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Trump: il business contro la guerra

'Trump cerca di ristabilire la convenienza dell''economia di pace e rilanciare il commercio mondiale su nuove basi, diverse dall’attuale globalizzazione. [T. Meyssan]'

Trump: il business contro la guerra

Redazione Modifica articolo

16 Febbraio 2017 - 20.38


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«Sotto i nostri occhi» – Cronaca di politica
internazionale n°223

di Thierry Meyssan.

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Thierry
Meyssan ci invita a osservare Donald Trump senza starlo a giudicare con gli
stessi criteri dei suoi predecessori, ma cercando di capire la sua propria
logica. Osserva che il presidente degli Stati Uniti sta cercando di ristabilire
la pace e di rilanciare il commercio mondiale, ma su nuove basi, completamente
diverse dall’attuale globalizzazione.

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Per capire l”amministrazione Trump, si legga anche

– «Trump:
l’11 settembre basta e avanza
», 26 gennaio 2017.

Nell’immagine in apertura: Donald
Trump inaugura lo «
Strategy and Policy Forum» alla Casa Bianca (3 febbraio 2017).

DAMASCO (Siria)  –  Nel
cercare di rovesciare il potere che lo ha preceduto, che sta ancora cercando di
preservarsi malgrado lui, il presidente Trump non può comporre la sua
amministrazione basandosi sulla classe politica o sugli alti funzionari. Ha
quindi sollecitato collaboratori nuovi, imprenditori come lui, nonostante il
rischio che questa confusione di generi può comportare.

Secondo l”ideologia puritana, in voga dalla
dissoluzione dell”Unione Sovietica, confondere la politica di uno Stato con i
propri affari privati
è un crimine, ragion per cui
è stata instaurata una separazione rigorosa tra questi due mondi. Al contrario,
nel corso degli ultimi secoli, la politica non era considerata dal punto di
vista morale, ma da quello dell”efficie
nza. Era allora
ritenuto normale associare degli imprenditori alla politica. Il loro
arricchimento personale non veniva considerato come «corruzione», a meno che
non si ingrassassero a danno della Nazione, non certo quando la facevano sviluppare.

Per quanto riguarda i suoi rapporti con
le grandi potenze, il presidente Trump si avvicina alla Russia sul piano
politico e alla Cina sul piano commerciale. Si affida a Rex Tillerson (ex-capo
della Exxon-Mobil), un amico personale di Vladimir Putin, come segretario di
Stato; nonché a Stephen Schwarzman (il padrone della società di capitali e
investimenti Blackstone), un amico personale del presidente Xi Jinping, in veste
di Presidente di una nuova organizzazione consultiva con il compito di proporre
la nuova politica commerciale: il Forum strategico e politico (Strategy and
Policy Forum
), inaugurato dal Presidente Trump il 3 febbraio alla Casa
bianca [1]. L”incontro ha riunito 19 imprenditori di alto livello.
Contrariamente alle pratiche precedenti, i suoi consiglieri non sono stati
scelti in base al criterio che avessero o meno sostenuto il presidente durante
la sua campagna elettorale, né in funzione delle imprese che dirigono, della
loro taglia e della loro influenza, ma piuttosto in termini di loro capacità
personali nel dirigerle.

Rex
Tillerson

In qualità di Amministratore Delegato
di ExxonMobil, Rex Tillerson ha concepito una nuova forma di collaborazione con
i suoi omologhi russi. Gazprom dapprima, Rosneft poi, hanno autorizzato gli statunitensi
a venire a lavorare con loro, a condizione che questi ultimi li autorizzassero a
cooperare con loro altrove. Così i russi hanno investito per un terzo dei fondi
nei progetti della ExxonMobil nel Golfo del Messico, mentre la multinazionale
ha partecipato alla scoperta di un gigantesco campo di idrocarburi nel mare di
Kara [2].

È questo successo condiviso che è valso
a Rex Tillerson l’essere insignito con la Medaglia dell”Amicizia dalle stesse mani
del presidente Vladimir Putin.

La stampa ha sottolineato i legami
personali che egli ha sviluppato con il Presidente russo e con Igor Sechin, il
braccio destro di Putin. Come capo della ExxonMobil, ha affrontato la famiglia
Rockefeller, i fondatori della società. Alla fine, è riuscito a imporre il suo
punto di vista, e i Rockefeller hanno cominciato a vendere le loro azioni al
fine di lasciare la società [3].

