Perché è bene votare subito e con il Consultellum

La situazione delle istituzioni è degenerata oltre ogni sopportabilità. Il Premier agisce come un malavitoso, le opposizioni abbandonano le aule. E ora? [A. Giannuli]

Perché è bene votare subito e con il Consultellum
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16 Febbraio 2015 - 21.54


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di Aldo Giannuli.

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La situazione delle istituzioni è ormai degenerata oltre il limite della sopportabilità. Il Presidente del Consiglio si comporta come un piccolo malavitoso (per piacere non scomodiamo personaggi come Mussolini o Hitler, che, nella loro profonda negatività, sono stati personaggi di statura storica imparagonabili a questo piccolo mazziere), le opposizioni abbandonano le aule parlamentari, i Presidenti delle Camere offrono prove di indecente partigianeria. La Costituzione non può diventare un affare di partito e, dunque, non si può andare avanti così, bisogna votare e subito.

Certo, magari per il Presidente del Consiglio è difficile accettare una campagna elettorale nella quale si parlerà molto di Etruria e di Banche popolari, ma …se ne farà una ragione.

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Obiezione: non è pronta la legge elettorale. Non è vero: la legge elettorale c’è ed è quella di prima modificata dalla Corte Costituzionale che ha cancellato quell’orrore di premio di maggioranza (che qualcuno vorrebbe reintrodurre) ed ha reintrodotto il voto di preferenza, sia pure limitatamente alla scelta di un solo nome.

Dunque, un sistema a base proporzionale, ma non del tutto proporzionale: sussistono le soglie di sbarramento che, soprattutto al Senato, sono molto alte e, dunque , lasceranno senza rappresentanza milioni di italiani, redistribuendo quei seggi fra le altre forze politiche.

Il ritorno (magari solo in questa occasione: dopo si vedrà) al sistema proporzionale è quasi necessario in una occasione come quella attuale. Da venti anni abbiamo uno spettro politico falsato dal “voto utile” del maggioritario che ha assicurato ai due partiti maggiori una straordinaria rendita di posizione. Il gioco si è poi rotto con l’emergere del M5s che si configura come un partito antisistema, ma il risultato è un sistema insieme non rappresentativo e non funzionale. Ora abbiamo bisogno di censire con la maggior precisione possibile quali siano i veri orientamenti politici degli italiani, tolta la “schiuma” del maggioritario.

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In secondo luogo, il meccanismo di rappresentanza è stato gravemente stravolto dal meccanismo delle candidature “bloccate”, sia nella forma della lista bloccata che in quella del collegio uninominale. Abbiamo avuto parlamenti di “nominati” di qualità morale e culturale infima, servili esecutori della volontà di un capobastone. Nella trasformazione dei nostri in partiti “personali”, il meccanismo dei parlamentari “nominati” è stato uno dei passaggi più importanti.

In qualche modo continuerà ad esserci una influenza della situazione precedente, non fosse altro per un riflesso psicologico che continuerà ad agire, ma già avremo un quadro più realistico di quel che pensa il paese e parlamentari un po’ più rappresentativi di esso. Dopo si potrà pensare a come impostare il percorso delle riforme istituzionali, a cominciare da quella elettorale e senza diktat fascistoidi (non fascisti: ma solo fascistoidi) di pretese maggioranze. Si spera che, dopo l’era dell’ “Unto del Signore”, non vorrete iniziare con quella dell’ “untorello del signore”, dove ci si riferisce non al Signore,  ma al signore. Di Arezzo.

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