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Nessuno è più complottista delle élites occidentali

'In seno all''establishment dell''Occidente si definiscono cospirazionisti solo quelli che non condividono le teorie del complotto che formulano i potenti [Neil Clark]'

Nessuno è più complottista delle élites occidentali

Redazione Modifica articolo

14 Novembre 2013 - 23.18


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di Neil Clark.

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Per
molto tempo, i custodi della verità ufficiale dell”Occidente hanno deriso
quelli che sostenevano che il leader dei palestinesi Yasser Arafat fosse stato
assassinato. E quanto a quelli che affermavano che fosse stato avvelenato da
Israele, naturalmente si tratta dei soliti fanatici delle teorie
cospirazioniste!

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Ma
proprio quelli che hanno ridicolizzato chi sosteneva l”idea che Arafat fosse
stato avvelenato sono, in linea di massima, le stesse persone che asseriscono,
senza alcuna ombra di dubbio, che la spia Aleksandr Litvinenko sia stato
avvelenato dalle autorità russe, a Londra, nel 2006.

Ora,
noi non possiamo dare ancora oggi per certo che Arafat sia stato effettivamente
avvelenato, o che Israele sia stato responsabile della sua morte, ma dopo la
pubblicazione delle notizie della scorsa settimana, secondo cui alcuni
scienziati svizzeri avrebbero trovato livelli di Polonio-210 diciotto volte più
alti del normale nella salma, riesumata, di Yasser Arafat, diventa molto più
difficile, per i difensori delle élite occidentali, definire con arroganza come
“stravaganti” quelli che affermano che Arafat sia stato assassinato.

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Ciò
che i casi di Litvinenko ed Arafat ci mostrano è che esistono teorie del
complotto “ufficialmente approvate”, e teorie del complotto che non
godono di un simile beneplacito.

Etichettare
persone come “complottiste”, da parte dei difensori delle verità
ufficiali dell”Occidente, non ha niente a che vedere con quante prove possano
supportare una verità, né con la qualità di tali prove, ma è piuttosto una
dichiarazione politica, basata su chi sia il destinatario delle teorie del
complotto e chi sia quello che le sostiene.

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I
difensori delle verità ufficiali in seno all”establishment non sono giudici
obiettivi, ma sono pesantemente prevenuti, ed etichettano qualunque idea che
non approvano come una “teoria del complotto”. Definire qualcuno un
“complottista” è la loro modalità operativa standard per dichiarare
che una certa persona deve essere isolata, cioè che egli/ella sia una fonte di
informazioni inaffidabili, e sia una persona “stravagante”. È questo
il modo in cui il dissenso e il dibattito sono soffocati in quelle che
apparentemente sono società libere e democratiche, ed è questo il modo in cui
le persone che sfidano la narrazione dominante dell”establishment sono
deliberatamente marginalizzate.

Ancora,
la più grande delle ironie è che negli ultimi venti anni, i più grandi
propalatori di teorie della cospirazione siano stati proprio le élite politiche
dell”Occidente ed i loro guardiani della verità ufficiale, così rapidi
nell”accusare gli altri di propagare teorie del complotto.

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Sono
loro che hanno sostenuto, con grande zelo, la teoria del complotto secondo cui
Saddam Hussein disponeva di armi di distruzione di massa nel 2003. Questa fu
una teoria che ebbe reali e mortali conseguenze, portando ad una guerra
clamorosamente illegale ed alla morte di almeno mezzo milione di persone.
Questi guardiani delle élite hanno inoltre diffuso e sostenuto la teoria della
cospirazione secondo cui l”Iran ha segretamente sviluppato e prodotto armi
nucleari – ancora una volta, senza produrre alcuna prova conclusiva. Questa
teoria del complotto ha portato alla imposizione di sanzioni draconiane sulla
repubblica islamica, sanzioni che hanno causato grande sofferenza alla
popolazione civile ed alla gente comune.

Nel
corso del 2013, i teorici delle cospirazioni approvate dall”establishment ci
hanno provato ancora una volta, affermando con grande convinzione che era stato
il Governo siriano a lanciare gli attacchi chimici di Ghouta, anche se ancora
oggi noi non sappiamo per certo chi sia stato l”effettivo responsabile.

Altre
teorie della cospirazione “accettabili” riguardano le elezioni
politiche, quando le elezioni dei paesi stranieri accade siano vinte dalla
parte “sbagliata”, che è quella che le élites occidentali non vogliono
veder vincere. In quel caso, regolarmente si afferma che le elezioni siano
state “truccate” o “rubate”. Così, le ultime elezioni
vinte, in Venezuela, da Hugo Chávez sarebbero state vinte non perché Chávez era
realmente popolare ed era amato dalla sua popolazione, ma perché aveva truccato
i risultati. Le stesse affermazioni fatte nel 2009 contro Mahmoud Ahmadinejad
quando fu rieletto come Presidente dell”Iran.

Ma
quando si chiede ai custodi delle verità ufficiali di fornire le prove delle
loro affermazioni sui brogli elettorali, ecco il silenzio.