Secondo i Rockefeller, petrolio e gas
sono risorse esauribili che saranno presto consumate (una teoria volgarizzata negli
anni ‘70 dal Club di Roma). Il loro uso espelle particelle di carbonio
nell”atmosfera e di conseguenza provoca il riscaldamento globale (una teoria
volgarizzata negli anni 2000 dal GIEC («Gruppo intergovernativo di esperti sui
cambiamenti climatici» e da Al Gore) [4]. È dunque il momento di passare alle
fonti di energia rinnovabili. Al contrario, secondo Rex Tillerson, nulla permette
davvero di convalidare l”idea che il petrolio sia una sorta di compost fatto di
detriti di materiale biologico. Si scoprono continuamente nuovi giacimenti in
aree prive di roccia madre, e a profondità sempre crescenti. Nulla dimostra che
gli idrocarburi si esauriranno nei secoli a venire. E nulla dimostra che le
particelle di carbonio espulse nell”aria dalle attività umane sia davvero la
causa delle evoluzioni climatiche. Per questo dibattito, ognuno dei due campi
ha finanziato una campagna di lobbying intensa nel tentativo di convincere i
decisori politici, in assenza di un argomento determinante [5].

Questi due campi naturalmente difendono
posizioni diametralmente opposte in termini di politica estera. Questo il
motivo per cui la lotta tra i Rockefeller e Tillerson ha certamente avuto un
impatto sulla politica internazionale. Così, nel 2005, i Rockefeller hanno consigliato
al Qatar Рla cui ricchezza ̬ derivata da ExxonMobil Рdi sostenere i Fratelli
Musulmani, e poi, nel 2011, di investire nella guerra contro la Siria.
L”Emirato ha sperperato decine di miliardi di dollari per sostenere i gruppi
jihadisti. Al contrario, Tillerson ha considerato che, sebbene la guerra
clandestina possa andare bene per la politica imperiale, non vada bene per gli
affari. Dopo la sconfitta dei Rockefeller, il Qatar si è progressivamente
ritirato dalla guerra, e ora dedica la sua spesa alla preparazione dei Mondiali
di Calcio.

In ogni caso, al momento,
l”amministrazione Trump non ha preso alcuna decisione di fronte alla Russia, tranne
l’abrogazione delle sanzioni applicate in reazione alla presunta interferenza
russa nella campagna elettorale presidenziale, che sarebbe stata osservata
dalla CIA.

Stephen
Schwarzman

Il presidente Trump ha inizialmente sconcertato
la Repubblica Popolare Cinese, nell’accettare una telefonata della presidente
di Taiwan, nonostante il principio «una sola Cina, due sistemi». Poi si è
scusato con Xi e calorosamente gli ha augurato un «Buon Anno del Gallo di fuoco».

Allo stesso tempo, gli ha fatto un
sontuoso regalo annullando il Trattato Trans-Pacifico. Questo accordo, che non
era stato ancora firmato, era stato concepito, proprio come tutte le decisioni
globaliste nel corso degli ultimi quindici anni, al fine di escludere la Cina
dal processo decisionale.

Il presidente Trump ha aperto un canale
per la trattativa con le principali autorità commerciali e finanziarie della
Cina, attraverso i membri del suo Forum strategico e politico. Il 9,3% della
compagnia di Stephen Schwarzman, Blackstone, è posseduto dal 2007 dal fondo
sovrano della Repubblica Popolare, China Investment Corp. [6], il cui direttore
dell’epoca, Lou Jiwei, è oggi il ministro cinese delle Finanze.

Schwarzman è un membro del Consiglio
consultivo della Facoltà di Economia e Management presso l”Università di
Tsinghua [7]. Questo Consiglio, posto sotto la presidenza dell”ex primo
ministro Zhu Rongji, riunisce le più importanti personalità cinesi e
occidentali. Tra queste ci sono Mary Barra della General Motors, Jamie Dimon di
JPMorgan Chase, Doug McMillon di Wal-Mart Stores, Elon Musk della Tesla Motors
e Indra K. Nooyi della PepsiCo, e siedono parimenti al tavolo del nuovo Forum
strategico e politico della Casa Bianca.

