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Google Glass: minaccia privacy e sicurezza?

Non si tratta solo di un nuovo gadget tecnologico, ma di un potente strumento digitale miniaturizzato.
Tecnologia di ispirazione militare [Glauco Benigni]

Google Glass: minaccia privacy e sicurezza?
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31 Ottobre 2013 - 00.44


ATF

di
Glauco Benigni
.

SCHEDA
DATI

Proprietario:
Google Inc.

Fabbricante:
Foxconn

Famiglie
tecnologiche:
realtà aumentata, display ottico da testa,
dispositivi e computer indossabili.

Disponibile
da febbraio 2013:
in Usa solo per sviluppatori e
sperimentatori.

Disponibile
sul mercato Consumatori:
dal 2014.

Prezzo
di lancio:
versione Explorer $ 1500 – versione per
consumatori $ 300-500.

Sistema
operativo:
Android (4.0.4).

Capacità
di stoccaggio:
16 GB di flash totale (12 GB di memoria
utilizzabile).

Memoria:
1 GB di RAM.

Schermo:
640?360 pixel (equivale a 25 pollici visti da 2,5m).

Suono:
a conduzione ossea ma si parla anche di un auricolare mono.

Comandi:
vocali attraverso il microfono, accelerometro, giroscopio,
magnetometro.

Controllo:
Touchpad (lungo la barretta laterale degli occhiali), app. MyGlass
da telefono.

Fotocamera:
5 MP (foto), 720p (video).

Connettività
a Rete Web:
Wi-Fi 802.11b/g, Bluetooth, micro USB

Peso:
50 grammi

«Temo
il giorno in cui la tecnologia supererà la nostra interazione umana.

Il
mondo vedrà allora una generazione di idioti.»

(Albert
Einstein)

Basta
guardare attentamente la scheda dati per capire, anche se non siete
grandi esperti, che non si tratta solo del nuovo gadget tecnologico
di inizio secolo, ma di un potente strumento digitale miniaturizzato.

Da
guerra metropolitana?

Protagonista
di future rivolte e controrivolte di piazza?

Forse
no, anche se la tecnologia è di ispirazione militare. Comunque da
aspiranti 007 certamente sì.

Si
dice: è
un
PC + smart phone da indossare.

Ma
non è solo così, perchè le sue eccezionali facoltà lo rendono
anche pericolosamente
ambiguo.
Grazie alla tecnologia del riconoscimento facciale Google Glass è
infatti in grado di violare segretamente la privacy di quanti
appaiono nel suo campo visivo.
«Abbiamo
ripetutamente dichiarato che

non introdurremo il riconoscimento facciale

nei nostri servizi
»
– diceva il portavoce del progetto Steve Lee a metà maggio, in
risposta ai dubbi espressi dal Congresso Usa . Però aggiungeva
«a
meno che non ci sia una valida soluzione per la tutela della
privacy
».

Da
quel momento le sperimentazioni sono continuate a spron battuto e non
sappiamo se si siano individuate forme di tutela diverse da una luce
che blinka quando i Glass sono in funzione e/o dal fatto che, come in
seguito sostenuto,
«se
qualcuno ti sta filmando non puoi non accorgertene
».

Oltre
a ciò, secondo analisti che si preoccupano anche dell”aspetto
pedagogico e neurologico, l”uso dei Glass sin dalla prima adolescenza
può esser tale da far tendere a zero il bisogno della propria
memoria biologica
.

Immaginate
che un bambino di 10-12 anni cominci ad usarli costantemente. Per lui
l”apprendimento dell”aritmetica, della storia , della geografia e
altro si ridurrà ad una costante consultazione di una sorta di
protesi che gli fornisce informazioni e soluzioni ad ogni domanda. La
sua memoria non sarà sollecitata più di tanto. Il suo senso
dell”orientamento e la ricerca dei percorsi, per allontanarsi o per
rientrare a casa, dipenderanno più da Google Maps che non dalla sua
reale esperienza. Non parliamo poi dell”educazione e delle esperienze
sessuali: un tema questo che ha già sollecitato enormi pruderie in
alcuni ambienti in cui si produce pornografia.

Come
sempre pertanto, ciò che definiamo innovazione tecnologica, assume
un ruolo bivalente nelle nostre vite : da una parte accresce le
nostre capacità e fornisce soluzioni, dall”altra ci inibisce ed
evoca problemi sconosciuti.

