Ucraina: la Polonia aveva addestrato i golpisti da prima

A due mesi dal cambio di regime a Kiev, rivelazioni sul coinvolgimento del governo polacco nella preparazione del golpe ucraino con un addestramento per nazisti.

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20 Aprile 2014 - 23.19


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di Thierry Meyssan

con
nota di Pino Cabras in coda all”articolo

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Nella sua qualità di
negoziatore europeo, Radosław Sikorski firma un accordo sulla
risoluzione della crisi con il presidente ucraino Viktor Janukovic,
la sera del 21 febbraio 2014. Di prima mattina, gli uomini che ha
segretamente addestrato in Polonia vanno a prendere il potere.

Il
settimanale di sinistra polacco
Nie
(No), ha pubblicato una testimonianza sconcertante sull’addestramento
dei militanti più violenti di EuroMaidan [1].

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Secondo
questa fonte, il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha
invitato, a settembre 2013, 86 membri del Settore Destro (Prav?
Sektor
), nell’ambito di un presunto programma di cooperazione
interuniversitaria. In realtà, gli invitati non erano studenti, e
molti avevano più di 40 anni. Non si sono recati al politecnico di
Varsavia, contrariamente al loro programma ufficiale, bensì al
centro di formazione della polizia di Legionowo, a un’ora di
macchina dalla capitale. Una volta lì, hanno ricevuto quattro
settimane di addestramento intensivo alla gestione delle folle, al
riconoscimento delle persone, alle tattiche di combattimento, al
comando, al comportamento in situazioni di crisi, alla protezione dai
gas lacrimogeni, alla costruzione di barricate, e soprattutto al
tiro, compreso l”uso dei fucili da cecchino.

Questo
addestramento è intervenuto nel mese di settembre 2013, quando le
proteste a Majdan ebbero inizio in risposta a un decreto che
sospendeva i negoziati in vista della firma dell’accordo
d’associazione con l’Unione europea, firmato dal primo ministro
Mykola Azarov il 21 novembre.

Il
settimanale precisa che ci sono delle fotografie ad attestare questo
addestramento. Vi si vedono gli ucraini in uniformi naziste assieme
ai loro professori polacchi in borghese.

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Queste
rivelazioni giustificano un nuovo sguardo sulla risoluzione, adottata
all’inizio di dicembre 2013 dalla Camera bassa polacca, in base
alla quale il Parlamento affermava la sua «piena solidarietà con
i cittadini ucraini che, con una grande determinazione, dimostrano al
mondo la loro volontà di garantire la piena appartenenza del loro
Paese all’Unione europea»
. Beninteso, i parlamentari a quel
tempo ignoravano che il loro Paese avesse fornito l”addestramento
preliminare agli individui che tentavano – riuscendovi – la presa
del potere.

Questo
scandalo illustra il ruolo assegnato dalla NATO alla Polonia in
Ucraina, che si può paragonare a quello assegnato alla Turchia in
Siria. Tale ruolo è stato assunto dal governo del liberale
filoeuropeo Donald Tusk. Il ministro degli Esteri, il giornalista
Radosław Sikorski, un ex-rifugiato politico nel Regno Unito, è
stato il capomastro dell’integrazione della Polonia nella NATO. In
qualità di membro del «triangolo di Weimar», fu uno dei tre
rappresentanti dell’Unione europea che negoziavano l’accordo del
21 febbraio 2014 tra il Presidente Viktor Janukovic e i tre
principali leader di EuroMaidan [2].

Ovviamente,
il presidente ucraino ignorava che il suo interlocutore avesse
formato i rivoltosi. Quanto al ministro degli Interni e coordinatore
dei servizi speciali, Bartłomiej Sienkiewicz (pronipote dello
scrittore Henryk Sienkiewicz, autore di
Quo
Vadis?
), fu uno dei
fondatori dell’attuale servizio segreto polacco, l’Ufficio di
Protezione dello Stato (Urząd Ochrony Państwa). Fu anche per molto
tempo vicedirettore del Centro Studi Orientali (Ośrodek Studiów
Wschodnich), un centro di ricerche nazionale sull’Europa dell”Est e
i Balcani, in particolare sull”Ucraina e la Turchia. Questo istituto
esercita una profonda influenza sulla percezione occidentale degli
attuali avvenimenti, tramite i suoi accordi con la
Carnegie
Foundation
 [3].

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Durante
il governo di Julya Tymoshenko (2007-2010), l”attuale presidente
provvisorio dell’Ucraina, Oleksandr Turcynov, era il capo dei
servizi segreti e poi vice primo ministro. Lavorava all”epoca con i
polacchi Donald Tusk (già primo ministro), Radosław Sikorski
(allora ministro della Difesa) e Bartłomiej Sienkiewicz (direttore
della società privata di intelligence ASBS OTHAGO).

Per
rovesciare il governo del suo vicino, la Polonia si è appoggiata a
militanti nazisti, allo stesso modo in cui la Turchia si appoggia su
Al-Qa”ida per rovesciare il governo siriano. Non solo non risulta
sorprendente vedere le autorità polacche attuali sostenere i nipoti
dei nazisti che la CIA integrò nella rete Gladio della NATO per
lottare contro l’Unione Sovietica, ma ci si ricorda della polemica
che esplose in occasione delle elezioni presidenziali polacche del
2005: il giornalista e deputato Jacek Kurski rivelò che Józef Tusk,
il nonno di Donald Tusk, si era arruolato da volontario nella
Wehrmacht. Dopo aver negato i fatti, il primo ministro finì per
ammettere che suo nonno aveva effettivamente prestato servizio nelle
forze armate naziste, ma affermò che ra stato arruolato a forza dopo
l’annessione di Danzica. Un ricordo che la dice lunga sulla maniera
in cui Washington seleziona i suoi agenti nell”Europa dell”Est.

