Fascisti su Marte

Nella necessità di aumentare sempre più la dose di cazzate alla quale l’opinione pubblica è ormai assuefatta, la propaganda Grilloverde s’allontana sempre di più dalla realtà. [Alessandra Daniele]

Fascisti su Marte
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13 Giugno 2018 - 08.04


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di Alessandra Daniele

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“Siamo geneticamente diversi. Un’alleanza fra Lega e Movimento 5 Stelle è fantascienza allo stato puro” – Roberto Fico  

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La genetica non li divide. Sono entrambi razzisti.

Li conosciamo.

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La settimana scorsa, grazie al dibattito per la fiducia, abbiamo potuto conoscere meglio anche il loro premier posticcio Giuseppe Conte, e abbiamo capito che se si fosse candidato alle elezioni, non si sarebbe ricordata di votarlo neanche sua madre.

È un uomo di legge, nel senso che legge tutto quello che Salvini e Di Maio gli mettono davanti, e lo ripete alla lettera, incurante di porcherie, contraddizioni e cazzate.
In questi anni su Carmilla ho scritto varie volte di robo-premier e droni telecomandati, Giuseppe Conte però, nonostante tutta la cyberetorica nuovista tipica del Movimento 5 Stelle, rappresenta un drastico downgrade tecnico rispetto ai precedenti.

Conte non è un androide. È un calzino. Un sockpuppet, nel senso proprio del termine. Una marionetta fatta da un calzino con due occhi di pannolenci cuciti sopra, e un ciuffo di peluche, manovrata da Salvini e Di Maio. A loro volta perlopiù manovrati da Giorgetti e Casaleggio.

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Conte è un sockpuppet di secondo livello. 

A Trump è piaciuto.

Nella necessità di aumentare sempre più la dose di cazzate alla quale l’opinione pubblica è ormai assuefatta, la propaganda Grilloverde s’allontana sempre di più dalla realtà, nei territori della sci-fantasy.

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Sapendo bene che la palingenesi che hanno promesso non si realizzerà mai, i grilloverdi la spacciano per già avvenuta. Come se fosse bastata la semplice nascita del loro governo di marpioni riciclati, e miracolati incapaci, a garantire l’avvento salvifico della mitica Terza Repubblica, discesa dal cielo come la Nuova Gerusalemme.

La retorica trionfalistica, in particolare nei discorsi grillini, è a livelli da parodia dell’Istituto Luce. Sembra di sentire lo stentoreo voice-over di Corrado Guzzanti nei panni del gerarca di Fascisti su Marte. Mentre Salvini, su esempio di Trump, fa del suo Twitter un balcone di Piazza Venezia permanente ed ubiquo.

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In realtà, nessun miglioramento è avvenuto. Al di là della facciata stellare, tutto resta business as usual, a cominciare dal fatto che appena arrivati al potere, i grilloverdi si siano già rimangiati entrambe le promesse che ce li hanno portati.

La Flat Tax è stata ridotta ad aliquota unica solo per le imprese, che c’è già dagli anni ’70.

Il Credici, Cinquestellato Reddito di Cittadinanza, è rimandato a dopo la riforma dei centri per l’impiego, che durerà 70 anni. Sempre che cominci.

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Salvini ha però assicurato che il condono per gli evasori – la cosiddetta “Pace Fiscale” – arriverà puntuale. Poi ha ricominciato subito a stornare l’attenzione sul consueto capro espiatorio, i migranti, compito che è poi il suo specifico: salmodiare litanie di rabbiosi luoghi comuni razzisti. Chiudere i porti. E le menti.

Salvini deve il suo ministero al fascio-razzismo endemico degli italiani, e a come i media mainstream, e in particolare quelli Mediaset, hanno saputo fomentarlo e indirizzarlo contro i migranti. E le ONG.

Per un fascista, l’idea che qualcuno diverso da lui possa essere in qualche modo migliore di lui è inaccettabile: ecco quindi il bisogno ossessivo di dimostrare, innanzitutto a se stessi, che i volontari delle ONG che salvano vite umane nel Mediterraneo in realtà non lo facciano per umanità, senso di giustizia, coraggioso altruismo, ma mossi da un secondo fine, magari abietto: finanziamenti occulti, complicità mafiose nel “business dell’immigrazione e della falsa solidarietà”, come l’ha chiamato il premier posticcio, leggendo il copione. O addirittura siano parte d’un complotto internazionale per la cosiddetta “sostituzione etnica” degli italiani purosangue, che non sono mai esistiti.

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Nella crociata contro i cosiddetti “Taxi del mare” s’evidenzia una delle principali stimmate del Fascismo: l’incapacità di riconoscere la ragione al di fuori di se stessi. Di riconoscere la legittimità, e perfino l’esistenza delle ragioni altrui. Questa è una caratteristica fondante anche del Movimento 5 Stelle: nella loro narrativa, loro sono gli unici davvero onesti, tutto il resto è Mafia e Taxi del Male. Per questo la loro alleanza opportunistica con la Lega è in fondo più precaria di quanto possa sembrare al momento: lo stesso razzismo che li unisce, dopotutto potrebbe dividerli.

Quando la pacchia finirà, quando le terre impervie di Marte cominceranno inevitabilmente a franare sotto i loro stivali, si vedrà se il bisogno di mantenersi a vicenda al potere sarà più forte della loro natura.

(10 giugno 2018)

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*Alessandra Daniele è dal 2006 fra i redattori di Carmilla, per la quale ha scritto più di mezzo migliaio fra articoli, corsivi, recensioni, e racconti brevi. Ho collaborato a tre antologie cartacee: due progetti collettivi Creative Commons che ha contribuito a ideare, Sorci Verdi (Alegre, 2011) e Scorrete lacrime, disse lo sceriffo (Crash, 2008) e l’antologia urban horror: Sinistre Presenze (Bietti, 2013). Ha pubblicato due diverse raccolte dei miei testi carmilliani: Schegge Taglienti (Agenzia X, 2014) e l’ebook gratuito: L’Era del Cazzaro (Carmilla, 2016). Il suo blog: Schegge taglienti.

 

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