FT: Le Sanzioni UE non metteranno la Russia KO

Sul Financial Times si commentano le sanzioni UE/USA alla Russia: colpiranno molti stati europei, ma in Russia, alla fine, si rinforzerà la solidarietà nazionale.

FT: Le Sanzioni UE non metteranno la Russia KO
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30 Luglio 2014 - 20.42


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Cristopher Granville sul Financial Times
commenta le sanzioni alla Russia concordate dalla UE in collusione con
gli USA: le ripercussioni andranno a colpire molti stati europei, ma
l”effetto sulla Russia, alla fine, sarà quello di rinforzare la
solidarietà nazionale.

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Le nuove sanzioni contro la Russia concordate dall”UE martedì
sono descritt
e
da
i
funzionari europei come “livello tre”. Ciò implica
dei
livelli
ancora
più
alti
in
futuro

se l”approccio della Russia in Ucraina non ri
uscirà a soddisfare gli
USA e l”UE –
e
l”esito

logico
di
tutto questo
,
come in un gioco di computer,
è il
confronto finale con l”avversario suprem
o:
il presidente Vladimir Putin. Tutto questo parlare di livelli oscura
la realtà,
in
cui

ci sono solo due tipi di sanzioni.


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Vi è un tipo di sanzioni di tono minore che opera sul piano del sentiment. Le misure reali in questa categoria
hanno preso di mira individui e imprese economicamente
poco significative e hanno creato un clima
in cui le aziende russe hanno trovato sempre più difficile e costoso
rifinanziare il loro debito estero (per un totale di $ 650
miliardi

alla fine del 2013) e
il crollo delle emissioni obbligazionarie russ
e
nel mercato dei capitali. Questo ha 
provocato un
deflusso
di capitali,
la debolezza del rublo (
che
ora
sta
ricominciando
,
dopo un rimbalzo nel mese di maggio-giugno) e
un
calo degli investimenti interni.
La
c
rescita
reale del prodotto interno lordo è sces
a
sotto l”1 per cento nel primo semestre del 2014 rispetto allo stesso
periodo dello scorso anno e
nell”intero
anno
risulta
all”
1,3
per cento.


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Il
16 luglio (il giorno prima
dell”abbattimento
del volo Malaysia Airlines MH17)
già
g
li
Stati Uniti
si
erano
mossi verso
la
seconda
grande
categoria di sanzioni. Questo tipo di sanzion
i
è stato progettato per
espellere
la linfa vitale finanziaria
dall”economia
russa
bloccando
i flussi di credito e di capitali alle principali banche e società
russe, a partire da Rosneft, Novatek, Vnesheconombank e Gazprombank.
L”UE è
pronta
a

seguire gli Stati Uniti in questo Rubicon
e
– con l
”obiettivo,
a giudicare dal documento consult
ivo
della Commissione europea,
di
tagliar
fuori

Sberbank, VTB e altre banche controllate dallo Stato dai mercati di
finanziamento ester
i.


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Qualunque
tipo
di
sanzioni
i
governi
dell”UE
alla
fine

decid
ano
di imporre, ora e in futuro, il controllo dei mercati di
finanziamento in dollari
da
parte
degli
Stati Uniti
assicura
loro

il potere finanziario
per
far
entrare
l”economia russa in recessione. Dal momento che l”economia europea
avrebbe sofferto molto di più da un crollo in Russia
rispetto
a
gli
Stati Uniti, il significato principale della tragedia MH17 in questo
contesto è che i governi europei non
possono
più
obiettare
all”uso di
quel
potere
da
parte de
gli
Stati Uniti, così
che
non
ci saranno divisioni transatlantiche per la Russia da sfruttare. Come
si è visto, l”UE
si
sta
dimostrando pront
a,
non solo a sopportare passivamente gli effetti di gravi sanzioni, ma
a
seguire
gli Stati Uniti attraverso il Rubicone delle sanzioni. Questo stringerà
più rapidamente la garrota finanziari
a
intorno al collo dell”economia russa.