Comunque
chi pensava di regalarlo a Natale al figlio o alla fidanzata non avrà
questa gioia. I Boss di Mountain View, padroni di Google Inc., stanno
esasperando la fase di sperimentazione e spostando progressivamente
la data di comparsa sul mercato dei consumatori. L”unica attuale
certezza è un generico: “lo avrete nel 2014”. In Usa forse
saranno in vendita a primavera.

Google
Glass, al dunque, è un computer portatile con un minischermo
(equivalente a 25 pollici visti da 2 metri di distanza)
sovrapponibile a un paio di occhiali comuni e visibile nell”angolo
superiore della lente di destra. È stato sviluppato nell”ambito del
progetto di ricerca detto “Project Glass”. La sua missione
commerciale è immettere nel mercato di massa un minicomputer da
12-16 Gbyte assolutamente diverso dai precedenti. La sua missione
strategica è consentire a Google Inc. di assumere una leadership
incontrastata nell”Era Digitale.

Quest”ultimo
aspetto dovrebbe sollecitare ampie riflessioni: nelle istituzioni
governative
preposte al controllo, nelle associazioni di
consumatori
e negli individui maggiormente consapevoli, se si
considera che l”impero digitale di Mountain View ha, negli ultimi
anni, assunto dimensioni e comportamenti invasivi e aggressivi,
grazie al vasto arcipelago delle sue competenze e servizi che
spaziano dal motore di ricerca più consultato in assoluto a YouTube
e su pe” li rami fino a Google +, a Google Maps, a Google Earth.

Una
Entità che si comporta sempre più in modo sovrannazionale
e che
è percepita dai suoi utenti come un Grande Fratello, autorizzato
da noi a indirizzare le nostre scelte e i nostri gusti e
contemporaneamente sollecitato a spiarci dallo USA PATRIOT Act. Però
inspiegabilmente benevolo.
Per contro il legame che Google
stabilisce con i suoi utenti, di volta in volta regolato
dall”adesione ai Termini e Condizioni d”Uso, appare come un reticolo
di Norme rigide che consentono di sanzionare e allontanare e/o
interdire dall”utilizzazione chiunque non risulti – a supremo
inappellabile parer di Google – gradito.

Google
Glass visualizza le informazioni come uno smartphone ma, ecco la vera
differenza : lascia le mani libere e può comunicare con Internet
tramite comandi vocali
.

Google
sta pensando a partnership con alcuni grandi produttori di occhiali
da sole, fra cui Ray- Ban, ma vuole anche aprire negozi al dettaglio
per consentire ai clienti di provare il dispositivo. Da qualche
giorno circola la notizia per la quale Google sarebbe il proprietario
di due enormi piattaforme galleggianti poste nella baia di San
Francisco e al largo di Portland , le quali sarebbero, secondo alcune
fonti: server extraterritoriali, secondo altre invece :
giganteschi punti di esposizione e vendita da ancorare di volta in
volta, per ora, nei grandi porti delle coste nordamericane.

In
futuro non si esclude la comparsa di altre piattaforme in Asia,
Europa e Sud America.

Attualmente
in USA è in circolazione l”Explorer Edition (versione per la
sperimentazione). Questa non può essere utilizzata da persone che
portano gli occhiali da vista, ma i produttori hanno recentemente
confermato che stanno per fornire una nuova versione : «sarà
un modello anche per miopi e presbiti. E andrà bene anche per gli
occhiali da sole».

Glass
nasce all”interno di “Google X”, un laboratorio top secret
californiano che funziona alle dirette dipendenze di Larry Page,
uno dei padri fondatori di Google. Il progetto è stato annunciato ed
è curato da tre scienziati : Mr. Babak Parviz, un ingegnere
elettronico che si diletta anche a inserire schermi nelle lenti a
contatto ; Mr. Steve Lee, specialista di geolocalizzazione e
Mr. Sebastian Thrun, che lavora anche per realizzare
l”automobile senza autista. Mr. Thad Starner, esperto di
realtà aumentata, è il direttore del progetto.

Sebbene
gli schermi da testa per la realtà aumentata non siano una nuova
idea, il progetto ha scatenato una morbosa attenzione da parte dei
media
. Non solo perchè è firmato Google, ma anche a causa delle
previsioni di vendita adombrate da alcune società di ricerca. Alcune
si limitano a predire 5-8 milioni di Glass nel 2016, altre invece,
tra cui l”autorevole ABI Research, ipotizzano la stratosferica
vendita di 485 milioni di pezzi, da oggi al 2018, appartenenti
all”intera famiglia dei dispositivi indossabili (quindi anche
smartwatches, cuffie e cuffiette, bracciali per sportivi, etc…). E
Google Glass punta a diventare il Re dei dispositivi indossabili.

