchiare la moglie”. Vi auguriamo buona lettura e vi invitiamo a dare risorse ad altri media, perché quelli dominanti sono ormai liquame.
[Naturalmente tacciono gli ascari della censura (provvisoriamente autodefiniti debunkers)].

1) Perché non avete capito la Legge russa sul maltrattamento in Famiglia? Perché non vi hanno menato abbastanza da piccoli!

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di Massimo Bordin.

Ora, non è che siccome ho scritto un libro sul pensiero filosofico di Putin mi debba andar bene tutto quello che succede in Russia. Anzi, è vero proprio l’opposto, dato che la filosofia si caratterizza per il forte spirito critico. Ma la questione della legge russa che depenalizza i reati di maltrattamento in famiglia merita vendetta. Il solo fatto che una simile bufala abbia riempito le pagine dei giornali e occupato i principali telegiornali nazionali doveva insospettire, e invece niente! Giù strali contro Putin e i russi e la dittatura. I segnali inequivocabili sono due: 1. siamo in guerra fredda con la Russia di Putin e 2. l’Occidente la sta perdendo (per fortuna).
 Vogliamo fare la fatica di analizzare la faccenda?
Il parlamento russo, la Duma, sta cercando di risolvere un vulnus legislativo, cioè una contraddizione che persiste nella sua legislazione. Siccome in Russia, come ovunque, alcuni reati allungano a dismisura i processi, anche in Russia è emersa la necessità  di DEPENALIZZARE alcune cose. In Italia, se non fosse che cambiamo idea ogni tre per due, siamo campioni del mondo in quanto a depenalizzazione: si pensi al solo reato di offesa a pubblico ufficiale che è un reato a seconda del tempo atmosferico… credo di saperne qualcosa visto il mio trascorso in Polizia Locale.
Nel caso russo preso in esame dai criminali giornalisti italiani (e mi denuncino pure, tanto poi arriva Putin che depenalizza tutto); dicevo, secondo i giornalisti italiani, Putin avrebbe depenalizzato la violenza in famiglia. Titoli come “Picchiare la moglie in Russia non sarà  più reato”, lo stanno a dimostrare. Il vulnus era in pratica questo. Con la legge attuale, se una persona picchia un membro di un’altra famiglia, ad esempio un estraneo che dà  una sberla ad un ragazzo di un altro nucleo famigliare, ora come ora NON inizia un processo penale. Questo avviene anche in assenza di lesioni, proprio il tipico scappellotto, insomma. Ad un certo punto, la Duma ha depenalizzato questo reato perché tanto tempo fa lo era. Ha fatto bene, ha fatto male? Se io dò un calcio nel sedere al vicino di casa di 17 anni perché tiene lo stereo a palla devo andare in prigione? Complimenti, adesso mi spiego come sono morti Socrate e Gesù… Comunque, la contraddizione consiste nel fatto che ‘sta cosa di rappresentare un reato è invece rimasta dentro il nucleo famigliare. In altre parole, se io dò uno scappellotto a mio figlio in Russia vado in galera, se invece glielo dò  al vicino di casa NO… Vi pare logico? A parte il fatto che se porto mio padre in Russia e vado a deporre alla polizia mio padre non lo rivedrò mai più, la Duma ha giustamente pensato che fosse una contraddizione legislativa bella e buona e che potesse dare adito a lungaggini infinite, ricorsi, appelli ecc. ecc. E quindi? Quindi sta cercando di depenalizzare il reato ANCHE dentro il nucleo famigliare.
