di Simone Santini.
La Repubblica islamica dell’Iran ha subito, fin dalla sua fondazione nel 1979:
• Una guerra diretta di aggressione, sanguinosissima, durata otto anni.
• Due guerre di occupazione nei Paesi confinanti (Afghanistan e Iraq), durate vent’anni, con eserciti nemici installati ai suoi confini.
• La necessità di accogliere MILIONI di profughi e di assistere popolazioni fraterne.
• Un’aggressione militare recente, la “guerra dei dodici giorni”, con oltre mille morti e danni per miliardi.
• Sanzioni finanziarie e commerciali ultra-decennali.
Si può stimare che l’Occidente abbia sequestrato all’Iran beni per circa 100 miliardi di dollari.
Il danno economico e commerciale complessivo è, semplicemente, incalcolabile.
• Terrorismo interno ed esterno, continuo da mezzo secolo.
Politico, religioso, separatista, e/o promosso da potenze straniere.
Da cinquant’anni, ogni anno, compreso quello appena trascorso, in Iran muoiono decine o centinaia di persone in attentati terroristici.
E ora ci scandalizziamo se in Iran esiste un ordinamento autocratico.
Non esiste e non potrà mai esistere una controprova, ma se l’ordinamento iraniano fosse stato libero di svilupparsi in modo autonomo e indipendente, forse oggi avremmo uno degli ordinamenti più avanzati del mondo islamico.
Ma, forse, era proprio questo che spaventava le “libere democrazie” occidentali.
P.S.
Non vedo sui nostri giornali e nelle nostre televisioni campagne del tipo:
“Siamo tutti Melina”.
Trasecolo per lo stupore.