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Mettere
la

Russia sotto un
veto
finanziari
o
avrà un impatto più forte a lungo termine rispetto ad altre
cosiddette sanzioni settoriali, come ad esempio il divieto
raccomandato dalla Commissione europea in materia di attrezzature di
difesa e tecnologie di perforazione avanzate per petrolio
e
idrocarburi
offshore nell”Artico. La risposta naturale russ
a
sarà quello di intensificare gli sforzi
per
una
sostituzione
delle importazioni. Mentre questo richiede sempre tempo, anche in
condizioni normali, in assenza di finanziament
i
facilmente accessibil
i
la sfida sarà molto d
ura
– e forse in alcuni casi insormontabile.




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Ne
consegue che la Russia dovrà ripiegare sui suoi risparmi interni.
Il
f
orte
bilancio nazionale del paese comprende circa $ 160
miliardi
di
fondi di riserva del governo che potrebbe
ro
essere utilizzat
i
per ricapitalizzare e finanziare le banche statali, che potrebbero poi
rifinanziare il debito estero delle società non finanziarie. Ma con
quasi 100 miliardi di dollari di rimborsi
di
capitale del debito estero in scadenza entro la fine del 2015, il
regime delle sanzioni si tradurrà in
un
rapido esaurimento di
queste
riserve –
il
che
porta a sua volta ad un”ulteriore svalutazione, declassamenti di
rating del credito e tassi di crescita negativi.


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Se
la crisi Ucraina
a
questo punto

non
sarà
risolt
a,
l”intera economia europea
ne
risentirà
.
Uno studio di Deutsche Bank
di
marzo, all”inizio della crisi, ha concluso che una
nuova
contrazione dell”8 per cento
del
pil

come
quella
subita
dall
economia
russa sull
”onda
della crisi finanziaria globale del 2009, ora ridurre
bbe
il tasso di crescita già fiacc
o
della Germania di mezzo punto percentuale.




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L”onere
principale delle sanzioni UE teorizzate dalla commissione sembrerebbe
ricadere
sul Regno Unito. La misura principale
prende
di mira il

debito e
il
capitale
netto raccolt
o
dalle banche statali russe e vieta
agli
intermediari
europei di offrire
i
connessi
servizi
di sottoscrizione e di consulenza, e la maggior parte di tale
business è fatto nella City di Londra.
Il
f
inanziamento
sul
mercato dei capitali è anche una piccola p
arte
del finanziamento estero complessivo delle banche russe (circa il 3,5
per cento a marzo 2014), quindi un dettaglio importante sul pacchetto
di sanzioni dell”Unione europea per quanto riguarda sia l”impatto
complessivo e ripartizione degli oneri tra gli Stati membri sarà se
il divieto di finanziamento delle banche russe si estenderà al
credito ordinario. Il mercato internazionale dei prestiti
a
mutuatar
i
russi è dominato dalle banche dell”Europa continentale. Le banche
francesi hanno la più grande esposizione, di $ 52.5
miliardi

 


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Questa
analisi presuppone che l”Unione europea non
sceglierà
l”opzione “nuclear
e
d
elle
sanzioni
che
vietano le

importazioni di gas dalla Russia, e che l”UE e gli USA insieme non
cercheranno di replicare contro la Russia il divieto
alle
esportazioni di petrolio imposte all”Iran.
Per
ora
l”UE
non può sostituire i suoi attuali volumi annuali di importazione del
gas dalla Russia,
pari
a

150 miliardi di metri cubi, e la perdita d
egli
attual
i
livell
i
d
i
esportazioni di petrolio greggio della Russia – 7m barili al
giorno, rispetto a
i
2,5
m
dell”Iran – innescherebbe un forte aumento
del
prezzo del petrolio e una crisi economica globale. Questo sarebbe
l”equivalente economico del concetto d
a
Guerra
Fredda della deterrenza nucleare basata sulla distruzione reciproca
assicurata.


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A
meno delle
opzioni
Folli“,
l”economia russa declin
erà
e l”Europa soffrirà, ma non ci sarà nessun colpo da KO e, come
spesso accade nella storia della Russia,
ci
si può aspettare che
la
nazione russa
si
stringerà solidale
di fronte al disagio causato dai
nemici stranieri. 

 


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L”autore
è amministratore delegato e direttore, Russia/FSU research for

Trusted


Tratto da: http://vocidallestero.blogspot.it/2014/07/ft-le-sanzioni-ue-non-metteranno-la.html.

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