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di Pier Giorgio Pinna – lanuovasardegna.gelocal.it.
LA MADDALENA. Ancora emergenze: non cessa la polemica sulle bonifiche nell”ex arsenale militare. Stavolta l”allarme dall”arcipelago del G8 mancato si estende a tutta la Sardegna. Con una mozione che equivale a un esposto-denuncia circostanziato la consigliere regionale dei Rossomori Claudia Zuncheddu solleva nuovi interrogativi. Contesta le procedure di smaltimento dei veleni dichiarate dalla Protezione civile e l”idoneità dei siti dove le scorie sarebbero state collocate.
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Soprattutto: grazie a un pool di specialisti mette in luce le tante incongruenze delle versioni ufficiali.
«La strage senza fine legata alle patologie tumorali fra noi sardi non può continuare a consumarsi nell”indifferenza delle istituzioni e nell”inconsapevolezza della gente – dice l”esponente politica – Sono condanne a morte firmate: la vita, da noi, vale poco, come in tutte le situazioni coloniali».
Il perché lo spiega subito: «Delle 62mila tonnellate di materiale dragato dai fondali della Maddalena il 21%, pari a 13.020 tonnellate, è stato considerato dalle stesse autorità competenti “speciale” e “altamente pericoloso” per la salute – sostiene – Eppure, troppe domande restano nell”aria, senza risposte. Dove sono finiti i rifiuti tossici? Hanno davvero varcato il mare per essere trattati in centri della penisola, come si afferma? O sono tuttora nascosti in Sardegna?». «Con l”aiuto di alcuni esperti abbiamo fatto i conti sui trasporti in camion e via mare, ma quei conti non tornano – incalza Zuncheddu, che è la presidente del movimento dei Rossomori – Presumibilmente, materiale nocivo non ha mai lasciato l”isola. Ecco perché, a garanzia dei sardi, chiediamo di conoscere la verità ».
Finora l”inchiesta della magistratura a carico della «cricca» alla Protezione civile non ha evidenziato ipotesi di reato in questa direzione. Uno dei principali accusati, Angelo Balducci, ha sostenuto che le scorie nocive nel 2008-2009 sono state portate via dall”isola e smaltite in discariche speciali. La stessa versione, avvalorata da Guido Bertolaso, è stata riproposta in Parlamento.
Ecco invece gli elementi raccolti dai Rossomori e indicati nella mozione. Dopo aver analizzato le ricostruzioni ufficiali sulla bonifica, si rileva come emergano «forti perplessità » su una serie di punti.
Numero 1: dalle dichiarazioni delle autorità emerge che «sarebbero state raccolte 1377,77 tonnellate al giorno».
Numero 2: «sempre dai dati ufficiali, risulta che in un periodo di 45 giorni sono state impiegate 3 navi per trasportare le 62mila tonnellate: ognuna avrebbe quindi trasportato in media 459,25 tonnellate al giorno». Ma, considerando che, sempre secondo la stessa versione, in un mese e mezzo sono stati utilizzati 2000 viaggi/autocarri per il trasporto verso la penisola, da tutto ciò deriverebbe «che ne siano stati usati circa 45 ogni giorno (esattamente: 44,4), più o meno 15 per ciascuna nave». Ogni camion avrebbe quindi trasportato 30,6 tonnellate.
Punto numero 3: la bonifica a mare avrebbe comportato il dragaggio di un”area di circa diciassette ettari. Con 70mila metri cubi di sedimenti portati via in circa sette mesi.

«Dobbiamo poter acquisire e prendere visione delle planimetrie con l”esatta ubicazione delle aree interessate ai lavori – sollecita l”esponente dei Rossomori – Vogliamo sapere, fra l”altro, se è vero che i sedimenti recuperati in mare siano stati seppelliti in una banchina portuale. Se la zona circostante sia stata dragata e in che misura. E infine che tipo d”intervento si è svolto nell”isola di Santo Stefano, sempre che ci sia stato, vicino all”ex approdo per i sommergibili Usa».
Fonte: http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/%C2%ABdati-inverosimili-sulla-bonifica%C2%BB/1912352.
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