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Luca Telese, il galleggiatore pubblico

Galleggiatore assoluto, Telese è uno dei furbetti del salottino mediatico. Ovunque, destra, sinistra, Pubblico, Mediaset. Veline more e bionde. [Antonio Cipriani]

Luca Telese, il galleggiatore pubblico
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10 Settembre 2013 - 20.26


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di Antonio Cipriani.

Stasera debutta Matrix, c”è elettricità nell”aria. Finalmente un programma televisivo all”altezza dei tempi, condotto sulle reti Mediaset dal giornalista che meglio interpreta lo spirito dell”epoca: Luca Telese. Simpatico, ammanicato, ottimi incontri nella vita, buone conoscenze, spigliato, capace di scrivere indifferentemente per il Giornale come per il Fatto Quotidiano. Uno che si contende con Nicola Porro la leadership del primo piano televisivo, della polemica alla camomilla nel salottino mediatico, con le stesse facce e gli stessi toni del salotto buono di casa.

Linea di galleggiamento. Su quei divani, nelle notti insonne passate al lume della rivoluzione possibile, deve per forza essere successo qualcosa di riconducibile alla scoperta, tra i cuscini rossi e ricamati, di un segreto iniziatico: come riuscire a galleggiare sempre e ovunque, a destra e a sinistra. Appoggiando Bersani ed essendo renziano, di destra e di sinistra (ma dai, non esistono più.), con i cassintegrati ma per i padroni. C”è di più. Un giorno quando verrà scritto un saggio sull”informazione italiana negli anni di Pigi Battista, il titolo sarà: giornalismo e tappezzeria. Sottotitolo: la rivoluzione può essere anche un pranzo di gala, basta che la lista degli invitati sia quella giusta.

A proposito di liste: [b]Pubblico[/b]. Un tocco di originalità e meraviglia viene nella lettura del curriculum di Telese sulla home di Matrix. Ha lavorato per tutti, galleggiatore eccelso, ma ha dimenticato il suo giornale, l”unico che lo ha visto padrone e direttore: Pubblico. Il giornale dei cento giorni, tanto è durato. Che ha lasciato i collaboratori senza pagamento e alcuni professionisti con le chiappe per terra. Pretenzioso, bruttarello, doveva essere l”informazione che cambiava il mondo. Invece poi i lettori l”hanno accartocciata senza scrupoli. E lui senza pensarci, lo ha rottamato: un insuccesso con vista Matrix. Meglio di così. Da Pubblico (con Christian Raimo a fare Orwell) alla tv di Berlusconi senza battere ciglio. Ma dimenticando l”inciampo nel curriculum.

All”altezza dei tempi, dicevamo all”inizio. Sempre seduti, questa è l”altezza dei tempi. Uno da una parte dello schermo (e pochi altri), gli spettatori col telecomando in mano a godersi la libertà. Ma non solo: a godersi le veline, icona nazionale del Paese che si muove come una marionetta durante lo stacchetto. Leggo dalla home page di Matrix stesso: “Francesca e Monica, le inviate (titolo). Una mora e una bionda affiancano Luca Telese a Matrix. Dai un occhio ai loro curriculum: così giovani, così tanto da raccontare!” La bionda e la mora, senza neanche i cognomi, solo i nomi come dagli Amici di Maria De Filippi. Tristezza infinita. Le due dal curriculum che comincia con bionda o mora sono Francesca Barra e Monica Giandotti. Sicuramente saranno bravissime, sicuramente non meritavano di essere trattate con un maschilismo così becero.

Ma è l”epoca. Sembra inesorabile eppure è così. Perciò tutte le lettere di Raimo, le prese per il culo dei social, i dubbi sul segreto iniziatico del galleggiamento nulla possono contro la gioiosa inarrestabile macchina da guerra di questo giornalismo delle stesse facce. Dell”indottrinamento televisivo della banalità, goccia dopo goccia, velina mora e velina bionda, inviata mora e inviata bionda, come se l”informazione (cagnetto da compagnia) avesse bisogno di parrucche e non di notizie che non facciano piacere. E per concludere una considerazione: il Paese è pieno di bravi cronisti che fanno il loro dovere con coerenza e lontano dai riflettori e dai salotti buoni, di giovani giornalisti, di ragazzi tosti che potrebbero rovesciare questo sistema iniziatico. Ma non fanno piacere, con il loro lavoro. Quindi…

Fonte: [url”http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=48818&typeb=0″]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=48818&typeb=0[/url]

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