Lavoro, la rovina del Jobs Act

Con le norme del governo Renzi perdono definitivamente ogni valore il diritto al lavoro e buona parte dei principi costituzionali. Firmiamo un esposto. [San Precario]

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16 Aprile 2014 - 20.10


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di San Precario.

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Il Jobs Act, o almeno, la prima parte di quella che vuole essere la riforma Renzi del mercato del lavoro (l’ennesima in pochi anni) è inaccettabile.

È
inaccettabile perché trova la sua ratio politica nella stessa retorica
che ha accompagnato ogni riforma del mercato del lavoro che è stata
introdotta nel nostro ordinamento negli ultimi quindici anni e secondo
cui con l’aumento della cosiddetta “flessibilità” si avrebbe come effetto un aumento dell’occupazione.

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Ma non vi è alcun nesso causale tra l’aumento della flessibilità e l’aumento dell’occupazione. Se si osservano i dati sull’occupazione dal 2004 ad oggi vediamo che, al netto della crisi, la progressiva riduzione dei diritti dei lavoratori
(ovvero la precarizzazione sfrenata) ha avuto come unica conseguenza la
perdita di potere contrattuale con un’incidenza sul  reddito dei
lavoratori a dir poco drammatica.

È inaccettabile perchè il D.L. n. 34/2014 Ã¨ contrario alla normativa comunitaria (Direttiva 1999/70) in materia di contratti a tempo determinato.

Tale
disciplina prevede che ciascuno degli Stati membri debba rispettare
rigorosi principi di limitazione della temporaneità dei contratti e
ribadisce la regola per cui il rapporto di lavoro è a tempo
indeterminato, vietando inoltre agli ordinamenti nazionali di porre
riforme peggiorative in materia (“clausola di non regresso”).

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La nuova disciplina prevede la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato a-causali (ovvero senza giustificazione) della durata complessiva di 36 mesi, all’interno dei quali è altresì possibile effettuare fino a 8 proroghe
per ciascun contratto (con l’aberrante effetto di poter stipulare fino a
288 proroghe in 36 mesi senza motivazione alcuna – qui trovate un breve
video che ne illustra le rovinose conseguenze).

Allo stesso modo è illegittima la riforma nella parte in cui viene modificato il contratto di apprendistato:
eliminando ogni obbligo da parte dell’azienda di effettuare l’attività
di formazione ai lavoratori apprendisti viene meno la causa stessa del
contratto.

È evidente che nessuno assumerà più lavoratori con contratti a tempo indeterminato,
così come evidente che i lavoratori assunti con questi nuovi tipi di
contratti si guarderanno bene dall’avanzare richieste e rivendicare
diritti sapendo che in qualsiasi momento potrebbero essere lasciati a
casa.

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È inaccettabile perché in questo modo il diritto al lavoro perde definitivamente ogni valore
e con esso buona parte dei principi costituzionali che reggono il
nostro ordinamento, dal momento in cui ogni accesso al lavoro avviene
attraverso forme contrattuali che si fondano sul ricatto e lo
sfruttamento della forza lavoro rispetto ai quali i lavoratori non
avranno più alcuno strumento di difesa.

Per questi motivi, un
gruppo di avvocati e giuristi, proprio in ragione dell’illegittimità
delle norme contenute nel D.L. 34/2014, ha presentato un esposto alla Commissione Europea che invitiamo tutti a sottoscrivere.

Lo trovate sul sito dei Giuristi Democratici.

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Analogo esposto si trova anche sul sito dei Quaderni di San Precario

Fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/15/lavoro-la-rovina-del-jobs-act/952070/.

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