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di Alberto Negri.
L’Occidente
è in grado di dare una risposta credibile alla guerra in Medio Oriente? I raid
europei in Siria, dove gli Usa non vogliono mettere piede ma solo
controbilanciare le forze in campo, sono una tempesta di sabbia sollevata per
mascherare un’altra storia sbagliata, come l’Iraq e la Libia. Stati Uniti,
Francia e Gran Bretagna hanno avallato sin dal 2011 la guerra per procura in
Siria condotta dai jihadisti e dai loro sponsor turchi e arabi contro Bashar
Assad e l’Iran. Ora intervengono per coprire questo fallimento: la fine stessa
della Siria, la consegna del Paese ai jihadisti, la sua spartizione in zone
d’influenza. L’Isis non è distante da Damasco ma l’aviazione americana non ha
fatto nulla per contenerlo dopo la cattura di Palmira mostrandoci invece le
immagini della distruzione della città antica. Se i russi e gli iraniani non
intervengono a sostenere Assad, il regime crolla e le ondate dei profughi
saranno immani.
è in grado di dare una risposta credibile alla guerra in Medio Oriente? I raid
europei in Siria, dove gli Usa non vogliono mettere piede ma solo
controbilanciare le forze in campo, sono una tempesta di sabbia sollevata per
mascherare un’altra storia sbagliata, come l’Iraq e la Libia. Stati Uniti,
Francia e Gran Bretagna hanno avallato sin dal 2011 la guerra per procura in
Siria condotta dai jihadisti e dai loro sponsor turchi e arabi contro Bashar
Assad e l’Iran. Ora intervengono per coprire questo fallimento: la fine stessa
della Siria, la consegna del Paese ai jihadisti, la sua spartizione in zone
d’influenza. L’Isis non è distante da Damasco ma l’aviazione americana non ha
fatto nulla per contenerlo dopo la cattura di Palmira mostrandoci invece le
immagini della distruzione della città antica. Se i russi e gli iraniani non
intervengono a sostenere Assad, il regime crolla e le ondate dei profughi
saranno immani.
Come
avanza l’Isis in Siria e in Iraq? Il Califfato, scrive il sottosegretario agli Esteri
Mario Giro nel suo libro «Noi terroristi» (Guerini 2015), nasce da
un’intuizione: invece di attaccare il centro del potere, Baghdad o Damasco, si
impadronisce delle città periferiche. Così si forma uno stato: un pezzo di Iraq
cui aggiungere un pezzo di Siria, facendo saltare le frontiere tracciate dopo
la prima guerra mondiale dagli europei. Questo nuovo stato non è riconosciuto
da nessuno ma i jihadisti del Califfato, cui si aggiungono le milizie di al-Qa”ida,
puntano sulla legittimazione delle masse arabe sunnite: non è un caso che il
video di maggiore successo dell’Isis sia quello in cui un bulldozer abbatte un
cartello ai confini tra Siria e Iraq con la scritta “Fine di Sykes-Picotâ€,
l’intesa anglo-francese del 1916 per spartire l’impero ottomano.
avanza l’Isis in Siria e in Iraq? Il Califfato, scrive il sottosegretario agli Esteri
Mario Giro nel suo libro «Noi terroristi» (Guerini 2015), nasce da
un’intuizione: invece di attaccare il centro del potere, Baghdad o Damasco, si
impadronisce delle città periferiche. Così si forma uno stato: un pezzo di Iraq
cui aggiungere un pezzo di Siria, facendo saltare le frontiere tracciate dopo
la prima guerra mondiale dagli europei. Questo nuovo stato non è riconosciuto
da nessuno ma i jihadisti del Califfato, cui si aggiungono le milizie di al-Qa”ida,
puntano sulla legittimazione delle masse arabe sunnite: non è un caso che il
video di maggiore successo dell’Isis sia quello in cui un bulldozer abbatte un
cartello ai confini tra Siria e Iraq con la scritta “Fine di Sykes-Picotâ€,
l’intesa anglo-francese del 1916 per spartire l’impero ottomano.
