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I barbieri armati e Putin

Non è scritto da nessuna parte che tutti i popoli dovranno passare sullo stesso sentiero, prima o dopo. Imporre i nostri modelli porta alla guerra [Giulietto Chiesa]

I barbieri armati e Putin

Redazione

28 Agosto 2014 - 10.46


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di Giulietto Chiesa.

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Tra
le tante lettere che ricevo c’è questa, di Simone Puorto, che qui pubblico per
la parte in cui chiede chiarimenti e dissente da ciò che pensa sia la mia
posizione. Il resto non lo pubblico perché dichiara un completo accordo con la
mia analisi della situazione internazionale.

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Ecco
dunque il testo cui risponderò:

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«[…]Ciò che però non
condivido è la mancanza, in alcuni casi, di obiettività su alcune cose. Un
politico non va giudicato solo sulla sua politica estera ma anche sulla sua
politica interna. Putin rimane comunque un signore che è andato al potere
grazie a uno dei peggiori criminali della storia (Eltsin) e fa parte di quegli
uomini che hanno trasformato la Russia da uno stato autoritario comunista
(comunque seconda potenza mondiale con disoccupazione pari all”1 %) in uno
stato autoritario capitalista e mafioso, in cui il potere di Putin è legato a
oligarchi criminali come Roman Abramovich.

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La mia domanda è:
perché si arrabbia così tanto quando qualcuno afferma che il signor PUTIN è un
TIRANNO?

Se sono neonazisti i
membri dell”esercito di Kiev che bombardano le case dei civili dell” Ucraina
sud-orientale, allora sono neonazisti anche molti russi e Putin stesso che
tratta i gay come subumani, visto che in Russia i gay vengono picchiati,
umiliati, considerati allo stesso livello dei criminali pedofili e trattati come
animali con la complicità della polizia, delle autorità politiche e persino
delle autorità religiose. Probabilmente a lei non gliene frega niente non
essendo gay, provi a pensare se invece lo fosse!

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Bisogna anche
affermare che la Russia di Putin non rappresenta una valida alternativa di
società al capitalismo sfrenato occidentale associato all”imperialismo, al
neocolonialismo, ai suoi colpi di stato contro presidenti di sinistra
sud-americani o africani e alle sue guerre imperialiste; probabilmente Putin è
nostalgico delle sue belle passeggiate insieme a Bush!»

Caro
Simone,

io
non mi arrabbio affatto se qualcuno afferma che Putin è un tiranno.
Semplicemente ritengo che ciò sia effetto della propaganda del mainstream occidentale, che ripete
all’infinito gli stessi slogan, i quali finiscono conficcati nelle teste di
milioni di persone, come chiodi virtuali. Vale anche per te. Di tiranni
abbattuti dall’Occidente ne abbiamo già visto una serie intera. Milosevic,
Saddam, Gheddafi. Poi ci hanno provato con Bashar al-Assad e per ora gli è
andata male. Ma la lista è più lunga ed è composta da tutti quelli che
Washington definisce “dittatori”, più o meno sanguinari. Erano dittatori? C’è
da discutere intanto sul termine. Milosevic era uno strano “dittatore” che si
fece battere in una elezione e estromettere dal potere. Saddam era un
dittatore, ma amico degli USA e, quando cessò di esserlo, fu liquidato dagli
USA. Gheddafi era un tiranno che però dava al suo popolo il più alto reddito
pro-capite del nord Africa. Non più tiranno dei sovrani dell’Arabia Saudita che
ancora sono al loro posto perché amici di Washington.

Putin
tiranno? La Russia è uno stato di diritto, come la Germania o l’Italia. Il loro
stato di diritto è diverso dal nostro, evidentemente. Ma Putin è stato
ripetutamente eletto dai russi, e gode attualmente (non lo nega nessuno) di un
rating di popolarità altissimo. In Occidente a molti (leaders) non piace. Ma
l’essenziale non è ciò che piace ai leaders occidentali. L’essenziale è ciò che
decidono i russi. Non ci piace il loro sistema politico? Peccato, ma temo che
dovremo imparare a sopportare questo ed altro, visto che non siamo più in grado
di comandare il mondo. Non ci piace il regime cinese? Bene, anzi male. Ma prova
a cambiarlo stando a Londra o a Washington. Non si può fare.

Il
tuo approccio, che tu ne sia consapevole o meno, è l’approccio imperiale
dell’Occidente, che continua a illudersi che le sue regole debbano valere per
tutti.

Come
è andato al potere Putin lo so perfettamente. Vivevo a Mosca quando diventò
presidente. Ho visto e raccontato la sua ascesa (ne ho scritto ampiamente nelle
mie corrispondenze e nei miei libri, vedi “Russia Addio!”, e “Roulette Russa”,
per esempio). Neanche a me è piaciuto il suo inizio, anzi. E siccome ne ho
scritto, basta andare a vedere come ne ho scritto per sincerarsene. Neanche a
me è piaciuta la guerra di Cecenia (sebbene a Putin si possa imputare la
seconda e non la prima, che lacerò il paese e avvelenò l’atmosfera per anni).
Anch’io considero Boris Eltsin un malfattore, che ha svenduto la Russia e i
russi (e se ora c’è la guerra in Ucraina una grande responsabilità grava sulle
sue ossa impregnate di alcool).

