L'infermiera Tiffany Dover è morta! Anzi no, ma...

Obiettivo della controinformazione non è uno schema di gioco opposto a quello mainstream eppure perfettamente speculare, con le stesse categorie. Nostro obiettivo è cambiare terreno di gioco.

controinfo

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Redazione 22 dicembre 2020

 

di Simone Santini.

 

L'INFERMIERA TIFFANY DOVER È MORTA!
Anzi, no, è viva, però è morta lo stesso.

Aveva fatto il vaccino anti-covid da dieci minuti.

È svenuta in diretta tv, poi è morta.

È risorta per dire in diretta tv che stava bene.

Subito dopo è morta di nuovo, ma non per il vaccino.

Pare (sottolineo pare) che uscita dall'ospedale sia stata travolta da un TIR.

La sua giovane vita è stata stroncata brutalmente.

Soffriva di un disturbo per cui, quando provava dolore, sveniva.

Ma rassicuriamo tutti: la morte è stata improvvisa e non ha provato dolore.

Non ha sofferto. È morta senza svenire.

Ora è stata conteggiata tra i morti per covid.

Avrei potuto (e anche voluto) chiudere così questo post. Fare uno sberleffo e basta. Invece mi rendo conto che di questi tempi non basta. Da quel paternalista quale sono, sento il dovere di ergermi in piedi ed elargire qualche insegnamento a voi, popolo!

Ecco, ora mi faccio serio e vi propongo un paio di riflessioni.

Trovo lo stato in cui versa la controinformazione davvero pietoso. C'è chi non crede più a nulla di quello che arriva dal mainstream ma, al contempo, è pronto a dare credito a qualsivoglia sciocchezza, anche la più assurda, che circola in rete purché confermi i suoi pre-giudizi.

Mi sono occupato a lungo di controinformazione, o informazione alternativa, o pensiero critico (lo si chiami come si vuole) e sento di fare ancora parte di questo "mondo" e trovo davvero preoccupante questa situazione. Sembra che anni di impegno siano stati buttati via inutilmente, senza migliorare di una virgola la nostra comune condizione.

Per una quindicina d'anni mi sono occupato prevalentemente di analisi delle fonti informative. Non pretendo di aver capito chissà che, ma alcune cosette di base penso di sì.

La prima di queste è che il mainstream informativo NON mente quasi mai e, quando lo fa, tende a farlo in maniera impercettibile. Poi ci sono i casi di sciatteria giornalistica, di clamore e di enfasi artificiali, ma questo è un altro piano del discorso di cui non intendo occuparmi qui.

Se Mentana dice che domani il sole sorgerà e noi siamo tentati dal riflesso condizionato di pensare che allora il sole domani NON sorgerà, vuol dire che il mainstream ha vinto, ha stravinto, ha completamente occupato il terreno di gioco e noi non abbiamo più armi per difenderci.

Lo scopo del mainstream non è mentire ma creare “frame”, creare categorie dentro cui incasellarci. Lo scopo del mainstream è cancellare il pensiero laterale, libero, scacciare la logica ed il ragionamento indipendente.

Se tu credi che è vero a prescindere perché l'ha detto Mentana, il mainstream ha vinto.

Se tu credi che è falso a prescindere perché l'ha detto Mentana, il mainstream ha stravinto.

Obiettivo della controinformazione non è ricreare uno schema di gioco opposto a quello del mainstream eppure perfettamente speculare ad esso, con le stesse categorie di pensiero.

Il nostro obiettivo è cambiare terreno di gioco. Finché rimaniamo sul loro, saremo perdenti.

Lo scopo è riportare la logica dove la logica salta. È quello di portare accuratezza dove c'è sciatteria. È quello di porre e porsi le domande giuste, non inseguire risposte già preconfezionate.

Le risposte preconfezionate sono create da chi butta in pasto al mainstream la polpetta avvelenata che esso trangugia e poi ci restituisce. Ma non credete che tali polpette non siano confezionate anche per la controinformazione? Se esiste un potere celato che crea un’operazione come quella dell'11 settembre non credete che disseminerà tutto intorno polpette informative che profumano irresistibilmente di “verità che non c'è le dikono” ma sono avvelenate?

Ogni volta che postiamo su facebook un post non verificato, non corretto, solo perché profuma di buono, nutriamo la loro vittoria e la nostra sconfitta. Se non abbiamo strumenti per verificare, per incapacità, per mancanza di tempo o di voglia, meglio non fare nulla. Meglio osservare, meditare, ragionare, ricordare, riconsiderare. Non aggiungiamo voci stridule laddove è già pieno di un chiasso insopportabile.



Tratto da: https://www.facebook.com/simone.santini.92/posts/10221748745780484.