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Mancata condanna Standard & Poor’s: il giudice chiede più tempo per spiegarsi

Sentenza Trani: chiesta proroga per deposito motivazioni. Fu un danno da 100 miliardi di euro, ma per il giudice non fu un reato intenzionale. Il PM potrebbe fare appello con buone speranze

Mancata condanna Standard & Poor’s: il giudice chiede più tempo per spiegarsi

Redazione

20 Luglio 2017 - 09.19


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Sentenza di Trani: chiesta proroga per deposito motivazioni
 
di Alberto Micalizzi.
 
TRANI – È stata chiesta la proroga di 90 giorni per il deposito delle motivazioni della sentenza del 30 Marzo 2017 relativa al processo per manipolazione di mercato da parte di Standard&Poor’s.
Ricordiamo che la sentenza non ha negato i fatti, cioè la comunicazione di notizie infondate o errate riguardanti lo stato dei conti pubblici del Tesoro e del settore bancario italiani. Ha piuttosto ritenuto che non sussistesse l’elemento soggettivo del reato, ovvero l’intenzionalità da parte di Standard&Poor’s.
Detto in parole povere, il Giudice non ha negato che l’agenzia di rating abbia comunicato notizie false o errate ma ha ritenuto che non vi era l’intenzione di arrecare danni né di trarre beneficio da ciò.
Per queste ragioni, le motivazioni che il Giudice deve depositare attengono a questioni di diritto. Devono trovare argomenti convincenti per dare sostegno a una tesi precisa: ossia che l’agenzia di rating non intendesse causare la perdita del 10% del valore dei BTP, innescare una crisi di Governo attraverso l’ampliamento dello spread BTP-BUND e il generale incremento del costo della raccolta di capitali per tutto il sistema Italia, danni che la Corte dei Conti ha sommariamente stimato in oltre 100 miliardi di Euro.
Va anche tenuto conto che il Pubblico Ministero Michele Ruggiero ha discusso una requisitoria di raro dettaglio qualitativo e quantitativo, una requisitoria durata oltre 8 ore nelle quali sono state fornite prove oggettive, intercettazioni, e-mail, riferimenti puntuali a fatti e persone, dati pubblici di Banca d’Italia e numerosi altri elementi tangibili a comprova della responsabilità soggettiva degli imputati.
Non sorprende, quindi, che il Giudice necessiti di più tempo per argomentare le proprie motivazioni. Una circostanza, questa, che lascia ben sperare riguardo alle concrete possibilità che la Procura di Trani possa ricorrere in Appello contro la sentenza, con ottime probabilità di ottenere la giusta condanna per gli imputati.
L’Italia onesta è con Michele Ruggiero.
 
 
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