Ed è come da noi! E già,  cari russofobici, perché in Italia funziona più o meno come vorrebbero fare in Russia. Non ci credete?
Allego quanto magicamente postato da Rolando Dubini su Facebook e che ho verificato stamane:
“Il reato di percosse senza lesioni in Italia: nella sostanza è depenalizzato dal 2002.
Originariamente il codice penale italiano faceva rientrare il reato di percosse nell’ambito dei delitti contro la persona (artt. 575-623 bis). Il delitto, se dal fatto non derivi una malattia nel corpo o nella mente e se la violenza non è elemento costitutivo o circostanza aggravante di un altro reato, è punito secondo l’articolo 581 c.p. con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a 309 euro.
Il reato di percosse è perseguibile soltanto a querela della persona offesa ma l’arresto, il fermo e le misure cautelari non sono consentite.
Alla fattispecie incriminatrice si applicano, inoltre, le aggravanti ed attenuanti comuni (ex artt. 61 e 62 c.p.).
Però a partire dal 2 gennaio 2002, data di entrata in vigore del d.lgs. n. 274/2000, il delitto è passato alla competenza del Giudice di Pace (Cass. n. 30736/2009), il quale applica la pena della sola multa da 258 a 2.582 euro (ex art. 52 comma 2 lett. a), d.lgs. n. 274/2000), salvo che non ricorrano le circostanze aggravanti indicate dall’art. 4 del decreto, poiché in tal caso il reato rientra nella competenza penale del tribunale monocratico e trova applicazione la cornice edittale (reclusione fino a 6 mesi o multa fino a 309 euro) prevista dall’art. 581 c.p.
Dunque, ricapitolando:
  • la legge non è ancora passata, deve arrivare all’altra camera della Duma, e poi al Presidente per la firma. Ancora non è successo.
  • la legge vuole risolvere una contraddizione tra comportamenti simili, che porta –  ora come ora – alla prigione una mamma o un papà  che percuotono SENZA LESIONI un figlio, mentre non comporta conseguenze penali se a fare lo stesso gesto è una persona estranea alla famiglia.
  • in Italia, come dimostra la sentenza qua sotto, è già così e pure peggio, perché se picchi la moglie una sola volta, e senza lesioni, ti becchi una sanzione e non è reato penale, come ben descritto dalla sentenza recente che vi metto per conoscenza:
Gli ermellini  della Corte di Cassazione si sono pronunciati in merito a una vicenda risalente al 2008 e avvenuta a Catanzaro (Catanzaro è in Italia, cari russofobici, ndr) tra una coppia di coniugi. Al tempo, lui nel corso di una lite diede uno schiaffo alla moglie e la minacciò con un coltello. Lei lo denunciò. Il marito, finito sotto processo, aveva avuto in primo grado una condanna a due mesi di reclusione per violenza privata, una sentenza confermata in appello. Da lì, il fascicolo è arrivato davanti agli ermellini, in concomitanza con l”introduzione da parte di Palazzo Chigi nel marzo 2015 del decreto che prevede la “non punibilità  per particolare tenuità  dell’ “offesa”. Partendo proprio da quel decreto, i supremi giudici hanno ribaltato il giudizio dei colleghi di secondo grado, assolvendo l’uomo.

