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Terrorismo linguistico: qualcuno compri un dizionario ai politici israeliani

Un elenco dei sei diversi modi in cui i funzionari israeliani hanno reinventato definizioni – e tipi – di terrorismo
[Nena News]

Terrorismo linguistico: qualcuno compri un dizionario ai politici israeliani

Redazione

30 Giugno 2014 - 07.29


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di Michael Omer-Man – +972Mag

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La parlamentare del
Likud Miri Regev ha avuto una carriera di discreto successo come
paroliere quando era il portavoce dell’esercito israeliano (IDF) prima
di diventare ancora più famosa per aver definito i richiedenti asilo
politico africani : “Un cancro nel corpo di Israele”. Ha poi chiesto
scusa alle vittime del cancro per l’analogia.

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Mercoledì scorso, Regev ha fatto una nuova aggiunta alla lista degli
usi israeliani folli del linguaggio – da sola e accompagnata da numerosi
altri politici e funzionari – inventando nuovi tipi di terrorismo.

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In parole povere, il terrorismo coinvolge esplosioni o spari. Ci sono
eccezioni, naturalmente, ma in genere non includono almeno cinque dei
sei seguenti tipi di terrorismo inventato dai funzionari israeliani
negli ultimi anni.

6 – Terrorismo diplomatico. Quando il presidente
dell’OLP Mahmoud Abbas è andato alle Nazioni Unite per cercare sovranità
per i palestinesi nel 2012, il ministro degli Esteri di Israele era
livido. Oltre a chiamare Abbas “un bugiardo, un vigliacco e un debole”,
Liberman ha descritto la richiesta alle Nazioni Unite del presidente
dell’Olp come “terrorismo diplomatico”. E’ stato strano. “Tra il terrore
diplomatico e il terrore convenzionale”, ha detto Liberman all’intero
corpo diplomatico israeliano, il “terrore diplomatico è più grave.”

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5 – Terrorismo economico. Il movimento BDS sta
guadagnando terreno negli ultimi anni. Così, quando l’Unione Europea ha
annunciato nuove linee guida di regolamento per assicurare che il
proprio denaro non finisca negli insediamenti, che considera illegali,
Israele ha un po’ lavorato d’ingegno. Prima di diventare ministro
dell’economia israeliana, Naftali Bennett ha servito in due delle unità
di ricognizione e di contro-terrorismo più d’élite  di Israele, così si
potrebbe essere tentati di dargli il beneficio del dubbio che lui sa che
cosa è il terrorismo. Almeno fino a quando ha chiamato le linee guida
EU sugli insediamenti “terrorismo economico”.

4 – Terrorismo legale. Israele è un paese piccolo e
ci si può sentire soffocare dopo un po’, soprattutto in agosto. Quindi
non c’è da sorprendersi che gli israeliani amino viaggiare. Minacciare
la possibilità di non poter viaggiare alla cosa israeliana che più si
avvicina alla regalità, i suoi generali, sarebbe effettivamente
terrificante. Così, quando le accuse di crimini di guerra contro alti
ufficiali militari tornavano in voga a seguito dell’incursione mortale
della Mavi Marmara nel 2009, era naturale che l’IDF descrivesse gli
sforzi per far rispettare il diritto internazionale come “terrorismo
legale”.

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3 – Terrorismo gastrointestinale. Israele arresta un
sacco di palestinesi. Ammettiamolo, è tutta colpa di Israele che, al
fine di mantenere un’occupazione militare non democratica su un popolo
straniero per 47 anni, è stato costretto a mettere il 40 per cento della
popolazione maschile palestinese in carcere? Quindi non c’è da
meravigliarsi che Israele sia stato anche costretto ad affrontare uno
sciopero della fame o due. Il parlamentare Miri Regev (Likud), durante
la discussione sul modo migliore di nutrire a forza i prigionieri
palestinesi, ha descritto gli scioperi della fame come “terrorismo in
prigione”. Sì, tutto quello che devi fare per diventare un terrorista in
questi giorni è quello di smettere di mangiare.

2 – Terrorismo autoinflitto. Lo Shin Bet pubblica
una relazione annuale su “Dati e tendenze del terrorismo palestinese”.
Nella sua relazione sul 2009, anno dell’Operazione Piombo Fuso, c’era
una riga di dati molto confusi. Secondo lo Shin Bet, 15 persone sono
morte in attentati terroristici nel 2009, nove di loro durante Piombo
Fuso. Quali tipi di attacchi, vi chiederete? Secondo la pagina quattro
della relazione Shin Bet: “Cinque civili e soldati sono stati uccisi da
lanci di alta traiettoria e quattro soldati sono stati uccisi da fuoco
amico”. Diamo loro il beneficio del dubbio. Almeno secondo la logica dei
funzionari israeliani, i soldati sono stati uccisi nella lotta contro
il terrorismo, e Israele ha sempre descritto gli attacchi contro i
soldati come il terrorismo – una implicazione separata ma estremamente
problematica in sé e per sé. Ma questo non spiega una classificazione
ancora più strana che avvenne un anno dopo, quando il Ministero della
Difesa aveva classificato come “vittima del terrore” un rabbino colono
ebreo che era stato erroneamente colpito a morte da un soldato
israeliano che pensava di sparare ai palestinesi.

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1 – Terrorismo giornalistico. Quando il programma
della CBS “60 Minutes” ha fatto un focus sulla situazione dei cristiani
palestinesi in Terra Santa pochi anni fa, Israele si è imbarcato in
un’offensiva (o difesa, suppongo) delle relazioni diplomatiche e
pubbliche. Poi l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Michael Oren
ha condotto la difesa, cercando di dare la colpa dell’esodo dei
cristiani dalla Terra Santa ai palestinesi invece che a Israele. La
campagna è andato troppo lontano on-record. Ma è stato un commento
off-record di un funzionario israeliano che prende la torta. Parlando a
“The Forward”, il funzionario ha paragonato il documentario della CBS a
“un attacco terroristico strategico.” Non sono abbastanza sicuro che
cosa significhi, ma la sua assurdità si ha guadagnato il primo posto in
questa lista.

Questi terroristi…che cosa escogiteranno ancora?!

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Traduzione a cura della redazione di Nena News

Fonte: http://nena-news.it/terrorismo-linguistico-qualcuno-compri-un-dizionario-ai-politici-israeliani/#sthash.L7LlI4nE.dpuf.

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