Il
prodotto aveva affrontato i primi test nell”aprile 2012.
Immediatamente Sergey Brin, l”altro padre fondatore di Google,
l”aveva indossato in pubblico, alla Foundation Fighting Blindness di
San Francisco. Da quel momento i media di tutto il mondo hanno
cominciato a “tracciare” gli sviluppi e gli abilissimi promoter
di Google, come sempre, hanno orchestrato il coro degli informatori,
trasformando le aspettative, il consenso e i dubbi sulla
sperimentazione nella più grande campagna pubblicitaria gratuita mai
realizzata.

Nel
maggio 2012 è stato mostrato il primo video di prova girato con i
Google Glass. Poi si è prestato a fare da testimonial il
vicegovernatore della California, Gavin Newsom. A giugno 2012
paracadutisti e appassionati di mountain bike, in diretta streaming,
hanno confermato le grandi capacità di ripresa video.

Un
anno dopo il vero colpaccio mediatico: il 21 giugno 2013, il medico
spagnolo Pedro Guillen, primario della Clínica Cemtro di
Madrid , è diventato il primo chirurgo della storia che ha
ripreso e trasmesso un intervento nel corso del quale indossava i
Google Glass
.

Grazie
a Droiders, società spagnola , titolare dei diritti del sistema in
Spagna, un impianto di condrociti
nel ginocchio di un paziente di 49 anni, è stato visto in streaming
in tutto il mondo su Internet, permettendo a un altro medico, il
dottor Homero Rivas (Facoltà di Medicina dell”Università di
Stanford, California) di partecipare da posizione remota
all”operazione. L”esperimento è stato ripetuto il 17 settembre 2013
e stavolta è stato seguito in 250 ospedali del mondo. A quel punto
Google Glass era comunque sdoganato se non altro per usi
scientifici e professionali.

Unitamente
alla campagna mediatica è scattata su grande scala la
sperimentazione : a giugno 2013 utenti potenziali del Regno Unito
sono stati sollecitati ad usare il prodotto e hanno rilasciato
commenti sul suo utilizzo.

In
USA qualche mese prima era stato varato il Programma Glass Explorer
dedicato agli sviluppatori di applications e ai consumatori finali. I
candidati dovevano inviare un messaggio – di 50 parole o meno su
Google+ o Twitter con l”hashtag ” # ifihadglass” – ed erano
selezionati durante incontri a New York , San Francisco o Los Angeles
dove ottenevano, per la modica somma di 1500 dollari, la versione
Explorer dei Google Glass. Ovviamente cӏ stato un effetto valanga.
Una grandinata di richieste, poi abilmente selezionate.

Qualcuno
però, dopo essere entrato in possesso dell”oggetto, ha provato a
metterlo all”asta su E-Bay raggiungendo offerte che hanno superato
i 15.000 dollari.

In
occasione delle prime consegne agli sperimentatori si cominciò a
capirne di più: l” Explorer Edition riceve i dati tramite Wi-Fi
oppure via Bluetooth. Il 16 aprile 2013, Google annunciava che la
produzione delle “unità iniziali” per la sperimentazione era
stata completata e rilasciava anche una pagina web di configurazione
per i Glass . Dopo una serie di test sulla qualità audio video e sul
controllo dei volumi, in agosto, sono state selezionate 10.000
persone per testare la prima versione del dispositivo.

Nel
frattempo erano scesi in campo alcuni competitors dalle sigle
altisonanti: parliamo di Microsoft, che ha chiamato a raccolta un bel
numero di partners asiatici e di Samsung che propone di integrare il
suo già esistente smartwatch con un proprio Glass. Tra i concorrenti
cӏ da rilevare anche la presenza di un progetto italiano,
denominato Glass Up, che sembra non sia per niente male.

Per
batterli, già nella fase gestatoria, Google ha puntato allora sulle
Applicazioni, ovviamente recuperando e inserendo nel dispositivo le
proprie applicazioni già esistenti (Google Ora , Google Maps ,
Google+, Gmail, etc…) ma soprattutto sollecitando i suoi
sviluppatori-sperimentatori a darsi da fare e a spronare la fantasia.
Il motto ormai è “l”intelligenza collettiva al nostro
servizio”
.

