Château Macron

La Storia ci ha insegnato che non c’è nessun crimine di massa davanti al quale i padroni del Castello si fermino pur di mantenere il loro potere e i loro privilegi. [A. Daniele]

Megachip 31 maggio 2017
[b]di Alessandra Daniele[/b]




Il 66% raccolto da Emmanuel Macron alle presidenziali francesi dice poco del suo reale consenso nel paese. Al primo turno aveva totalizzato il 23%, e sono quelli gli unici elettori che davvero l’avrebbero voluto presidente, tutti gli altri si sono tappati il naso per evitare la Le Pen, e di certo non credono che l’aristocratico banchiere li proteggerà da tutti i mali come ha promesso nel suo discorso della vittoria davanti alla Piramide, che ricordava “La cura” di Battiato:




[center][i]Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie[/i][/center]



[center][i]dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.[/i][/center]



[center][i]Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo[/i][/center]



[center][i]dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.[/i][/center]



[center][i]Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore[/i][/center]



[center][i]dalle ossessioni delle tue manie.[/i][/center]



[center][i]Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.[/i][/center]



[center][i]Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.[/i][/center]



[center][i]Supererò le correnti gravitazionali[/i][/center]



[center][i]lo spazio e la luce per non farti invecchiare.[/i][/center]



[center][i]Ti salverò da ogni malinconia[/i][/center]



[center][i]perché sei un essere speciale, ed io avrò cura di te[/i][/center]



[center][i]Io sì, che avrò cura di te.[/i][/center]





Il compito assegnato dall’establishment a Macron in realtà è rinsaldare l’asse politico economico UE Francia-Germania a spese anche dell’Italia, e questo rende particolarmente patetico l’entusiasmo lecchino di politici e opinionisti italiani per la sua vittoria.



Da Renzi a Padellaro, da Augias a Berlusconi, tutti s’arruolano nell’armata del giovane Monti con la mascella dei Kennedy, e l’appoggio dei Rothschild. Dall’Alpi alla Piramide, è tutto un Banca, Banca, Banca, Macron, Macron, Macron.



Tutti fedeli all’Europa, anche quando l’Europa non c’è, perché l’UE della quale favoleggiano non è mai esistita, e l’elezione di Macron non la rende più reale, anzi.



L’UE di Macron è un castello carolingio, una cittadella fortificata la cui prima cerchia sarà ristretta a Francia e Germania, e la seconda solo a qualche vassallo.



Una fortezza che innalza anche i muri al proprio interno, fra le classi, e che si prepara all’inasprimento della guerra (non solo) commerciale con Trump, e Putin.
Il conte Gentiloni in questo contesto è appena un maggiordomo. Eppure Renzi lo invidia, trama ogni giorno per fargli le scarpe, riprendersi la poltrona che è stato costretto a cedergli, e questo meschino contorcersi come uno scarafaggio schienato dà la misura del suo fallimento, personale e politico.



Mentre si sbraccia per applaudire “l’amico Macron”, e sgomita per farsi i selfie a pagamento con Obama come un turista coi centurioni del Colosseo, Matteo Renzi continua quindi a spedire i suoi fedelissimi a caccia di voti fascisti.



Basata sullo stesso principio giuridico delle leggi razziali, la tesi della Serracchiani che uno stupro sia più grave se commesso da un profugo immigrato non è certo una [i]gaffe[/i] isolata, ma parte d’una tattica precisa, insieme alle retate di Minniti, e alle grottesche leggi sulla licenza di uccidere [i]notturna[/i].



La deriva fasciorazzista giova a tutte le oligarchie, perché sposta il fuoco della rabbia popolare dai veri colpevoli – le classi dirigenti – a un facile capro espiatorio già completamente emarginato, e privato di qualsiasi potere e di qualsiasi diritto.



[i]Sacrificabile[/i].



La Storia ci ha insegnato che non c’è nessun crimine di massa davanti al quale i padroni del Castello si fermino pur di mantenere il loro potere e i loro privilegi.



La Storia ci ha anche insegnato che in fondo alla strada sulla quale stanno trascinando ormai l’intero pianeta c’è l’abisso.




[i](14 maggio 2017)[/i]







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