Anch’io
so che Putin è stato portato al potere dagli oligarchi. E tante altre cose che
qui non toccherò. Ma il Putin di oggi, quello di cui stiamo parlando che, come
pure tu scrivi, sta conducendo una politica estera saggia, lungimirante, e di
pace, è altra cosa. E io misuro positivamente il suo comportamento attuale, e
lo considero per tutti noi importante, decisivo per la salvezza del mondo dalla
terza guerra mondiale che incombe.

A te
non piace la sua politica interna. Ma non si può misurare quella con il metro
europeo. È un errore “imperiale” e anche molto presuntuoso. Ogni popolo ha la
sua storia. Putin potrebbe essere “più democratico”, secondo i nostri metri?
Probabilmente sì, ma solo entro limiti molto ben definiti. Se uscisse da quelli
verrebbe molto probabilmente tolto di mezzo. Il che è quello che vorrebbero gli
occidentali. Ed è dunque su questa valutazione che noi dovremmo cercare di
giudicarlo. Non certo con il nostro metro che non si vede perché dovrebbe
servire a misurare la Russia.

A me
pare che sia una grande illusione e un errore imperdonabile. Errore perché non
tiene conto che ogni popolo ha il suo cammino. Illusione perché significa
pensare che l’Occidente può ancora decidere per tutti. Per un secolo abbiamo
misurato il mondo con il metro occidentale, ma potemmo farlo perché eravamo più
forti, meglio armati, potenti. Adesso siamo meno di un settimo della
popolazione mondiale e non possiamo più decidere su quello che devono o non
devono fare la Cina, la Russia, l’Iran, il Brasile ecc. Li si può criticare, ma
rispettandoli. E dotandosi della pazienza necessaria per misurare le nostre “diversità”.

Quanto
ai neonazisti russi, so bene che ci sono, ma sono un’esigua minoranza, meno
rilevante dei neonazisti italiani o tedeschi. Io vedo una notevole differenza
tra i nazisti che uccidono le persone, come stanno facendo nel Donbass, sotto
la bandiera nazionale, e la popolazione russa che si difende. Definire nazista
Putin in base a quello che pensa dei gay mi pare, ed è, una evidente forzatura
propagandistica. Per molte ragioni. Innanzitutto i gay in Russia ci sono, sono
pubblicamente molto visibili, hanno i loro club e i loro luoghi d’incontro a
Mosca e altrove. I loro diritti giuridici sono limitati, è vero, ma non molto
diversamente da come lo erano in Italia 30 anni orsono. Eravamo nazisti noi
italiani trent’anni fa? Ovviamente no. Ci siamo evoluti. Tu parli di gay
considerati come “subumani” (da chi?) in Russia. Certo ci sono anche là i
cretini, i razzisti, i violenti. Ma da noi non ce ne sono? Ne abbiamo perfino
in parlamento. A chi facciamo lezione, proprio noi, in Italia, dove la violenza
contro le donne è quasi una regola?

Una
cosa è certa. Putin interpreta sicuramente l’opinione largamente prevalente in
Russia in questa epoca storica. Si possono non condividere, qui da noi, le
opinioni prevalenti nella Duma, ma si deve prendere atto che esse sono
condivise dalla maggioranza dei russi. Essere in disaccordo è legittimo. Menare
scandalo affibbiando etichette non è legittimo. L’evoluzione dei costumi è
percorso molto asimmetrico. Come diceva Aleksandr Zinoviev, non è scritto da
nessuna parte che tutti i popoli dovranno passare sullo stesso sentiero, prima
o dopo.

Infine:
io non ho mai pensato che il modello capitalistico della Russia debba servire
come “modello” per qualcuno. Non certamente servirà di modello per l’Italia.
Non mi entusiasma affatto. Ma in primo luogo non mi risulta che Putin abbia
proposto la Russia come modello per qualcuno. L’epoca del socialismo sovietico
è finita e Putin non mi pare interessato a riesumarla. E dunque?

Ma so
che quello che sono loro oggi è il prodotto di un percorso che non è
comparabile con quello delle società occidentali. La democrazia come l’abbiamo
vissuta noi (e che adesso sta svanendo sotto i nostri occhi) loro non l’hanno
mai conosciuta. Né con l’autocrazia zarista, né con il socialismo reale, né con
il capitalismo oligarchico. Pretendere che accettino lezioni da noi, che la
stiamo perdendo, è un altro atto di presunzione che non ci può portare da
nessuna parte.

Anzi
in un posto ci porterà: in guerra. Se i russi sembrano ad alcuni di noi come
alunni indisciplinati, basta che pensiamo come sarà difficile imporre i nostri
punti di vista a un miliardo e 400 milioni di cinesi. Faremo la guerra a tutti
i “tiranni” che gli altri popoli decideranno di scegliersi come guida e
condottieri? A me pare un follia. La follia di coloro che non sanno fare il
calcolo dei rapporti di forza. Tu ragioni come se fossi nella prima metà del XX
secolo, quando il mondo era un altro. I cosiddetti “valori universali” che noi
abbiamo proclamato tali, non solo non sono più universali, ma sono divenuti
largamente minoritari. Andremo a strappare il velo alle donne musulmane che
vogliono portarlo? Andremo a tagliare la barba agli uomini afghani che vogliono
farsela crescere? Dovremmo diventare tutti barbieri. Ma barbieri armati di tutto
punto. In Afghanistan, come sappiamo, non ha funzionato. Non sarà che queste
idee nostre sono proprio sbagliate?

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