Grazie
ad un sapiente dosaggio di informazioni riservate al parco
sperimentatori, molti sviluppatori hanno realizzato dunque
applicazioni per Glass. In dettaglio: per gestione notizie,
riconoscimento facciale, manipolazione di foto e condivisione con i
social network, ma anche giochi, ricette di cucina , etc…

Già
il 16 maggio 2013, Google ha annunciato il rilascio di sette nuove
applicazioni, tra cui: gestione appunti (Evernote), notizie di moda
di Elle e “lanci” della CNN.

In
seguito ha annunciato in agosto un lettore video integrato con
controlli di riproduzione, la possibilità di inviare un
aggiornamento di percorso e quella di salvare le note di Evernote.
Diversi altri miglioramenti includono controlli di volume e un
migliore riconoscimento vocale.

Il
riconoscimento vocale è un punto cruciale
. Come accennato
infatti Glass è attivato anche a voce.

All”inizio
i portatori possono semplicemente inclinare la testa a 30° verso
l”alto o toccare l”asta di sostegno che funziona come un touchpad o
dire «OK, Glass».
Una volta in funzione i portatori possono impartire comandi. Ad
esempio : «Scatta una foto»,
«Registra un video»,
«Dimmi in quale anno è
morto Napoleone», «Dammi
indicazioni per andare al Colosseo»,
«Comprami un biglietto per
un concerto», «Invia
un messaggio a Dora» o
altro. I risultati compaiono sul minischermo e le risposte vocali si
ottengono attraverso un transduttore posto accanto all”orecchio, con
un volume però che deve risultare impercettibile alle altre persone
nei pressi. Su quest”ultimo aspetto sono sorte controversie, tant”è
che si parla oggi di un auricolare mono.

Nel
novembre 2012, Glass è stato definito dalla rivista Time «una
delle migliori invenzioni dell”anno»
ma a quel punto sono anche emersi i problemi.

Le
facoltà e la funzionalità di Glass unitamente all”aspetto discreto
e minimalista hanno convinto gli esperti a definirlo «un
dispositivo che minaccia
sia la privacy che la segretezza».

Preoccupazioni
sono state sollevate da varie fonti circa l”intrusione e l”etica.
«Utilizzare il dispositivo
in pubblico e filmare persone senza il loro permesso? Non si può!»

Di
fatto chi indossa tali occhiali può essere in grado di identificare
gli estranei in pubblico utilizzando il riconoscimento facciale o
surrettiziamente registrare e trasmettere immagini e conversazioni
private.

Altre
preoccupazioni sono state sollevate sulla legalità di Glass in
Russia, Ucraina e altri paesi dell”ex Impero Sovietico.

Problemi
di privacy e sicurezza sono stati sollevati da una Commissione del
Governo USA anche nel caso in cui il dispositivo (come se fosse
un”arma potenziale) venisse rubato o perso. Per affrontare queste
emergenze Google ha risposto che sta lavorando a un sistema di blocco
da remoto che utilizza l”interfaccia web.

Molto
determinati appaiono i Casinò: «qui
da noi – dicono a Las Vegas a ad Atlantic City – i Glass non
entreranno mai». Anche molti
bar e ristoranti si associano al divieto. Il Ministero dei Trasporti
inglese e quello del West Virginia in Usa hanno già chiarito che:
«chi indossa i Glass durante
la guida commette un reato penale».

Nel
corso della sperimentazione si è creato inoltre uno strano
“garbuglio”. Il Programma Explorer afferma, a proposito dei
Termini d”Uso, che: «non si
può rivendere, prestare, trasferire o dare il vostro dispositivo ad
altre persone. Se lo fate senza l”autorizzazione, Google si riserva
il diritto di disattivare il dispositivo e nessuno sarà rimborsato».
Considerando che chi ha in mano i Glass li ha anche pagati 1500
dollari, la rivista Wired Usa ha commentato questa politica
scrivendo: «Benvenuti nel
nuovo mondo, quello in cui le aziende vogliono mantenere il controllo
dei loro prodotti , anche dopo che i consumatori li acquistano.
»

Allo
stato attuale quindi non sembra che i Google Glass ( e gli altri
simili dispositivi indossabili) avranno vita facile . Lo scontro con
le Autorità dei diversi Governi è lo scoglio maggiore da aggirare.
Sarà anche perchè molti Governi hanno scoperto che Google non paga
le tasse sui territori da dove trae i suoi profitti?

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