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La Moldova in piazza e il miliardo fantasma

'Un altro angolo d''Europa in grande fermento popolare. Gli oligarchi avevano fatto sparire un miliardo di euro. Enormi manifestazioni contro di loro. [Roberto Quaglia]'

La Moldova in piazza e il miliardo fantasma

Redazione

9 Settembre 2015 - 22.18


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dal nostro inviato, Roberto Quaglia.

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CHISINAU (Moldova) – Decine di migliaia di persone
sono scese in piazza a Chisinau, capitale della Moldova, domenica 6 settembre,
nella più colossale manifestazione di piazza dai tempi della secessione
dall”Unione Sovietica. Fra le 50.000 e le 100.000 persone (a seconda delle
stime) sono confluite sulla piazza antistante il palazzo del governo a
protestare contro la corruzione del sistema moldavo, in particolare governo e
magistratura, accusati di volere insabbiale le indagini sul furto del secolo,
la sottrazione di un miliardo di euro
dal circuito bancario moldavo, pari
ad un ottavo del prodotto nazionale
lordo
.

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È incredibile che nell”era della tracciabilità
assoluta delle transazioni bancarie si possano bonificare all”estero e poi fare
sparire mille milioni di euro da un
paese europeo senza che poi non si riesca a capire dove siano finiti. È evidente
che debbano sussistere pesanti complicità in altissime sfere – e non solo in
Moldova – per riuscire a nascondere le tracce di una tale mole di denaro.
L”agenzia internazionale Kroll, assunta per investigare il fatto, ha puntato il
dito contro il 28enne milionario Ilan
Shor
, ma l”investigazione non è andata molto più in là. Per il momento Shor
se l”è cavata con 30 giorni di arresti domiciliari ed ora è sindaco della città
di Orhei. Nello spazio ex sovietico non è raro doversi chiedere come possano
evaporare i miliardi nello spazio di una notte. È appena dietro l”angolo l”Ucraina dell”oligarca
Ihor Kolomoyskyi, accusato di aver
fatto sparire attraverso una delle sue banche la stratosferica somma di 1,8
miliardi di dollari, di quelli che il Fondo Monetario Internazionale aveva
stanziato soltanto pochi giorni fa. Nella Mosca
degli anni novanta altri dieci miliardi
del FMI furono cannibalizzati in un amen. Perciò, anche se il miliardo fantasma della
piccola Moldova non rappresenta certo una novità, in proporzione è uno spettro
ancora più ingombrante.

L”entità del furto ha provocato danni immediatamente
percettibili a carico della popolazione moldava. Dopo anni di stabilità la
valuta nazionale si è deprezzata sensibilmente.

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50-100.000 persone in piazza possono sembrare molte, ma in
un paese piccolo come la Moldova, che conta solo 3,5 milioni di abitanti, sono
in verità moltissime, considerando che la popolazione rurale generalmente è
troppo povera per spostarsi e che quindi a protestare è sceso in piazza dal 5
al 10% dell”intera popolazione della capitale Chisinau
, la quale conta mezzo
milione di abitanti.

La manifestazione
è stata generalmente pacifica, ma
nei giorni antecedenti erano stati forti i timori di una vera e propria rivoluzione.
L”ambasciata italiana aveva contattato tutti i residenti italiani ammonendoli affinché evitassero di trovarsi in centro nel giorno della manifestazione.

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La protesta è stata organizzata dall”organizzazione Dignità e Verità, un gruppo che
sostiene di non ricevere finanziamenti dall”estero, una precisazione che in
tempi di rivoluzioni colorate è decisamente opportuna. Più che al modello delle
rivoluzioni colorate – quando un John McCain o altri maggiorenti di Washington
nemmeno si nascondono nel muovere i fili dei loro burattini schierati in piazza – la dinamica della protesta
sembra ispirarsi a movimenti come gli Indignados spagnoli o perfino agli
accampati sulle strade di Tel Aviv nel 2012. L”indignazione e la piazza
arrivano come onde lente che reagiscono come possono ai giochi istantanei e
illusionistici della finanza globalizzata.

Il governo attuale è filo-occidentale e
filo-europeista e filo-europeisti sono anche i protestatari.

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La svolta filo-europeista della Moldova avvenne nel
2009 con quella che qualcuno definì la twitter-revolution
moldava.

Dignità e Verità chiede le dimissioni del presidente Nicolae Timofti e l”estromissione degli oligarchi dal sistema di potere moldavo.
Tuttavia, in rete c”è chi accusa Dignità e Verità di godere del sostegno di
altri oligarchi, riducendo l”intera faccenda a una lotta tutta interna alla
locale oligarchia. A un”analisi superficiale non è chiaro quanto queste accuse siano fondate oppure
false e manipolatorie
.

Un accampamento
di tende
è stato allestito dai protestatari davanti al governo, che
dichiarano che non abbandoneranno la piazza fino a quando i loro obiettivi non
saranno stati raggiunti. Una raccolta di fondi per sostenere la protesta è
stata avviata online su una piattaforma di crowdfunding.
Parecchi cittadini si sono avvicendati nell”orbita all”accampamento nei giorni
seguenti la manifestazione, attori e altre personalità della cultura hanno
occasionalmente preso il microfono per incoraggiare i manifestanti.

Per sabotare la manifestazione di domenica, gli
oligarchi moldavi avevano organizzato in contemporanea all”evento un mega-concerto con una miriade di star
molto popolari, la maggior parte delle quali, tuttavia, hanno infine rinunciato
ad esibirsi per evitare di venire strumentalizzate contro la protesta.

Infine, una curiosa interpretazione dei valori filo-europei
di libertà di stampa il governo moldavo ha vietato
l”ingresso nel paese ai giornalisti russi
arrivati per documentare
l”evento, fermandoli all”aeroporto, sequestrando le loro attrezzature e
rispedendoli in Russia.

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www.roberto.info

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