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La rinuncia di Biden e la fantasmacrazia

I grandi media hanno cospirato per occultare per anni qualcosa che di per sé bastava a contraddire radicalmente tutte le lezioni di buona democrazia provenienti dalla cattedra della Casa Bianca e dalle innumerevoli vice-cattedre dell’ideologia atlantista

La rinuncia di Biden e la fantasmacrazia
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21 Luglio 2024 - 23.18


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di Pino Cabras.

E dunque il signor Joseph Robinette Biden Jr – con un comunicato – dichiara il suo ritiro dalle elezioni presidenziali statunitensi che si terranno a novembre. Vedremo chi sarà scelto come candidato del partito democratico (il comunicato è di fatto anche un appoggio alla candidatura della vicepresidente Kamala Harris).
Significa anche che fino all’insediamento del nuovo presidente, che avverrà a gennaio 2025, Biden resta in carica nelle sue attuali declinanti condizioni. Ossia: rimangono ancora 6 mesi pieni in cui la Casa Bianca sarà in mano a entità sconosciute che già ne infestano le stanze. Altro che democrazia! Siamo alla fantasmacrazia.

Quasi un assist per Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, che ha buon gioco a dichiarare: “Il passo successivo dopo l’annuncio scritto del ritiro di Biden dalla corsa elettorale dovrebbe essere un’indagine sulla cospirazione dei media e dei circoli politici americani che hanno nascosto la vera situazione sul suo stato mentale, manipolando l’opinione pubblica e giocando con un partito politico.”. Esatto, Maria. I grandi media hanno cospirato per occultare per anni qualcosa che di per sé bastava a contraddire radicalmente tutte le lezioncine di buona democrazia provenienti dalla cattedra della Casa Bianca e dalle innumerevoli vice-cattedre dell’ideologia atlantista presso tante redazioni che leggono lo stesso copione.

I fantasmi sono dunque al governo. Quel genere di fantasmi in grado di creare il denaro.

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