Stati
Uniti ed Europa dicono di non volere cambiare i vecchi confini ma questi nei
fatti sono mutati da un pezzo e le potenze regionali si comportano di
conseguenza. I profughi arrivano da una frontiera che è già Califfato. È questo
uno dei motivi chiave perché le iniziative militari anti-Isis hanno avuto
scarso successo: alla guerra degli occidentali manca l’obiettivo politico.
François Hollande afferma che Assad se ne deve andare ma il presidente francese
non ha la minima idea di chi mettere al suo posto, a meno di non volere
riciclare i jihadisti che dice di combattere.
Uniti ed Europa dicono di non volere cambiare i vecchi confini ma questi nei
fatti sono mutati da un pezzo e le potenze regionali si comportano di
conseguenza. I profughi arrivano da una frontiera che è già Califfato. È questo
uno dei motivi chiave perché le iniziative militari anti-Isis hanno avuto
scarso successo: alla guerra degli occidentali manca l’obiettivo politico.
François Hollande afferma che Assad se ne deve andare ma il presidente francese
non ha la minima idea di chi mettere al suo posto, a meno di non volere
riciclare i jihadisti che dice di combattere.
Quando
se ne andrà Assad lo decideranno il campo di battaglia e la diplomazia facendo
prima i conti con l’Iran e la Russia. Di calcoli sbagliati se sono fatti
abbastanza: le previsioni errate non sono state soltanto degli arabi e della
Turchia di Erdoğan, che pensava di far fuori il regime lanciando dal suo
confine i foreign fighters e usando i
profughi come massa di pressione.
se ne andrà Assad lo decideranno il campo di battaglia e la diplomazia facendo
prima i conti con l’Iran e la Russia. Di calcoli sbagliati se sono fatti
abbastanza: le previsioni errate non sono state soltanto degli arabi e della
Turchia di Erdoğan, che pensava di far fuori il regime lanciando dal suo
confine i foreign fighters e usando i
profughi come massa di pressione.
Anche
di americani e francesi, i cui ambasciatori nel 2011 andarono a passeggiare ad
Hama tra i ribelli, prevedevano che il figlio di Hafez avrebbe compiuto la
stessa rapida parabola di Ben Alì, Mubarak e Gheddafi. Gli occidentali hanno
decretato la fine di Assad perché colpisce la popolazione civile ma allo stesso
tempo vogliono eliminare i suoi nemici senza di lui.
di americani e francesi, i cui ambasciatori nel 2011 andarono a passeggiare ad
Hama tra i ribelli, prevedevano che il figlio di Hafez avrebbe compiuto la
stessa rapida parabola di Ben Alì, Mubarak e Gheddafi. Gli occidentali hanno
decretato la fine di Assad perché colpisce la popolazione civile ma allo stesso
tempo vogliono eliminare i suoi nemici senza di lui.
Le
contraddizioni sono evidenti. I confini sono labili come le idee, assai vaghe,
su quali forze “politiche†possano affermarsi se non quelle dotate di milizie
agguerrite. Lo dimostra il fatto, riportato dal New York Times, che i jihadisti di Jabat al-Nusra abbiano
sbeffeggiato le truppe addestrate dagli americani: non hanno alcun seguito. Non
si parla più neppure dell’offensiva per riprendere all’Isis Mosul. Lo stesso
premier iracheno ha detto chiaro e tondo che le uniche forze di cui dispone
sono le milizie sciite appoggiate dai Pasdaran iraniani. Dell’esercito iracheno
restano malinconiche divise, svuotate di uomini e ideali, come l’unitÃ
nazionale del Paese, affondata nel 2003 con l’invasione americana.
contraddizioni sono evidenti. I confini sono labili come le idee, assai vaghe,
su quali forze “politiche†possano affermarsi se non quelle dotate di milizie
agguerrite. Lo dimostra il fatto, riportato dal New York Times, che i jihadisti di Jabat al-Nusra abbiano
sbeffeggiato le truppe addestrate dagli americani: non hanno alcun seguito. Non
si parla più neppure dell’offensiva per riprendere all’Isis Mosul. Lo stesso
premier iracheno ha detto chiaro e tondo che le uniche forze di cui dispone
sono le milizie sciite appoggiate dai Pasdaran iraniani. Dell’esercito iracheno
restano malinconiche divise, svuotate di uomini e ideali, come l’unitÃ
nazionale del Paese, affondata nel 2003 con l’invasione americana.