In un precedente articolo, ho fatto
notare che dopo il suo incontro con Jack Ma di Alibaba (anche lui membro del
consiglio consultivo dell”Università di Tsinghua), Donald Trump ha preso in
considerazione la possibilità di aderire alla Banca Asiatica d’investimento per
le infrastrutture. Se ciò dovesse accadere, gli Stati Uniti cesserebbero di
ostacolare la Cina, e s’impegnerebbero in una vera cooperazione per sviluppare le
«Vie della Seta», rendendo così inutili i conflitti in Ucraina e in Siria [8].

La
cooperazione tramite il commercio

Dal momento della dissoluzione
dell”URSS, la politica degli Stati Uniti era fissata dalla «Dottrina
Wolfowitz». Per assicurarsi che il loro paese sarebbe rimasto quello «preminente»,
le amministrazioni successive non hanno mai esitato a lanciare deliberatamente
tutti i tipi di guerre che pure li hanno impoveriti [9].

Naturalmente, questo impoverimento non
ha riguardato tutti. Abbiamo quindi assistito a una lotta intra-capitalista tra
le società che traggono profitto dalla guerra (attualmente BAE, Caterpillar,
KKR, LafargeHolcim, Lockeed Martin, Raytheon, ecc.), e quelle che traggono
profitto dalla pace.

L”amministrazione Trump intende
riavviare lo sviluppo del paese, rompendo con l”ideale di essere «preminente», per
diventare invece, il «migliore». Ciò dovrà avvenire rapidamente. Ci vorranno
anni per aprire le Vie della Seta, anche se la loro costruzione è già in corso.
Di conseguenza, gli Stati Uniti non hanno il tempo di rinegoziare gli attuali
principali trattati commerciali multilaterali. Essi dovranno concludere accordi
bilaterali senza indugio, in modo che i contratti possano essere attuati
immediatamente.

Sapendo quanto sia difficile
riconvertire un”economia di guerra in un”economia di pace, Donald Trump ha
associato al suo Forum strategico e politico un imprenditore di una delle
società che potrebbero svilupparsi anche in tempo di pace così come in tempo di
guerra: Jim McNerney (Boeing).

Thierry Meyssan

NOTE

[1] “Remarks by President Trump in Strategy and Policy Forum”, The White House, February
3rd, 2017.

[2] «Rosneft exploitera le pétrole du golfe du Mexique», par Juliana Gortinskaïa, Traduction Louis-Benoît Greffe, Оdnako
(Russie) , Réseau Voltaire, 8 mars 2013.

[3] “The Rockefeller Family Fund vs. Exxon”, David Kaiser and Lee Wasserman, The
New York Review of Books
, December 8th, 2016.

[4] «L’ecologia
finanziaria (1997-2010)
», di Thierry Meyssan, Оdnako (Russia), Rete
Voltaire
, 6 giugno 2010.

[5] “Exxon Mobil Accuses the Rockefellers of a Climate Conspiracy”, John Schwartz, The New York
Times
, November 21st, 2016. “
Rockefeller Foundations Enlist Journalism in ‘Moral’ Crusade Against
ExxonMobil
”, Ken Silverstein, The Observer, January 6th,
2017.

[6] Annual Report 2008, p. 40 & 56, The Blackstone
Group.

[8] “The
Geopolitics of American Global Decline
”, by Alfred McCoy, Tom Dispatch
(USA) , Voltaire Network, 22 June 2015.

[9] La dottrina Wolfowitz è stata
elaborata nella Defense Policy Guidance for the Fiscal Years 1994-1999. Questo
documento non è mai stato declassificato, ma il suo contenuto è stato rivelato nell’articolo
«
U.S.
Strategy Plan Calls For Insuring No Rivals Develop
», Patrick E. Tyler, New York Times,
8 marzo 1992. Il quotidiano pubblica inoltre degli ampi estratti del rapporto alla
pagina 14: « 
Excerpts
from Pentagon’s Plan : “Prevent the Re-Emergence of a New Rival”
 Â». Informazioni supplementari sono
apportate nell’articolo « 
Keeping
the U.S. First ; Pentagon Would Preclude a Rival Superpower
 Â», Barton Gellman, The
Washington Post
, 11 marzo 1992

Traduzione a cura
di Matzu Yagi.

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