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Che succede se il capo di Google fa il consulente di guerra?

'Il presidente di Google, Eric Schmidt, ora guida anche la Divisione Innovazione del Pentagono. Google è un asset dell''eccezionalismo militare USA [Glauco Benigni]'

Che succede se il capo di Google fa il consulente di guerra?

Redazione

12 Giugno 2016 - 20.39


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Dynamic 1
di Glauco Benigni.

Dynamic 2
Qualche
giorno fa Julian Assange, dalla sua
forzata”clausura” londinese (ormai dichiarata definitivamente
“arbitraria” dall”ONU) affermava: Â«
Google è strettamente
integrato con il potere di Washington
,
sia a livello personale che aziendale… ha aumentato il controllo sui canali
di distribuzione, ed è perfettamente allineato con l”eccezionalismo americano».
Secondo il co-fondatore di Wikileaks,
Google è diventato un «potere statale
tradizionale degli Stati Uniti
».

Dynamic 3
Nei giornali
italiani si rinviene la frase «
Google fa campagna per Hillary Clinton». È vero ed è una
posizione molto, molto discutibile, ma non solo.

Sempre secondo
Assange, c”è di più, ovvero: l”ex amministratore delegato, oggi presidente del
CdA di
Google,
Eric Schmidt, da più di
due mesi guida anche la Divisione Innovazione del Pentagono.

Dynamic 4
Ha ragione a
farcelo notare.

Dynamic 5
Dal 2 marzo 2016 Ash Carter, segretario della Difesa USA, ha infatti nominato Eric Schmidt chairman del DoD
Innovation Advisory Board
.
È questa
un”organizzazione, costituita agli inizi dell”anno, che gode del contributo di
12 membri (condotti da Schmidt) e che si pone quale obiettivo quello di utilizzare al meglio le
“best practices” di Sylicon Valley per scopi bellici.

In questo caso è lecito tradurre l”espressione “best
practises”
così:
ottimizzare droni, big data, ogni forma di cyber difesa/attacco e così via,
quali armi atte a sconfiggere il nemico.

La posizione assunta
da Schmidt/
Google
è quindi altamente strategica. A questo punto è bene fare un passo
indietro e parlare di
Alphabet Inc., un conglomerato
costituito nell”agosto 2015 che si ocupa di Web, software e apparati di
telecomunicazioni ma anche di medicina e biotecnologie e venture capitalism cioè investimenti altamente speculativi su
nascenti attività di rilievo. Anche
Alphabet Inc. è guidata da Schmidt.

Recentemente
– si legge sul giornale on line WebNews
– «Alphabet ha esteso a tutti i siti la possibilità di sfruttare la tecnologia Project Shield per proteggersi dagli attacchi
DDoS
(Distribuited Denial of Service)» una sorta di
bombardamento realizzato attraverso un elevato numero di accessi ai server in
contemporanea. La nomina di Schmidt non è il primo punto di contatto tra il
governo USA e
Google:
Boston Dynamics, team
specializzato in robotica e acquisito da bigG, lavora da tempo a progetti
commissionati dall’agenzia DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency).

E cӏ ancora di
più : di fatto la nuova supercompany
Alphabet ingloba
una gran parte delle precedenti attività di
Google al punto di sostituirla e le estende a
molte altre aree d”intervento .

In sintesi: Google come
l”abbiamo conosciuta non c”è più, al suo posto c”è un conglomerat
o che si occupa oltre che di internet
anche di biotecnologie, droni e salute, etc… Alla guida di tale nuovo conglomerat
o cӏ un uomo che si chiama Eric
Schmidt e, quest”uomo guida anche un Advisory Board del Pentagono sull”Innovazione
(guerra digitale e biotecnologica).

Quindi:

1) intanto
Assange ha ragione a sollevare la questione.