Il
Califfato ha un obiettivo politico: l’Occidente e i suoi pseudo alleati
regionali non ne hanno uno comune. Perché pseudo alleati? Si dice che l’Isis
mette in discussione la legittimità di regimi filo-occidentali. In realtà per
la Turchia e le monarchie arabe del Golfo il Califfato è lo strumento di una
strategia: abbattere Assad e prendersi una rivincita contro il governo sciita
iracheno che ha sostituito Saddam, una successione giudicata un inaccettabile
regalo a Teheran. Avete mai sentito le monarchie del Golfo lamentarsi per la
distruzione del patrimonio archeologico iracheno e siriano, o invocare la
protezione delle minoranze? Non si offrono neppure per accogliere profughi
siriani.
Califfato ha un obiettivo politico: l’Occidente e i suoi pseudo alleati
regionali non ne hanno uno comune. Perché pseudo alleati? Si dice che l’Isis
mette in discussione la legittimità di regimi filo-occidentali. In realtà per
la Turchia e le monarchie arabe del Golfo il Califfato è lo strumento di una
strategia: abbattere Assad e prendersi una rivincita contro il governo sciita
iracheno che ha sostituito Saddam, una successione giudicata un inaccettabile
regalo a Teheran. Avete mai sentito le monarchie del Golfo lamentarsi per la
distruzione del patrimonio archeologico iracheno e siriano, o invocare la
protezione delle minoranze? Non si offrono neppure per accogliere profughi
siriani.
Questa
è in sintesi la situazione che affrontiamo con una buona dose di ipocrisia
perché a questi alleati l’Occidente è legato da inestricabili interessi
economici. Le potenze regionali vedono le ondate dei rifugiati come un altro
mezzo per mettere pressione agli occidentali e coinvolgerli in guerre che
favoriranno gli schieramenti più estremisti: dopo l’Iraq anche la Siria sarÃ
svuotata dalla sua borghesia che non ne vuole sapere della loro versione
radicale dell’Islam. Con guerre sbagliate come l’Iraq, la Siria e la Libia,
americani ed europei hanno contribuito a propagandare il jihadismo e a
distruggere gli stati-nazione che avevano creato nell’era coloniale e
post-coloniale. La fine di un’epoca si conclude con una tragica mascherata.
è in sintesi la situazione che affrontiamo con una buona dose di ipocrisia
perché a questi alleati l’Occidente è legato da inestricabili interessi
economici. Le potenze regionali vedono le ondate dei rifugiati come un altro
mezzo per mettere pressione agli occidentali e coinvolgerli in guerre che
favoriranno gli schieramenti più estremisti: dopo l’Iraq anche la Siria sarÃ
svuotata dalla sua borghesia che non ne vuole sapere della loro versione
radicale dell’Islam. Con guerre sbagliate come l’Iraq, la Siria e la Libia,
americani ed europei hanno contribuito a propagandare il jihadismo e a
distruggere gli stati-nazione che avevano creato nell’era coloniale e
post-coloniale. La fine di un’epoca si conclude con una tragica mascherata.
Fonte:
Il Sole 24 Ore, 8 settembre 2015.
Titolo originale: “Troppe ipocrisie: L’Occidente non dà risposte al Medio
Orienteâ€
Il Sole 24 Ore, 8 settembre 2015.
Titolo originale: “Troppe ipocrisie: L’Occidente non dà risposte al Medio
Orienteâ€
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