#Salvabanche: rovina per gli investitori, enorme regalo per gli amici

Possibile rendimento del 305%: guadagni cosi neanche il traffico della droga li permette. Ed è tutto legale. I Fondi degli amici di Renzi in prima fila. Vero, Davide Serra?

#Salvabanche: rovina per gli investitori, enorme regalo per gli amici
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28 Dicembre 2015 - 07.48


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da ScenariEconomici.it.


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Come abbiamo visto in un articolo precedente
il D.L. c.d. “salva banche” ha addirittura peggiorato il trattamento
degli obbligazionisti junior e degli azionisti, non prevedendo in alcun
caso il rimborso anche minimo dell’investimento, in violazione della
direttiva europea sulle risoluzioni delle crisi bancarie. Perché?


Per capirlo bisogna fare un passo indietro: nel febbraio di
quest’anno, pochi giorni prima dello scioglimento degli organi
amministrativi per “gravi perdite del patrimonio” da parte del Tesoro su
iniziativa della Vigilanza, il gruppo Algebris di Davide Serra dichiara di essere seriamente intenzionato a rilevare il portafoglio sofferenze della Banca,
ovvero tutti i crediti c.d. deteriorati che appesantiscono l’attivo
dell’Istituto: i Non Performing Loan o NPL. Neanche passato un mese,
dopo il commissariamento di Banca Etruria, senza attendere l’esito sulla valutazione dei crediti da parte dei Commissari,
[url”con una lettera indirizzata a questi e per conoscenza a Bankitalia”]http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/metti-serra-boschi-finanziere-renziano-non-vuole-solo-crediti-95880.htm[/url], il
gruppo rilancia l’offerta dichiarando di essere disposto, oltre a
rilevare tutto il portafoglio sofferenze, a prendersi carico di una
sessantina di dipendenti, collocandone una ventina ad Arezzo (feudo
della famiglia Boschi). Ma cos’è Algebris e chi è Serra?


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Algebris Investments è un hedge fund, un fondo “boutique” di asset
management molto aggressivo che nell’ottobre 2014 ha creato una
struttura per l’acquisto e la gestione dei NPL. Davide Serra, il proprietario, è un finanziere molto vicino a Renzi
che ha sostenuto la sua campagna nelle primarie del 2012 e che è salito
alla ribalta quando, alla Leopolda dell’anno scorso dichiarò che il
diritto di sciopero nel settore pubblico dovrebbe essere limitato in
quanto è “un costo” che scoraggia gli investitori esteri e che
il Jobs Act era un provvedimento che gli piaceva molto, ma che lui
l’avrebbe voluto “un pelo più aggressivo“.


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Pochi mesi dopo che Serra ha creato il [url”comparto di gestione dei NPL”]http://www.ilgiornale.it/news/politica/quei-crediti-bancari-marci-che-piacciono-tanto-serra-1207618.html[/url],
il governo Renzi con decreto legge, poi convertito nell’agosto 2015 in
legge, accorcia i termini per liquidare gli attivi fallimentari
portandoli a due anni e velocizza le procedure per le esecuzioni
mobiliari ed immobiliari, con ciò favorendo proprio il recupero dei
crediti deteriorati e le società che li gestiscono, poiché il tempo è
una variabile essenziale per il rendimento dei NPL acquistati.


Si comprende allora che la “salva banche” in quest’ottica è un regalo
per la Algebris e per le altre società, soprattutto estere che premono
per l’acquisto dei NPL delle banche liquidate: innanzitutto il valore di
cessione dei crediti deteriorati è stato stabilito nella percentuale
del 17,6% del valore nominale, di molto inferiore alla media di realizzo
stimata per tale tipo di crediti che è del 35/40%. “Quella dei 17,6% ci sembra una valutazione molto prudente, che non tiene conto delle modifiche normative“,
commentano dall’ufficio studi del Cerved; poi, il fatto che non vi
debbano essere retrocessioni ai creditori e ai risparmiatori delle
banche dell’eventuale surplus fra valore stimato e quanto ricavato dalle
escussioni dele garanzie, permette alle società che hanno acquistato i
NPL di garantirsi un ritorno dell’investimento inverosimilmente alto.

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Stimando infatti un acquisto di 100 milioni in NPL al 17,6% con una
leva finanziaria di 3 il costo per l’acquisto è di 4,4 milioni diretto e
13,2 milioni finanziato ad un tasso mettiamo del 5%, in linea con i
prestiti attuali. Vendendo dopo una media di 4 anni gli immobili a
garanzia e stimando un recupero del 30%, il guadagno è dato dalla
differenza fra la percentuale di realizzo e quella per l’acquisto, ma
per il quale è stato speso direttamente solo 4,4 milioni e gli interessi
sul finanziato, pari in 4 anni (senza considerarli composti per
semplicità) a 2,64 milioni, quindi complessivamente 7,04 milioni. Il
guadagno è quindi 30 – 7,04 = 22,96 milioni ovvero il 326% (al lordo
delle tasse e delle spese). Calcolando delle spese di recupero per le
procedure di 1,5 milioni fra spese vive e compensi la percentuale si
attesta al 305%, sempre un rendimento stratosferico.


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Si comprende adesso perché da tutto il mondo le società di recupero
si stiano proponendo per rilevare pacchetti di NPL dell’Etruria e degli
altri Istituti oggetto del salvataggio: guadagni cosi neanche il
traffico della droga li permette. Ed è tutto legale…

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