2) che paura se il maggior motore di
ricerca del pianeta si mette al servizio della guerra, dopo che già è al
servizio, in ottemperanza al Patriot Act, della National Security Agency

3) ma da dove arriva Mr. Schmidt, un
signore che n
el 2016, Forbes ha classificato
come il 100° miliardario del mondo, con un patrimonio stimato di 10,8 miliardi
di dollari (un terzo dei quali acquisiti negli ultimi 5 anni)

Vediamo:

Eric Emerson Schmidt (nato il 27 aprile
1955) è un ingegnere americano di software, imprenditore. È nato in Virginia ed
ha studiato alla Princeton, a Berkeley e alla UCLA. Suo padre era un esperto di
economia internazionale al Dipartimento del Tesoro durante l”amministrazione
Nixon.

Dopo l”esperienza al Bell Labs e a Novell, nel
2001, a 26 anni, diventa CEO di
Google mantenendo consulenze per diverse università tra cui la
Princeton. Giunto a
Google, Schmidt
si dedica alla gestione dei vicepresidenti, all”organizzazione delle vendite,
alla costruzione dell”infrastruttura aziendale e condivide con i fondatori,
Page e Brin, la grande impresa della collocazione in borsa di uno dei fenomeni
finanziari più imponenti di questi anni.

Il suo stipendio è sempre stato
relativamente basso. Viene definito “una di quelle poche persone che sono
diventate miliardarie grazie a stock option ricevute come dipendenti da società
in cui non erano né fondatori né parenti dei fondatori.” I suoi costi per
l”azienda hanno inciso soprattutto a causa della “sicurezza
personale”, delle carte di credito e degli aerei privati.

Nel 2007 diventa, secondo PC World, “una delle 50 persone più
importanti nel web”.

Nel 2011 si dimette da CEO – riceve un
premio da 100.000.000 di azioni – raggiunge un patrimonio di 7 miliardi di
dollari, rimane comunque presidente esecutivo di
Google e consulente dei fondatori.

In politica si è distinto quale consigliere
dei principali donatori per la campagna presidenziale del 2008 di Barack Obama.
In seguito è stato citato come possibile candidato per la posizione di segretario
al commercio ed è comunque stato nominato membro del consiglio di transizione
di consulenza del Presidente Obama e membro del Consiglio dei consulenti in
materia di scienza e tecnologia del Presidente degli Stati Uniti.

In sostanza Schmidt ha condotto la squadra incaricata delle relazioni tra il
Governo USA e
Google.

A un uomo così non poteva mancare una Fondazione di Famiglia. Fondata nel
2006 da lui e sua moglie Wendy Schmidt, si occupa di sostenibilità e uso
responsabile delle risorse naturali e finanzia lo Schmidt Ocean Institute,
sostenendo l”acquisizione e la gestione delle navi da ricerca.

Nel suo ruolo di maggior responsabile dell”elusione fiscale in diverse
nazioni dove opera
Google, Schmidt ha
affermato che l”uso di
Google di “distinzioni
artificiali” per evitare di pagare miliardi di imposte è “capitalismo”
e che di ciò va “molto orgoglioso”.

Ciò ha sollevato – se non altro – qualche critica.

Nel maggio 2013 Margaret Hodge, presidente del comitato di conti pubblici del
Regno Unito, ha accusato
Google di avere in
materia fiscale un comportamento “subdolo, calcolato e non etico“. Nel 2015, il governo britannico ha
introdotto una nuova legge destinata a penalizzare
Google e altre grandi multinazionali che evitano di pagare
decine di miliardi di dollari di imposte grazie a uno schema contorto di
accordi di licenza tra società e trasferimenti di capitali nei paradisi
fiscali.

Intervistato più volte sulla relazione di fiducia che gli utenti ripongono
in
Google e sulla raccolta
di Big Data, Schmidt ha risposto che in un”epoca di minacce asimmetriche la privacy e l”anonimato sono pericolose.
Nel 2013 Schmidt ha dichiarato che la sorveglianza da parte del Governo degli
Stati Uniti è stata la “natura della nostra società” e che lui non
aveva intenzione di “esprimere un giudizio sulla questione”. Nello
steso anno ha visitato sia la Corea del Nord che la Birmania promuovendo l”uso
di un internet “libero e aperto” e sostenendo l”uso del sistema
Google Android.

Schmidt è ufficialmente un membro del Gruppo Bilderberg (ha partecipato alle
conferenze nel 2011, 2012 e 2013) e della Trilateral Commission.
Che dire ? Speriamo bene.


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