'Chi è davvero contro l''ISIS? Come decifrare la guerra psicologica'

'Un''intervista di un''agenzia iraniana allo scrittore Roberto Quaglia. Un''analisi delle contraddizioni e le assurdità della presunta battaglia USA ai decapitatori neri.'

'Chi è davvero contro l''ISIS? Come decifrare la guerra psicologica'
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1 Novembre 2014 - 21.06


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FARS NEWS AGENCY – Intervista
a Roberto Quaglia
.

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TEHERAN (FNA) – Roberto Quaglia,
nato nel 1962, è un autore italiano. È un pluripremiato scrittore
di fantascienza, nonché autore di saggi politici e sociologici. Il
suo monumentale libro “Il
Mito dell”11 settembre
“, che affronta gli inganni legati
agli eventi dell”11 settembre 2001, è stato tradotto e già
pubblicato in tre lingue.

Quello che segue è il testo
integrale della nostra intervista con questo autore italiano.

Gli Stati Uniti a settembre
hanno formato una coalizione internazionale per la lotta contro i
terroristi dell”ISIL. Fino ad ora, gli attacchi aerei guidati dagli
USA non sono riusciti a fermare l”ISIL né in Iraq né in Siria.
Paesi come l”Arabia Saudita e il Qatar sono tra i membri della
coalizione. In pratica, i sostenitori del ISIL hanno aderito alla
cosiddetta coalizione anti-ISIL. Vi è una contraddizione. Qual è la
sua opinione su ciò? Lei crede che un”altra coalizione
internazionale composta da Iran, Russia, Cina, Libano, Siria e Iraq
dovrebbe essere formata al fine di fermare il gruppo terroristico?

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Gli Stati Uniti hanno dichiarato
che sono disposti a combattere l”ISIS (ISIL), ma è vero? Hanno detto
di aver bombardato le forze ISIS, ma è vero? Hanno affermato di non
avere una strategia per affrontare l”ISIS, ma è vero? Se accendiamo
i nostri cervelli e accettiamo di imparare le lezioni del passato,
purtroppo dobbiamo presumere che tutto ciò che gli Stati Uniti
stanno dichiarando deve essere considerato falso fino a prova
contraria. In modo particolare quando il loro racconto risulta in
contraddizione fino al punto di diventare un insulto all”intelligenza
del pubblico. A titolo di esempio, non dimentichiamo che il sistema
di difesa missilistico avanzato che gli Stati Uniti hanno in
programma di mettere in Polonia e Repubblica Ceca, prende di mira
chiaramente la Russia. Secondo gli Stati Uniti, tale sistema di
difesa è da intendersi ufficialmente per proteggere l”Europa dai
missili balistici iraniani. La mia ipotesi è che il recente aumento
dell”assurdità delle bugie statunitensi non sia affatto un errore,
ma un modo intenzionale di procedere. Il messaggio nascosto per tutti
è: «Nessuno deve osare
mettere in discussione quel che diciamo. Non provate nemmeno a non
credere a tutto quel che raccontiamo.»
Inoltre, l”invio di informazioni contraddittorie è materia di guerra
psicologica. Quando le persone risultano confuse da situazioni che
sfidano la logica, è dimostrato che tendono a essere oggetto di una
regressione a uno stato più infantile della mente, al punto da
smetterla con la messa in discussione delle autorità.

Dobbiamo ricordare che in
criminologia il modo migliore per trovare un colpevole è quello di
verificare la coerenza della narrazione dei sospetti, in cerca di
contraddizioni. Anche questo dovrebbe insegnarci qualcosa.

L”ISIS non è apparsa magicamente
dal nulla e nemmeno i loro abbondanti e ottimi armamenti sono
spuntati dal niente, né il loro costante rifornimento di munizioni
compare dal nulla. La storia degli Stati Uniti che cadono dalle
nuvole e sono “sorpresi” dalla comparsa dell”ISIS è solo
una favoletta. I bombardamenti USA in Siria sembrano essere stati
molto più animati dall”intento di distruggere le infrastrutture
siriane che da quello di bersagliare le forze dell”ISIS. E adesso la
storia dell”Arabia Saudita e del Qatar che si uniscono alla
coalizione che finge di combattere l”ISIS suona come la barzelletta
dell”anno. Ovviamente una coalizione di Iran, Russia, Cina, Libano,
Siria e Iraq avrebbe enormemente più titoli per contrastare
efficacemente l”ISIS. In realtà, credo che una tale coalizione
sarebbe in grado di spazzare via l”ISIS molto rapidamente a meno che
i sostenitori occulti dell”ISIS non aumentino ulteriormente il grado
del loro sostegno ai terroristi decapitatori, naturalmente.