Fonte: http://micidial.it/2017/01/perche-non-avete-capito-la-legge-russa-sul-maltrattamento-in-famiglia-perche-non-vi-hanno-menato-abbastanza-da-piccoli/.

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2) In Russia è legale picchiare la moglie? Oppure in Occidente è legale prendere per i fondelli i lettori?

di Cesare Corda.

Prendo spunto dall’articolo (in realtà  non si tratta di “articolo” ma di “velina”) rilanciato 2 giorni fa da Repubblica / Corriere / Messaggero ecc… secondo cui “in Russia picchiare moglie e figli non sarà  più reato”, per alcune considerazioni sul livello di attendibilità  dei media italiani ed europei.

Innanzitutto i fatti: una legge in effetti è stata appena approvata in Russia: trattasi di legge che parifica il reato di violenza domestica a quello di violenza comune. Prima la violenza domestica era punita più severamente.

Quindi, se un marito dava uno schiaffo (perché di schiaffo si tratta, o di qualsiasi altro intervento che non lasci segni) alla moglie, o viceversa, scattava subito il penale, mentre se era il vicino di casa a dare uno schiaffo, la prima sanzione era amministrativa e solo al secondo caso scattava il penale.
Ora la sanzione è uguale in tutti i casi di violenza. Se è ripetuta o lascia segni o è commessa a seguito di atti di teppismo o che sono stati motivati da razzismo, odio politico, ideologico, religioso o intolleranza verso un qualsiasi gruppo sociale e comunque penale subito.
(Tra l’altro neanche in Italia esiste una fattispecie di reato di “violenza domestica“. E il reato di “percosse” è uguale per tutti a prescindere da chi sia l’autore: parente o estraneo. Quindi perché fare tanto rumore se lo stesso avviene in Russia? )

ORA RITENGO INTERESSANTE STUDIARE IL MECCANISMO PER CUI UNA NOTIZIA DEL TUTTO IRRILEVANTE VENGA MANIPOLATA PER DISINFORMARE IL PUBBLICO:
1) Come è possibile che tutti i principali giornali italiani (e non solo) contemporaneamente decidano di dare spazio in prima pagina ad una bufala del genere?
Semplicemente perché, quando si tratta di politica estera, quasi sempre gli “articoli” pubblicati dai giornali italiani non sono stati scritti dal “giornalista” che ci mette la firma, ma sono VELINE imposte da chi controlla i media in Europa a tutti i giornali.
La cosa è facilmente verificabile. Basta confrontare gli articoli di Repubblica / Corriere / Stampa e i contenuti dei TG per capire che in realtà sono stati scritti da una stessa mano, e che il “giornalista” / amanuense che ci mette la firma si è limitato solo a sostituire qua e là qualche sinonimo per evitare che l’effetto copia-incolla sia completo
2) Per prima cosa, per trasformare la non-notizia in una notizia che abbia un minimo di interesse per il pubblico, bisogna in qualche modo barare, magari sradicando la notizia dal suo contesto.
Ecco che se scrivi: “In Russia il reato di violenza domestica viene incorporato nel più generale reato di violenza generica” a nessuno interesserà  leggere l’ “articolo”.
Quindi falsifichi la notizia, eliminando volutamente la seconda parte, per lasciare credere che da adesso in poi la violenza domestica resterà  impunita.
3) Fai ampio uso di titoloni fuorvianti:
Repubblica: “In Russia picchiare mogli e figli non sarà più reato”
Corriere: “Russia: picchiare la moglie non è reato”
Stampa: “Russia, picchiare le mogli non sarà più reato”
Messaggero: “Depenalizzazione delle violenze domestiche
4) Condisci il tutto con dati palesemente falsi:
Repubblica: “40 donne al giorno vengono uccise dai mariti”
40 donne x 356 giorni fa 14.600 donne in un anno (Praticamente la popolazione di Vimodrone!!)
Peccato che il tasso di omicidi annuo in Russia sia di 8 x 100.000 abitanti.
145.000.000 abitanti x 8/100.000 fa 11.600 omicidi l’anno
Cioè meno delle presunte 14.600 donne di cui sopra. (Senza considerare che l’80/85% delle vittime di omicidio sono uomini, e del restante 15/20% di vittime donne solo una quota minore è assassinata dal marito o dal compagno, mentre la maggior parte periscono in altri atti di violenza non domestica)
Anche questo dato fasullo è fornito ai “giornalisti” da chi ha scritto la velina.
Guardate dunque come se la cava l’amanuense del Corriere (evidentemente più scafato del grullo di Repubblica) che, accorgendosi della totale non attendibilità della statistica che deve pubblicare, scrive: “In Russia le statistiche non sono affidabili, ma su 143 milioni di abitanti 14.000 donne sarebbero state uccise dai mariti in un anno” … Cioè scarica sul calunniato la responsabilità dei dati fasulli utilizzati per calunniarlo. 

E così la VELINA sulla presunta legalizzazione delle botte domestiche in Russia alla fine ha trovato sui giornali italiani molto più spazio, ad esempio, della notizia (purtroppo in questo caso vera) che pochi mesi fa Renzi ha regalato alla Francia una porzione di acque territoriali Italiane grande come la Valle d’Aosta, (comprese tutte le risorse che vi sono contenute e i relativi diritti di pesca) o addirittura del dibattito su TTIP e CETA.
Leggete LERCIO, è più attendibile dei TG e dei giornali di regime.
 

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