In
sintesi, la Polonia ha addestrato una banda di sediziosi per
rovesciare il presidente democraticamente eletto dell’Ucraina con
il quale ha finto di negoziare una soluzione pacifica, il 21 febbraio
2014, mentre i partecipanti alla sommossa stavano per prendere il
potere.

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Inoltre,
non c’è alcun dubbio che il colpo di Stato avesse come mandanti
gli Stati Uniti, come dimostra la conversazione telefonica tra
l’assistente del segretario di Stato, Victoria Nuland e
l’ambasciatore Geoffrey R. Pyatt [4].
Analogamente, è chiaro che altri membri della NATO, specie la
Lituania (un tempo l’Ucraina era dominata dall’impero
polacco-lituano), nonché Israele in quanto membro di fatto dello
stato maggiore atlantico, hanno partecipato al colpo di Stato [5].

Tale
dispositivo lascia pensare che la NATO disponga ora di una nuova rete
Gladio in Europa orientale [6].

Inoltre,
nel periodo successivo al colpo di Stato, mercenari statunitensi di
una controllata della società
Academi
(
Greystone Ltd)
sono stati dispiegati nel Paese in collegamento con la CIA [7].

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Questi
fatti modificano profondamente la percezione che possiamo avere del
colpo di Stato del 22 febbraio 2014. Smentiscono le argomentazioni
diffuse ai giornalisti dal dipartimento di Stato statunitense (punti
3 e 5 della nota del 5 marzo) [8]
e costituiscono un atto di guerra in termini di diritto
internazionale. Pertanto, il ragionamento degli occidentali sulla
sequenza degli avvenimenti, inclusa l’adesione della Crimea alla
Federazione Russa e le attuali sollevazioni nell”Ucraina dell”est e
del Sud, è nullo e vacuo.

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[1]
Tajemnica
stanu, tajemnica Majdanu
“,
Nie,
n°13-2014, 18 aprile 2014.


[2]
Accord
sur le règlement de la crise en Ukraine
“,
Horizons
et débats

(Svizzera), Réseau Voltaire, 21 febbraio 2014.


[3]
La
Fondation Carnegie pour la paix internationale
“, Réseau
Voltaire, 25 agosto 2004.

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[4]
Conversation
entre l’assistante du secrétaire d’État et l’ambassadeur US
en Ukraine
“,
Oriental
Review
,
Réseau Voltaire, 7 febbraio 2014. “Svelata
l’agenda segreta di Ashton e Nuland
“, Wayne Madsen,
Traduzione di Alessandro Lattanzio,
Strategic
Culture Foundation
,
Rete Voltaire, 12 marzo 2014.


[5]
“Soldati israeliani mimetizzati a Maidan
(http://www.voltairenet.org/article1…]”,
Rete Voltaire, 3 marzo 2014.


[6]
La
nuova Gladio in Ucraina
“, Manlio Dinucci,
Il
Manifesto
,
Rete Voltaire, 18 marzo 2014.

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Altra
versione italiana, tradotta da A. Lattanzio:
http://www.voltairenet.org/article183357.html

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Traduzione
per Megachip a cura di Matzu Yagi.

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NOTA
DI PINO CABRAS


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Il
settimanale polacco Nie, presso cui sono state pubblicate le
rivelazioni oggetto dell”articolo di Thierry Meyssan, può essere
assimilato per alcune sue caratteristiche al settimanale satirico
francese Le
Canard enchaîné
.
Come il periodico d”Oltralpe, anche la rivista edita a Varsavia usa
una sorta di doppio registro comunicativo: pubblica sia articoli
riconoscibilmente satirici (e spesso segnati da un marcato
turpiloquio) sia vere e proprie inchieste (o comunque rivelazioni)
che lasciano il segno. Spesso gli scoop anticipano – seppure con un
tono scanzonato e “gossiparo” (come da noi il sito
Dagospia)
– temi che poi si diffondono anche nella stampa più tradizionale,
fino a far tremare da un quarto di secolo i governi in carica.
Rispetto al
Canard,
il
Nie
vende tuttavia il doppio delle copie, quasi 800mila, e raggiunge due
milioni e mezzo di lettori. La formula del settimanale polacco si
regge sull”abilità giornalistica del suo patron e direttore, Jerzy
Urban, un funambolico ottuagenario che unisce le caratteristiche
della vecchia volpe della notizia (fu portavoce del governo dal 1981
al 1989 negli anni in cui fronteggiava il sindacato Solidarność) a
un carattere istrionico che si rifà all”umorismo ebraico e a una
forte tradizione anticlericale che in Polonia si contrappone molto da
vicino alla potentissima Chiesa cattolica nazionale.


Naturalmente
l”articolo sull”addestramento dei nazisti ucraini non è rimasto
senza risposta. In
un comunicato
Marcin Wojciechowski, portavoce del ministro degli
Esteri polacco, ha dichiarato che le informazioni pubblicate dal Nie
«erano totalmente false» e ha aggiunto che «i redattori di Nie
hanno confezionato un deplorevole pesce d”Aprile fatto di
insinuazioni scurrili.» Ciò detto, ha aggiunto anche che l”articolo
attenta non solo alla verità e al senso comune, ma anche a «temi
più seri come la ragion di Stato.» Pur essendo legato a una
smentita, quest”ultimo accenno sembra comunque alludere alla volontà
di proteggere una profonda ingerenza nelle questioni ucraine,
ricomprese nella sfera più intima della “ragion di Stato” a
Varsavia. E ciò fa pensare che se le fotografie annunciate dal Nie
dovessero essere divulgate, vedremmo altre interessanti puntate dello
scandalo.




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