Stephen
Hildon, un commentatore politico, ha chiesto su Twitter ad uno di questi
“detentori della verità” di provare la sua affermazione secondo cui
Hugo Chávez si sarebbe impegnato in una vasta attività di alterazione dei
risultati di un”elezione nazionale. Ad oggi, non ha ancora rivevuto una
risposta.
 

Nei
circoli delle élite occidentali, è OK affermare ch l”Iraq possedeva armi di
distruzioni di massa, anche se non è vero. È OK dire che l”Iran ha un programma
nucleare. È OK affermare che sia stato il Governo della Siria a lanciare
attacchi chimici contro la propria popolazione. È OK affermare che Hugo Chávez
si sia impegnato in una vasta attività di frode elettorale. Quando il paese in
discussione è un “nemico ufficiale”, non servono prove per fare delle
affermazioni contro di esso. Non serve nemmeno che le affermazioni siano
logiche.

Perché
è il senso comune a dirci che se Bush e Blair avessero sinceramente ritenuto
che l”Iraq possedesse armi di distruzione di massa nel 2003, essi non avrebbero
attaccato, e forse nemmeno tentato di attaccare il paese. Il senso comune ci
dice anche che sarebbe stata pura follia, da parte del Governo siriano,
lanciare un esteso attacco chimico nei pressi di Damasco proprio mentre gli ispettori
dell”ONU si trovavano in città, e mentre i falchi a favore del conflitto in
Occidente non aspettavano che un qualunque pretesto per lanciare un attacco
militare nel paese. E tuttavia ci si aspetta ancora che noi ci si beva queste
teorie, nonostante la mancanza di prove ed il fatto che siano del tutto prive
di senso.

Al
contrario, se il paese sotto osservazione è un paese occidentale, o un alleato
dell”Occidente, come Israele, chiunque faccia una qualsiasi affermazione contro
le sue azioni – affermando che quel paese abbia assassinato qualcuno, o che sia
stato coinvolto in losche ed equivoche operazioni – sarà sicuramente chiamato
un “complottista”, anche se quanto egli affermi risulti essere
particolarmente logico e basato su fatti.

Per
chi continua a sfidare la narrazione dominante dell”establishment
dell”Occidente, è allora giunto il momento di passare all”offensiva e di
prendersi una rivincita su chi strilla “complottista” contro chiunque
osi mettere in discussione la linea ufficiale. Cosa determina se una certa idea
sia effettivamente una teoria del complotto dovrebbe essere solo la prova della
cospirazione, o la sua assenza, ed una analisi di chi possa essere il vero
beneficiario di una determinata azione. Di certo, non dovrebbe essere la mera
opinione di coloro i quali sono stati nominati come gli arbitri tenuti a
stabilire senza appello cosa sia una teoria del complotto e cosa no.

Un”altra
affermazione che è stata sovente fatta dai custodi della verità ufficiale è che
la base delle teorie del complotto sia l”antisemitismo. In altre parole, tirano
fuori una teoria del complotto sulla natura delle teorie del complotto
.
Quindi, se voi credete o diffondete ciò che i custodi della verità hanno
giudicato essere teorie del complotto siete degli “stravaganti”, e
non solo: siete anche antisemiti, o, più precisamente, anti-ebraici. Lo scopo è
chiaramente quello di garantire che chi non si trovi sulle posizioni ufficiali
del governo siano totalmente isolati, posto che, per ovvie ragioni, essere
accusati di nutrire posizioni antiebraiche dopo gli orrori del nazismo e
dell”olocausto è qualcosa che la maggior parte delle persone preferirebbe
evitare.

Ancora,
nessuna prova conclusiva è stata fornita a sostegno della teoria secondo cui le
teorie del complotto siano intrinsecamente anti-ebraiche, e una qualunque seria
ed obiettiva analisi delle varie teorie del complotto porterebbe a respingere
tale idea come ridicola, ma tutto ciò ha un”importanza relativa, posto che i
custodi delle ̩lite possono permettersi Рa differenza dei dissidenti Рdi fare
qualunque tipo di affermazione senza dover esibire delle prove.

Il
fatto è che se voi state cercando di trovare delle strampalate teorie del
complotto, allora l”esperienza degli ultimi venti anni ci dice che il posto
migliore in cui trovarle non si trovi in periferici siti Web, o su media
“alternativi”, ma nelle voci – e nelle penne – degli stessi guardiani
della verità ufficiale.

Che
si tratti dell”affermazione secondo cui l”Iraq è in grado di dislocare le sue
armi di distruzione di massa nel giro di quarantacinque minuti, o che si tratti
dello sviluppo delle armi nucleari in Iran, o che Hugo Chávez bari sui
risultati elettorali, nessuno è in grado di costruire teorie del complotto
migliori di quelle prodotte dalle stesse élite Occidentali.

Traduzione
per Megachip a cura di Giampiero Obiso.

Neil Clark Ã¨ un giornalistascrittore e conduttore televisivoIl suo blog – vincitore di premi – èwww.neilclark66.blogspot.comLo si può seguire qui su Twitter

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