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Quanto viene riferito
suggerisce che il confine della Turchia con la Siria sia stato il
principale punto di accesso per i militanti stranieri che cercano di
unirsi all”ISIL. Inoltre, la Turchia ha chiesto una no-fly zone sotto
il pretesto di proteggere gli sfollati. La zona cuscinetto è volta a
creare un rifugio sicuro per gli sfollati o a rendere la zona un
paradiso per i terroristi? Quale ruolo sta giocando la Turchia nella
regione? Come sa, vi è un consolato ISIL apertamente ufficiale ad
Ankara, dove si può andare e ottenere un visto. Qual è la sua
opinione al riguardo?

La Turchia sta chiaramente
giocando un ruolo di primo piano nella regione, e di certo un ruolo
assai discutibile. La Turchia ha preteso una no-fly zone nella
regione, e questa richiesta è stata presente anche nella lista dei
desideri formulata dagli USA per molto tempo. Una no-fly zone venne
istituita in Libia con lo scopo dichiarato di proteggere la
popolazione civile libica, e noi tutti siamo testimoni di come quella
storia sia andata a finire.

Ora l”ISIS ha conquistato una
grande base militare siriana e ha messo le mani su almeno tre aerei
da caccia. Credo che ciò potrebbe presto essere utilizzato come
pretesto per dichiarare finalmente una no-fly zone per quell”area e
scaricare le colpe su quei paesi che eventualmente avessero da ridire
rimproverandoli del loro «sostegno
ai terroristi decapitatori».
Naturalmente la no-fly zone verrebbe molto probabilmente usata
esclusivamente contro le forze regolari del presidente siriano Bashar
al-Assad. Non sarei sorpreso se l”ISIS sia stato condotto (e forse in
qualche modo anche militarmente aiutato) a conquistare quella base
avendo esattamente questo piano in mente.

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Ho letto anch”io in merito al
consolato ufficiale dell”ISIL ad Ankara. È davvero difficile
immaginare che una cosa del genere abbia un vero e proprio status
ufficiale, anche se è molto probabile che là ci debba essere una
sorta di ufficio per il reclutamento. L”impressione è che in tutta
questa storia la Turchia abbia giocato in un modo molto sporco. Ma
dal momento che nessun paese occidentale sta incolpando la Turchia di
nulla, significa che le sue azioni sono perfettamente allineate con
la politica della NATO.

La Siria sta vivendo disordini
da marzo 2011 con attacchi da parte di bande organizzate ben armate e
da terroristi che agiscono sia contro l”esercito sia contro la
popolazione civile. La sedizione, che ha raccolto gruppi terroristici
provenienti da tutta Europa, dal Medio-Oriente e dal Nord Africa, è
emersa come uno dei conflitti più sanguinosi della storia recente.
Mentre l”insurrezione appoggiata dall”estero continua in Siria senza
che si veda una fine, il governo USA ha aumentato il suo sostegno
politico e militare agli estremisti Takfiristi. Perché gli Stati
Uniti non collaborano con il presidente Bashar al-Assad per sradicare
questi terroristi?

Quando gli Stati Uniti parlano di
lotta al terrorismo non li si deve prendere alla lettera. Questa è
solo una parte di un moderno mantra occidentale sviluppato in modo da
impedire alle popolazioni di pensare. I piani degli Stati Uniti per
la Siria sono ancora molto simili a quelli che avevano per la Libia.
Non dobbiamo confondere le intenzioni e le azioni degli USA con la
narrazione USA delle proprie intenzioni e azioni: cӏ uno scarso
rapporto, ammesso che ve ne sia uno, tra queste due categorie.

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Fonte:
http://english.farsnews.com/newstext.aspx?nn=13930727001451.

Traduzione per Megachip a cura di
Pino Cabras.

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