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Le opzioni degli USA in Ucraina: scatenare una Guerra religiosa?

'C''è chi vuol trasformare la guerra civile in religiosa scatenando i vari gruppi Ortodossi l’un contro l’altro. Geografia religiosa di una polveriera [The Saker] '

Le opzioni degli USA in Ucraina: scatenare una Guerra religiosa?
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6 Luglio 2016 - 05.23


ATF

di The Saker.

Ascoltando i media imperiali uno potrebbe giustamente
pensare che in Ucraina non stia succedendo niente di eccezionale e che la crisi
si sia in qualche modo appianata.


Beh, perché no? Recentemente ci sono state le elezioni
che sembra si siano svolte regolarmente; la Russia sta ancora dimostrando la
sua cattiva volontà e il suo comportamento aggressivo verso l’Europa, ma almeno
Putin è stato obbligato a rilasciare la Giovanna D’Arco ucraina (cioè Nadezhda
Savchenko); ci sono speranze che il fronte unito formato da Unione Europea e
NATO alla fine obbligherà Putin a fermare la sua aggressione nei confronti
dell’Ucraina e ad aderire agli Accordi di Minsk. Ah, e infine la Banca
Nazionale Ucraina ha annunciato, non sto scherzando, il ritorno alla crescita
(dello 0,1%) nel primo quarto del prossimo anno.


Purtroppo la disconnessione fra queste assurdità e la
realtà è totale.


È vero che si sono tenute delle elezioni ma sono state
tutt’altro che libere, i neonazisti sono ora più influenti che mai e il fatto
che Putin abbia effettivamente accettato di scambiare la Savchenko per due
cittadini russi accusati di essere, non sto scherzando, agenti speciali delle
GRU Spetsnaz, è stato un suo modo subdolo per fare in modo che la Savchenko
smetta di essere un suo problema e diventi invece un problema di Poroshenko (e
perfino della Timoshenko). Per quanto riguarda gli Accordi di Minsk, la Russia
non ne fa affatto parte: è soltanto un garante insieme a Germania e Francia. Ma
d’altra parte Poroshenko è ancora al potere, la gente riesce ancora a comprare
merci nei negozi e non c’è stata una nuova “Maidan”, quindi vedendole da fuori
si può dire che le cose non vadano troppo male.


Il problema di questa immagine così ottimistica è che
nessuno a Langley ci crede veramente.


I ragazzi di Langley sanno che l’economia Ucraina è
praticamente morta e si sta dirigendo verso il suo inevitabile dissesto per
inerzia. Sanno che i servizi del governo sono tenuti in vita a malapena dagli
aiuti occidentali, i quali non sono comunque sufficienti per mantenere
l’autorità del governo centrale, che sta diventando gradualmente sempre meno
rilevante e sostituito da “autorità” locali (oligarchi e criminali). Ancora più
importante, hanno perso ogni speranza di trascinare la Russia in questo
conflitto e stanno vedendo chiari segni che il “Fronte Europeo” si sta
rompendo: Francia, Italia e altri stanno già mostrando segni di disappunto per
la situazione attuale come anche la Germania (tutti questi paesi hanno le loro
“Langley” che stanno facendo esattamente le stesse tragiche previsioni). E
quindi la domanda principale per gli USA è: cosa facciamo adesso?


Il progetto iniziale era quello di rendere l’Ucraina una
specie di “buco nero” che avrebbe risucchiato le risorse economiche, politiche
e militari della Russia, idealmente facendo in modo che la Russia occupasse il
Donbass. Ma ora che i Russi hanno rifiutato di farsi risucchiare, è l’Europa a
risultare minacciata dal buco nero Ucraino.


Gli Americani probabilmente adesso capiscono che è ormai
troppo tardi per rimettere insieme i cocci e hanno ragione. Anche se, in teoria,
con uno sforzo congiunto di USA, la UE e la Russia si potrebbe – con costi
altissimi – provare a ricostruire l’Ucraina, la realtà politica rende
impossibile questa azione congiunta almeno per il prossimo futuro.


Capiscono anche che, grazie alle parole sincere della
signora Nuland, la colpa per il disastroso risultato in Ucraina verrà data agli
USA (il che non è del tutto giusto perché anche gli europei sono colpevoli, ma
così è la vita…).


