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'L''offensiva dei gate keepers'

'La decisione di Google-Adsense su Byoblu è la conferma dell''offensiva censoria investe tutta l’informazione alternativa al mainstream. [Giulietto Chiesa]'

'L''offensiva dei gate keepers'

Redazione

30 Gennaio 2017 - 22.29


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di Giulietto Chiesa

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Il
recentissimo caso della decisione di Google-Adsense di cancellare
Byoblu, il sito diretto da Claudio Messora, dalla lista di quelli che
possono ospitare inserzioni pubblicitarie a pagamento (seppure secondo i
criteri giugulatori del colosso americano) è la conferma definitiva
della grande offensiva censoria che sta investendo il web e tutta
l”informazione/comunicazione alternativa al mainstream.

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La natura di questa offensiva è chiara: i poteri che detengono la
proprietà di tutti i principali organi di comunicazione del mondo
occidentale (radio-televisivi, tele-cinematografici, giornali e riviste)
stanno registrando una evidentissima crisi di consenso. La Grande
Fabbrica dei Sogni e delle Menzogne non ha smesso di produrre e
riprodurre l”inganno globale per cui è stata costruita. Ma perde colpi a
grande rapidità. Bastano tre esempi clamorosi che sono sotto gli occhi
di tutti: il Brexit, la vittoria elettorale di Trump e il “no”
plebiscitario alla cancellazione della Costituzione italiana.

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USA, Trump contro New York Times e Washington Post

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In
tutti e tre questi casi i “pubblici” hanno risposto in modo opposto a
quello rispettivamente voluto â€” e atteso â€” dai padroni
dell”informazione/comunicazione in Gran Bretagna, Stati Uniti d”America e
Italia. Tre batoste che hanno prima sorpreso, poi sconcertato, infine
spaventato i “poteri”. Le cause di questi rovesciamenti di fronte sono
molteplici e qui non intendo analizzarle tutte. Ma una di esse, senza
alcun dubbio, è l”esistenza ed estensione impetuosa di altri canali di
comunicazione, che i “poteri” non sono stati in grado di controllare.
Peggio, la loro sconfitta si è trasformata in ludibrio quando il nuovo
Presidente americano ha letteralmene affondato di fronte al pubblico
planetario la corazzata del mainstream mondiale, rifiutando di
rispondere a una domanda della CNN: “voi diffondete il falso”.

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Governo italiano: adeguamento all’UE e prove di censura

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Se non si parte da queste constatazioni non si capiscono molte cose: la delirante risoluzione del Parlamento Europeo che invita a una grande crociata mondiale contro i portatori delle cosiddette fake news; l”immediato arruolamento di tutti i gate-keepers; per finire (ma siamo solo all”inizio) con la mobilitazione di tutti i social networks, cioè
dei proprietari di Google, Facebook, Twitter, e compagnia cantante sul
web. Tutto il frastuono sollevato attorno ai presunti hackers russi è
servito a dirottare l”attenzione dei più, ma è funzionale alla stessa
operazione di imbavagliamento.

In Italia si è distinta la signora Boldrini, che ha già assoldato le
prime squadracce di controllori. Ci si è affrettati a definire il
concetto di fake news. Con effetti esilaranti ma anche inquietanti del tipo: fake news sono tutte quelle notizie, cose, idee che non provengono dal mainstream.
Operazione non ancora completata ma già in esecuzione. Infatti Google
ha cominciato a “spegnere” siti che non rientrino, appunto, nei criteri
del mainstream. Il caso di Messora è una delle prime circa 500
chiusure operate da questi “tribunali” improvvisati, che emettono già
sentenze inappellabili. E si andrà oltre, molto oltre. 

I media italiani “adorano” Sputnik

In
Italia, secondo qualificate analisi, esistono non meno di 10.000
bloggers e, in generale, media attivisti che diffondono sistematicamente
le loro idee in rete, usando internet e i social networks. Una
valutazione prudente dice che, tutti insieme, toccano quotidianamente
dai quattro ai cinque milioni di cittadini italiani. Cifre
corrispondenti riguardano tutti i paesi occidentali. Fermarli tutti non
sarà facile, ma intimidire moltissimi, in varie forme, è invece
possibile.

Si chiude così la fase dell”ingenuo entusiasmo di tutti coloro (e
sono miriadi) che credevano di poter usare indefinitamente e liberamente
della Rete in quanto sottratta al controllo del “potenti”. È stato così
per una certa e corta fase: ora non sarà più così. I padroni
dell”universo non possono permettersi di regalare a nessuno il più
grande potere di cui dispongono. La proprietà è sempre stata la loro,
adesso cominciano a esercitarla.

Partono in enorme vantaggio: sono pochi, potentissimi, coalizzati,
protetti dai governi e dalle loro polizie. Di fronte a loro cӏ il mare,
grande, ma molecolare, dei singoli: senza mezzi, senza organizzazione,
senza difesa. Qua e là ci sono solo sintomi di resistenza. In Italia è
appena nata la WAC (Web Activists Community), che si propone come una
syndication per proteggere i loro interessi. Bisogna farla crescere. Non
è l”unico strumento di difesa.

Bisogna che la comunità democratica nel suo
complesso, gli eletti dal popolo a tutti i livelli, i magistrati,
gl”insegnanti, le organizzazioni della società civile, capiscano il
pericolo che corriamo tutti se i poteri riusciranno a imbavagliarci,
essendo evidente che è proprio quello che hanno cominciato a fare.

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