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Criminali di guerra in Iraq: un promemoria

"Dal 40 al 48 per cento della popolazione in questa zona si ammalerà di cancro, per molto tempo ancora. Questo vuol dire quasi metà della popolazione". [John Pilger]

Criminali di guerra in Iraq: un promemoria

Redazione

3 Giugno 2013 - 22.47


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di John Pilger.

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In Iraq, la polvere rotola  per le lunghe strade, che sono le dita
del deserto.  Penetra negli occhi, in gola e nel naso; forma mulinelli
nei mercati e nei cortili delle scuole, consumando i bambini che giocano
a palla, e trasporta, secondo il dottor Jawad Al-Ali, “i semi della
nostra morte”. Oncologo di fama internazionale, al Teaching Hospital Sadr
di Basra, il dottor Ali me lo disse già nel 1999, e oggi il suo
avvertimento è comprovato. “Prima della guerra del Golfo,” mi ha detto,
“avevamo 2 o 3 pazienti malati di cancro al mese. Adesso ne muoiono da
30 a 35 ogni mese. I nostri studi indicano che dal 40 al 48 per cento
della popolazione in questa zona si ammalerà di cancro
, dapprima nei
prossimi 5 anni, poi per molto tempo ancora. Questo vuol dire quasi metà
della popolazione
. La maggior parte dei miei famigliari ha il cancro, e
non abbiamo casi nella storia clinica famigliare di questa malattia.
Qui è come a Chernobyl: gli effetti genetici sono nuovi per noi; i
funghi crescono enormi; perfino l’uva nel mio orto ha subito una
mutazione e non si può mangiare.”

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Lungo il corridoio, la dottoressa Ginan Ghalib Hassen, pediatra,
teneva in mano un album di fotografie dei bambini che stava tentando di
salvare. Molti avevano un neuroblastoma.  Mi ha detto: “Prima della
guerra avevamo osservato soltanto un caso di questo insolito tumore in
due anni”. “Ora ne abbiamo molti casi, la maggior parte senza anamnesi
familiare. Ho studiato che cosa è successo a Hiroshima. L’improvviso
aumento di tali malformazioni congenite è lo stesso.”

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Tra i medici che ho intervistato, c’erano pochi dubbi che i
proiettili a uranio impoverito usati dagli americani e dai britannici
nella guerra del Golfo siano stati la causa di questa  situazione. Un
fisico militare statunitense incaricato di ripulire il campo di
battaglia della guerra del Golfo al di là del confine con il Kuwait, mi
ha detto: “Ogni raffica sparata durante un attacco aereo da un caccia
Warhog A-10 conteneva oltre 4.500 grammi di uranio solido. Sono state
usate molto più di 300 tonnellate di uranio impoverito. E’ stata una
sorta di guerra nucleare
.”

Sebbene il collegamento con il cancro sia sempre difficile da
provare  con certezza, i medici  iracheni sostengono che “l’epidemia
parla da sola”. L’oncologo britannico Karol Sikora, direttore del
programma di ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della
Sanità (OMS) negli anni 1990, ha scritto sul British Medical Journal:
“Le attrezzature necessarie per la radioterapia, le medicine per la
chemioterapia e gli analgesici sono costantemente bloccati dai
consulenti statunitensi e britannici [del Comitato per le sanzioni
contro l”Iraq].” Mi disse: “Siamo stati esplicitamente avvisati
[dall”OMS] di non parlare di tutta la faccenda irachena
. L’OMS non è
un’organizzazione a cui piace farsi coinvolgere in questioni politiche.”

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Di recente, Hans Von Sponeck, ex vice segretario generale delle
Nazioni Unite e importante  funzionario dell’ONU per le emergenze
umanitarie, mi ha scritto: “Il governo degli Stati Uniti ha cercato di
impedire all’OMS di esaminare le aree dell’Iraq meridionale
dove era
stato usato l’uranio impoverito che aveva causato gravi danni alla
salute e all’ambiente.”