E se “perdere la Siria” è stato già abbastanza brutto,
“perdere l’Ucraina” danneggerà in modo irreparabile gli USA sfatando
chiaramente il mito dell’onnipotenza americana. E questo è molto serio,
specialmente per un Impero che ha praticamente rinunciato ai negoziati e alla
diplomazia e che manda soltanto ultimatum.


Quindi quali sono le opzioni per gli Stati Uniti?


È difficile prevedere ora quello che gli Strati Uniti
potrebbero fare. La normale pratica americana in questi frangenti è
semplicemente quella di dichiarare vittoria e andarsene. Questo funzionerebbe
in Africa o in Asia ma nel mezzo del continente Europeo non è un’opzione
possibile e risulterebbe in un disastro per le pubbliche relazioni statunitensi.


La seconda opzione potrebbe essere quella di accusare gli
stessi ucraini di tutto e provare a proteggere Polonia, Slovacchia, Ungheria,
Romania e Moldova dalle inevitabili conseguenze del caos che verrebbe generato.
In questo caso il rischio, almeno dal punto di vista degli Stati Uniti, è che
la Russia e i suoi alleati Novorussi sarebbero abbastanza liberi di muoversi
nel vuoti che si creerebbero e questo è qualcosa che gli USA non possono
assolutamente accettare. Gli americani si ritroverebbero Zakharchenko a Kiev o
rivolte pro-russe a Odessa e questo è semplicemente oltre l’inaccettabile.


Il che lascia
aperta solo una terza opzione: far esplodere intenzionalmente l’Ucraina.


Rostislav Ishchenko, a mio parere il miglior specialista mondiale
dell’Ucraina, ha recentemente iniziato ad avvisarci che un tale meccanismo è già partito: trasformare la guerra
civile in una guerra religiosa scatenando, non i Latini (Cattolici Romani)
contro gli Ortodossi, ma vari gruppi Ortodossi l’uno contro l’altro. Fatemi
spiegare.

Come qualunque cosa in Ucraina, la storia delle varie
giurisdizioni Ortodosse in Ucraina è molto complessa e risale a molti secoli
fa. In questo articolo non posso approfondire la discussione di questo
interessante argomento ma voglio indicare alcuni punti chiave.

Ci sono tre gruppi principali che si autodefiniscono la
“vera” o “canonica” Chiesa Ortodossa Ucraina: il più grande è la Chiesa Ortodossa Ucraina Autonoma del Patriarcato di Mosca
(AUOC-MP), seguita dalla Chiesa Ortodossa Ucraina del Patriarcato di Kiev (UOC-KP) e
infine la Chiesa Ortodossa Autocefala Ucraina (UAOC). Naturalmente
tutte e tre sostengono di essere i veri rappresentanti della legittima
Ortodossia Ucraina.

[personalmente non considero legittima o veramente
Ortodossa nessuna delle tre e quindi non ho interessi personali in gioco su
questo argomento]

La AUOC-MP è la più grande delle tre. Si autogoverna ma
non è completamente indipendente. È in completa comunione con tutte le altre
Chiese Ortodosse “ufficiali” (cioè “approvate dallo Stato”). È vista come la
“mano del Cremlino” da parte dei nazionalisti.


La UOC-KP è stata fondata [nel 1992 N.d.T.] da un ex
vescovo del Patriarcato di Mosca, Filaret
Denisenko
, che creo’ uno scisma dalla COUA-PM (il che è ironico
considerando che Filaret era un ex “vicario” del Patriarca di Mosca  Pimen I ed era perfino considerato essere uno
dei suoi probabili successori). Anche secondo gli standard sovietici Filaret è
sempre stato noto per essere un uomo eccezionalmente immorale, corrotto e senza
principi ma il Patriarcato di Mosca lo scomunicò solo quando lui se ne andò per
creare la propria chiesa.


La UAOC è
sostanzialmente una creazione del 1921 della Repubblica Nazionale Ucraina del
1917 (così come il Patriarcato di Mosca è una creazione del 1937 dello Stato
Bolscevico del 1917) e rappresenta la versione “non sovietica” della Cristianità
ucraina, infatti molti dei suoi sacerdoti sono stati perseguitati dallo Stato
Sovietico.


