'La Terra non si governa con l''economia'

Megachip 3 febbraio 2013
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La Terra non si governa con l''economia

Le leggi di natura prevalgono sulle leggi dell''uomo


appelloglobalchange

       La necessità di raggiungere un''efficace salvaguardia dei beni planetari è urgente. Via via che procediamo nell''Antropocene, rischiamo di spingere il Sistema Terra su una traiettoria che condurrà a condizioni più ostili dalle quali non sarà facile rientrare.

STEFFEN W., et. al, Ambio, 2011
 

La crisi economica iniziata nel 2008 sottende molti altri segnali di fragilità connessi con:

esaurimento delle risorse petrolifere e minerarie di facile estrazione
riscaldamento globale, eventi climatici estremi
pressione insostenibile sulle risorse naturali, foreste, suolo coltivabile, pesca oceanica
instabilità della produzione alimentare globale
aumento popolazione (oggi 7 miliardi, 9 nel 2050)
perdita di biodiversità - desertificazione
distruzione di suolo fertile
aumento del livello oceanico e acidificazione delle acque
squilibri nel ciclo dell''azoto e del fosforo
accumulo di rifiuti tossici e inquinamento persistente dell''aria, delle acque e dei suoli con conseguenze sanitarie per l''Uomo e altre specie viventi
difficoltà approvvigionamento acqua potabile in molte regioni del mondo

La comunità scientifica internazionale negli ultimi vent''anni ha compiuto enormi progressi nell''analizzare questi elementi.

Milioni* di articoli rigorosi, avallati da accademie scientifiche internazionali, una su tutte l''International Council for Science, nonché numerosi programmi di ricerca nazionali e internazionali, mostrano la criticità della situazione globale e l''urgente necessità di un cambio di paradigma.

Il dominio culturale delle vecchie idee della crescita economica materiale, dell''aumento del Prodotto Interno Lordo delle Nazioni, della competitività e dell''accrescimento dei consumi persiste nei programmi dei governi come unica via d''uscita di questa crisi epocale. Queste strade sono irrealizzabili a causa dei limiti fisici planetari. Una regola di natura vuole che ad ogni crescita corrisponda una decrescita. La crescita economica, con i paradigmi attuali, segna la decrescita della naturalità del pianeta. I costi economici di queste scelte sono immani e le risorse finanziarie degli stati sono insufficienti a sostenerli.

L''analisi dei problemi inerenti alla realtà fisica del mondo viene continuamente rimossa o minimizzata, rendendo vano l''enorme accumulo di sapere scientifico che potrebbe contribuire alla soluzione di problemi tuttavia sempre più complessi e irreversibili al trascorrere del tempo.

Chiediamo pertanto al mondo dell''informazione di rompere la cortina di indifferenza che impedisce un approfondito dibattito sulla più grande sfida della storia dell''Umanità: la sostenibilità ambientale, estremamente marginale nelle politiche nazionali degli ultimi 20 anni e ad oggi assente dalla campagna elettorale in corso.

Non si dia per scontato che il pensiero unico degli economisti ortodossi sia corretto per definizione. Si apra un confronto rigoroso e documentato con tutte le discipline che riguardano i fattori fondamentali che consentono la vita sulla Terra - i flussi di energia e di materia - e non soltanto i flussi di denaro che rappresentano una sovrastruttura culturale dell''Umanità ormai completamente disconnessa dalla realtà fisico-chimica-biologica.
E'' quest''ultimo complesso di leggi naturali che governa insindacabilmente il pianeta da 4,5 miliardi di anni: non è disponibile a negoziati e non attende le lente decisioni umane.
 

(*) Si ottiene con una semplice ricerca web di articoli scientifici sul tema Global Change.


Bibliografia essenziale:
PAUL R. EHRLICH, ANNE H. EHRLICH, 2013 - Can a collapse of global civilization be avoided? Proceedings of The Royal Society B, 280, 1754, http://rspb.royalsocietypublishing.org/content/280/1754/20122845.abstract.html?cpetoc

Leggi qui i firmatari dell''appello


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