Oggi, un rapporto dell’OMS, frutto di un importante studio condotto
unitamente al Ministero della Sanità iracheno, è stato “differito”. Lo
studio esamina 10.800 famiglie e contiene “prove schiaccianti”, afferma
un funzionario del ministero, e, secondo uno dei ricercatori, rimane di
“massima segretezza”. Il rapporto riferisce che i difetti congeniti dei
bambini sono arrivati a un “punto critico” proprio nella società
irachena dove l’uranio impoverito e altri metalli pesanti tossici sono
stati usati dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna. Quattordici anni
dopo aver dato l’allarme, il dottor Jawad Al-Ali riferisce di
“eccezionali” casi molteplici di cancro in intere famiglie.

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L’Iraq non fa più notizia. La settimana scorsa, l’uccisione di 57
iracheni in un solo giorno
è stato un non-evento paragonato
all’uccisione di un soldato britannico a Londra
. Eppure, le due atrocità
sono connesse. Il loro emblema  potrebbe essere un nuovo sfarzoso film
basato sul libro di F.Scott Fitzgerald, The Great Gasby ( Il
grande Gatsby). Due dei personaggi principali, come ha scritto
Fitzgerald, “distruggevano cose e creature per poi tornare ai loro soldi
e al loro enorme menefreghismo….  e lasciare ad altri il compito di
ripulire il caos”.

Il “caos” lasciato da George Bush e da Blair in Iraq è una guerra
settaria
, le bombe del 7 luglio 2005,  e ora un uomo che agita un
coltello da macellaio insanguinato a Woolwich. Bush si è ritirato nella
sua “biblioteca e museo presidenziale” da Topolino e Tony Blair nei suoi
viaggi da uccello del malaugurio e nel suo denaro.

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Il loro “caos” è un crimine di proporzioni epiche, come scrisse Von
Sponeck, riferendosi alla stima fatta dal Ministero degli Affari Sociali
iracheno, di 4,5 milioni di bambini che hanno perso entrambi i
genitori
: “Questo significa che  un orrendo 14 percento della
popolazione irachena è costituita da orfani
.” “Si stima che un milione
di famiglie siano guidate da donne, in maggior parte vedove”. La 
violenza domestica e gli abusi sui minori sono giustamente problemi
urgenti in Gran Bretagna; in Iraq la catastrofe scatenata dalla Gran
Bretagna ha portato violenza e abusi in milioni di case.

Nel suo libro Dispatches from the Dark Side [Dispacci dal lato
oscuro], Gareth Peirce, la più grande avvocatessa della Gran Bretagna
nel campo dei diritti umani, applica lo stato di diritto a Blair, al suo
propagandista Alastair Campbell, e al suo gabinetto che cospirava con
loro. La Peirce ha scritto: “Secondo Blair, gli esseri umani che si
presumeva avessero opinioni [islamiste], dovevano essere resi inabili…
con tutti i mezzi e permanentemente…..nelle parole di Blair erano un
‘virus’  da ‘eliminare’ e che richiedeva ‘una miriade di interventi
[sic] nel cuore degli affari di altre nazioni.’ ”

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Il concetto stesso di
guerra è stato trasformato in “i nostri valori contro i loro”. E
tuttavia, dice la Pierce,  la serie  di email e di comunicati interni
del governo, non rivela alcun dissenso”.

Secondo il ministro degli
esteri Jack Straw, mandare cittadini innocenti a Guantanamo era “il modo
migliore di realizzare il nostro  scopo dell’antiterrorismo”. Questi
crimini, la loro iniquità  alla pari con quella di Woolwich, attendono
un procedimento legale. Chi lo chiederà, però?

Nel teatro kabuki (forma
teatrale popolare giapponese, significa eccentrico, stravagante, NdT)
della politica di Westminster, la violenza remota dei “nostri valori”
non è di alcun interesse. Anche tutti noi voltiamo le spalle?

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo www.znetitaly.org.


Fonte:http://www.zcommunications.org/from-iraq-a-tragic-reminder-to-prosecute-the-war-criminals-by-john-pilger

Originale: John Pilger’s ZSpace Page Traduzione di Maria Chiara Starace

27 maggio 2013 http://znetitaly.altervista.org/art/10998

Revisione a cura del Centro Sereno Regis (Link: http://serenoregis.org/2013/05/30/dalliraq-un-tragico-promemoria-per-perseguire-penalmente-i-criminali-di-guerra-john-pilger/).

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