Quello che rende unica questa situazione sono due
fattori:

·      
storicamente il
territorio che oggi è conosciuto come Ucraina è stato principalmente
appartenente al Patriarcato di Costantinopoli fra il decimo e il
diciassettesimo secolo (questa è una semplificazione grossolana ma
sostanzialmente corretta)

·      
il Patriarcato di
Costantinopoli è oggi in disperata ricerca di notorietà (è molto piccolo ed è
soggetto alle autorità Turche) ed è in pessimi rapporti con Mosca


Quindi c’è un
rischio molto reale che le autorità di Kiev decidano di dichiarare la AUOC-MP
come la “Chiesa di un paese aggressore” e che ordinino che tutte le parrocchie,
i monasteri e gli altri edifici attualmente di proprietà dell’AUOC-MP siano
trasferiti di diritto alla UOC-KP e/o alla UAOC.

C’è anche la
possibilità che il Patriarca di Costantinopoli possa decidere di “ascoltare le
grida dei fedeli” e di riconoscere la UOC-KP e/o la UAOC come parti autonome
del Patriarcato di Costantinopoli prendendo in questo modo tutta l’Ucraina
sotto il suo controllo.

E anche se le
autorità di Kiev non dichiarano la AUOC-MP come libero territorio di caccia per
pogrom o espropriazioni illegali, possono semplicemente guardare da un’altra
parte e lasciare fare l lavoro sporco alle squadre della morte neonaziste (come
la famigerata Aidar).


Quanto è grande questo rischio?


Io direi che è piuttosto alto. Creare una guerra civile è
il modo ideale per il regime di Kiev di accusare la “mano di Mosca” per tutti i
problemi. Gli smidollati europei dovrebbero adeguarsi alla sceneggiatura (statunitense)
e condannare Putin perché “scatena i russofoni” in Ucraina e perché “utilizza
la minoranza russa filo-moscovita per iniziare una nuova fase nella guerra
ibrida contro l’Ucraina sovrana”.


Un tale conflitto permetterebbe anche di unificare le
fazioni politiche controllate dagli oligarchi con i neonazisti che al momento
sono nella modalità “opposizione moderata”. Per gli oligarchi sarebbe l’opportunità
perfetta per assassinare qualcuno dell’opposizione neonazista (per esempio la Savchenko)
e accusare gli “agenti di Mosca”.


Ultimo ma non meno importante, l’eruzione di disordini
fra Ortodossi sarebbe il pretesto perfetto per scatenare gli SBU (il KGB degli ucraini)
contro qualunque partito di opposizione.


Come nel caso della guerra contro il Donbass, Putin
verrebbe soggetto a pressioni tremende all’interno della Russia affinché “faccia
qualcosa su tutto questo” e qualcuno non si esimerebbe dal pretendere che dei carri
armati russi siano spediti verso Kiev. Naturalmente Putin non concorderebbe mai
con una tale follia, ma tale rifiuto gli nuocerebbe nettamente agli occhi dell’opinione
pubblica russa, un altro bel risultato che scaturirebbe da un tale conflitto
interno fra ortodossi in Ucraina.


Per il momento l’Impero sta limitando la sua guerra
informativa russofoba a piccole azioni come escludere gli atleti russi dalle
Olimpiadi in Brasile, focalizzarsi solo sugli hooligan Russi a Euro2016 in Francia
e dare il premio Eurovision a una cantante politicizzata, contro tutte le
regole di Eurovision.


Queste sono cose sicuramente fastidiose ma molto limitate
nei loro effetti: è vero, fa sembrare la Russia come il “malvagio non
civilizzato” agli occhi dei telespettatori idioti in Occidente, ma ci sono
molte persone che non ci credono e che vedono la realtà dei fatti, il che serve
a consolidare il supporto del popolo russo nei confronti di Vladimir Putin.


Alla fine è inutile far rivoltare l’opinione pubblica occidentale
contro Putin: quel che l’Impero vorrebbe veramente fare sarebbe far rivoltare
l’opinione pubblica russa contro Putin: questo sarebbe il vero Premio, almeno
per i ragazzi di Langley.


E quindi quale sarebbe il modo migliore per incendiare
ulteriormente l’Ucraina dando nel contempo l’impressione al popolo russo che
“Putin ha tradito il popolo ortodosso”, se non lo scatenare una guerra
religiosa?


Conosciamo tutti le famose parole di un ufficiale
statunitense in Vietnam: “si è resonecessario distruggere la città per poterla salvare”. In questo momento
abbiamo il rischio autentico che gli USA decidano di distruggere l’Ucraina per
poterla salvare, specialmente se i neoconservatori riprenderanno il pieno
controllo dell’Esecutivo con una presidenza di Hillary.

Traduzione a cura di Andrea Bovenga.

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