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Trovare la via per veri negoziati in Ucraina

'La crisi politica ucraina non è finita con le elezioni presidenziali, ma è entrata in una fase cronica. [L''analisi del ''Club di Sofia'']'

Trovare la via per veri negoziati in Ucraina
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30 Giugno 2014 - 20.51


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Dichiarazione
del “CLUB di SOFIA” (All-European Initiative)

La
crisi politica dell’Ucraina non si è conclusa con le elezioni
presidenziali, contrariamente alla previsioni di molti esperti. Al
contrario essa è entrata in una fase cronica. L’Ucraina è già
entrata in una guerra civile su larga scala ed è sul limite di un
collasso economico. In molte regioni regnano il caos e l’anarchia.
Un paese di 45 milioni di abitanti e dotato di un potenziale
economico e culturale considerevole è stato trasformato in oggetto
di lotta tra grandi potenze.

Ciò
è stato possibile per l’immaturità e l’egoismo dell’élite
politica da cui è stato governato, dalla corruzione, dall’abuso
dei poteri, dalla prepotenza degli oligarchi e dei funzionari, dal
degrado di tutti i rapporti sociali, dalla completa assenza di una
qualunque chiara prospettiva di modernizzazione del paese. La
cosiddetta politica “pro-europea” del governo ucraino lo ha
salvato dalla critica delle istituzioni europee e delle altre
organizzazioni internazionali.

I
propositi di una ridislocazione geopolitica dell’Ucraina non sono
stati accompagnati da alcun dialogo con la società civile e hanno in
tal modo approfondito le divisioni esistenti all’interno del paese.
Tuttavia, nonostante i problemi esistenti, la crisi politica avrebbe
potuto essere evitata. Ma le opportunità di una soluzione positive
sono state perdute per i propositi aggressivi di Stati Uniti ed
Unione Europea di proiettare la loro influenza sul destino
dell’Ucraina. Il programma della “Partnership verso l’est” è
servito come strumento di questa politica.

Noi,
membri del “Club di Sofia”, nella nostra dichiarazione
costitutiva del 26 Ottobre 2013
, dichiarammo di essere
«contro
ogni tentativo di costruire un nuovo “Muro di Berlino”
nella forma di “arco Mar Baltico-Mar Nero-Mar Caspio”,
utilizzando i
partner orientali dell”Unione Europea»
.
Notammo allora che
«il
processo
europeo

è
parte
di un processo globale
,
e può essere concepito
solo
tenendo conto di quel contesto
.

Il
contesto globale è orientato verso la falsa idea della società
di consumatori
.
Noi riteniamo che muoversi in questa direzione significhi promuovere
una successione di conflitti, sia globali, sia regionali – che
condurranno il mondo intero in un vicolo cieco, in fondo al quale cӏ
la catastrofe di una nuova guerra mondiale. Una tale guerra sarà
simile a quella che il mondo conobbe 100 anni orsono, ma ingigantita
dall”esistenza di armi nucleari e di altro genere, dotate di un
potere tremendamente distruttivo. I pericoli di guerra stanno
aumentando. Molti segnali sono già visibili, ma molti preferiscono
non vederli.»

Negli
ultimi anni l’Unione Europea ha contribuito a disinformare il
popolo ucraino circa il contenuto dell’Accordo di Associazione con
l’UE. La sostanza di questo accordo consiste nella conquista di un
nuovo mercato, nella limitazione della sovranità dell’Ucraina in
modo tale da rendere impossibile ogni prosecuzione fruttuosa della
cooperazione economica con la Russia.

Nel
corso della crisi politica di questo inverno-primavera, l’UE e gli
USA hanno sostenuto l’opposizione e appoggiato la sua presa del
potere mediante la forza, ignorando il fatto che l’Ucraina è uno
stato multinazionale, complesso, con forti differenze tra le regioni
e diversi atteggiamenti di fronte a questioni strategiche concernenti
la collocazione dell’Ucraina. Come risultato a Kiev, nel centro e
nella parte occidentale del paese, noi osserviamo il rafforzamento di
un regime che dimostra orientamenti sempre più connotati verso
l’estrema destra. Lo provano gli atti concreti del nuovo Governo:
fine della proibizione della propaganda del fascismo, abrogazione
della legge sulle lingue regionali, terrore contro coloro che
dissentono da queste misure, atti vandalici contro i monumenti
dell’epoca sovietica, inclusi quelli dedicati alla memoria di
coloro che liberarono l’Ucraina dal fascismo e, infine, l’uso
delle forze armate contro la popolazione civile, cosa che ha condotto
a numerose vittime e alla devastazione dei territori.

In
politica estera ciò si è manifestato con la disponibilità a
firmare l’Associazione con l’Unione Europea, privando in tal modo
il popolo ucraino del suo diritto sovrano di scegliere altre forme di
integrazione.

Noi,
membri del Club “Sofia”, facciamo appello a tutti i paesi e alle
forze politiche in grado di influenzare la situazione politica in
Ucraina, affinché operino per porre fine al conflitto civile,
all’uso della forza, e alla repressione politica dell’opposizione.
Noi riteniamo che l’appoggio incondizionato ai gruppi che sono
attualmente al potere a Kiev spiani la strada al consolidamento di un
regime repressivo di estrema destra in Ucraina e ponga le basi per
una minaccia alla sua integrità territoriale. Noi siamo per il
diritto sovrano del popolo ucraino di decidere il proprio destino e
il futuro del proprio paese, senza essere sottoposti a pressioni,
ricatti e interferenze dall’esterno.

Noi
riteniamo che, in queste complesse circostanze, sarebbe ragionevole
rinviare la firma degli accordi di Associazione dell’UE con
l’Ucraina e la Moldova almeno fino a che la situazione in Ucraina e
nella regione si sia stabilizzata.

Noi
siamo convinti che questa sia l’unica via per negoziati che possano
far tornare la normalità in Ucraina, che le permettano di esistere
come soggetto della legge internazionale, e di evitare una drammatica
e lunga confrontazione interna..

Tatjana Zhdanoka
(Lettonia), Membro del Parlamento Europeo, Gruppo Verdi/EFA,
co-presidente del partito “Unione Russa di Lettonia”.

Zakhari
Zakhariev (Bulgaria),
Presidente della ,
Slavyani Foundation;
Membro del Consiglio Nazionale del
Partito Socialista di Bulgaria.

Sergey
Kurginyan
(Russia), Presidente del movimento politico “Spirito del Tempo”.

Giulietto
Chiesa
(Italia), Presidente dell”Associazione
Alternativa

Algirdas
Paleckis
(Lituania), Presidente del “Fronte Socialista del Popolo”

Zurab
Todua
(Mold), Membro del Parlamento
della Repubblica di Moldova, “Partito dei Comunisti della
Repubblica di Moldova”.

Bruxelles,
25 Giugno, 2014

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