Difendersi? Sì, ma da chi? | Megachip
Top

Difendersi? Sì, ma da chi?

L’Occidente è indubbiamente sotto attacco, ma l’obiettivo del terrore è proprio quello di mettere il mantello dello scontro di civiltà sul corpo nudo e osceno del dominio dell’uomo sull’uomo. [Paolo Bartolini]

Difendersi? Sì, ma da chi?
Preroll

Redazione Modifica articolo

18 Novembre 2015 - 16.42


ATF
di Paolo Bartolini

La strage di Parigi, come è stato detto, è un atto di guerra portato al cuore dell’Europa. Quando emozioni così intense si sprigionano le reazioni finiscono inevitabilmente per polarizzarsi. Da un lato le smanie securitarie dei governi occidentali, che schiudono l’orizzonte di uno stato d’emergenza permanente (con gravi limitazioni delle libertà individuali, le stesse libertà di cui facciamo vanto per descrivere la desiderabilità del modello democratico liberale), dall’altro una ridda fuori controllo di ipotesi sui mandanti di questa azione disgustosa. Qualcuno prova a sottrarsi a questo gioco ma con risultati non proprio illuminanti.

Nel frattempo la gente comune, quella che inizia a temere di frequentare i luoghi pubblici affollati, si sdraia sull’indegno luogo comune del pericolo musulmano: “Sono ormai dovunque, questi ci fanno fuori tutti!”. Condividiamo, perché non farlo vorrebbe dire avere spesse fette di prosciutto sugli occhi, che dobbiamo difenderci. Ma la questione è da chi e come.

Esiste un terrorismo islamista con mire egemoniche? Sì. Le religioni sono spesso portatrici di odio e violenza? Sicuro! L’Occidente odierno, nonostante questi punti certi, si trova nella difficoltà di doversi difendere allo stesso tempo da questi fanatici e da se stesso (che Daesh sia stato sostenuto e formato da un’alleanza a geometria variabile tra petromonarchie e stati occidentali è fuor di dubbio). La novità di questo terrorismo è quella di essere esattamente l’Ombra della nostra cultura, il rimosso dell’Occidente laico, razionale, moderno e democratico. Quest’ombra è densa, scura e si nutre delle nostre reazioni di paura e di odio.

Solo degli sciocchi – e ne è pieno il mondo – possono pensare che una qualunque guerra freni il terrore senza un ripensamento integrale del nostro stesso modo di vivere. In questione, come sempre da alcuni secoli, è la tenuta del sistema capitalistico, oggi giunto a livelli di interconnessione talmente profondi da implicare crescenti reazioni a catena su tutto il globo.

Contrariamente all’abitudine diffusa che produce dualismi tra popoli, nazioni e partiti, qui dobbiamo registrare un conflitto interno a ciascun essere umano, una coabitazione difficile da tollerare tra bene e male. Si dirà, e a ragione, che in fondo è sempre stato così, che l’uomo deve combattere dentro di sé la battaglia per non diventare carnefice dei suoi simili (fra l’altro la jihad vera è proprio questo: una lotta interiore). La novità è che queste belle parole, che i cammini spirituali di ogni tempo conoscono e con cui si confrontano dolorosamente, sono diventate oggi, per motivi storici connessi alla globalizzazione economica, una priorità irrimandabile per tutti gli umani, pena la distruzione delle basi già fragili della convivenza planetaria.

L’Occidente è indubbiamente sotto attacco, ma l’obiettivo del terrore è proprio quello di mettere il mantello dello scontro di civiltà sul corpo nudo e osceno del dominio dell’uomo sull’uomo. Tra poco avrà inizio il Giubileo dedicato al tema della Misericordia. Di questa abbiamo bisogno, come sintesi profonda di giustizia, amore e perdono. Senza giustizia (sociale e ambientale) la violenza continuerà a proliferare. Senza amore continueremo a vivere nella paura. Senza perdono saremo vittime della logica senza uscita della vendetta. Difendiamoci quindi dalle nostre reazioni automatiche, proteggiamo uno spazio di riflessione tra lo stimolo e la risposta, e poi vediamo di andare alle radici del problema. Quelle radici occultate dai luoghi comuni e dalla fretta di tornare, quanto prima, a non pensare.

(18 novembre 2015) [url”Torna alla Home page”]http://megachip.globalist.it/[/url]
DONAZIONE

Native

Articoli correlati