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Soldati per la Pace, un vento di Berlino Est

Ancora una volta è dalla Germania che arriva un appello accorato per la pace, il più recente pubblicato da Junge Welt, con firme di ex militari. [Giulietto Chiesa]

Soldati per la Pace, un vento di Berlino Est
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11 Maggio 2015 - 07.38


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di
Giulietto Chiesa
.


Ancora
una volta è dalla Germania che arriva un appello accorato per la pace, il più
recente pubblicato da Junge Welt, con firme di ex militari. Si tratta di
una lettera aperta, intitolata Soldati per la Pace,
che è stata inviata al Bundestag e alle ambasciate dei paesi NATO.

In
precedenza avevamo già visto ex presidenti della Repubblica, politici, artisti,
industriali che lanciavano un potente allarme per la distensione in Europa: Un”altra guerra in Europa? Non in nostro nome!. Erano
soprattutto personalità che si erano formate nella Germania Ovest, ma non
mancavano eminenti personalità formatesi nella Germania Est.

I
firmatari del nuovo appello sono tutti vissuti dentro il sistema di difesa
della Germania Est. Pur abituati, dall”altra parte del Muro di Berlino, a
subire i toni di una propaganda molto forte ai tempi della Guerra Fredda, oggi
parlano addirittura di una «campagna mediatica senza precedenti», di «isteria
bellica e russofobia».

Affermano
che «a settant”anni dalla fine della guerra che ha ucciso 27 milioni di
cittadini sovietici, la guerra diviene di nuovo compagna dell”umanità.
La riorganizzazione del mondo sotto la guida degli USA e dei suoi alleati ha
portato a guerre in Jugoslavia, Afghanistan, Iraq, Yemen, Sudan Libia e
Somalia».

E
aggiungono: «Poiché sappiamo molto bene cos”è la guerra, noi siamo a favore
della pace. Non abbiamo bisogno di una campagna militare contro la Russia, ma
di comprensione reciproca e di convivenza pacifica».

Ma non
meno importante del testo, è l”elenco delle firme
. Una vera e propria ripulsa
pubblica della politica tedesca da parte dell”establishment militare tedesco
orientale
. Certo sono personalità in pensione, per giunta di un”«altra»
Germania, sconfitta, e esposta a una damnatio memoriae. Ma il loro
parere è pesante come una pietra, perché reca con sé il carico di una memoria
che richiama la disfatta e la lunga divisione della potenza tedesca. Sono il
controcanto delle analoghe riflessioni che fanno anche i figli dell”Ovest.

Tra
i firmatari due ex ministri della Difesa di Berlino Est, Heinz Kessler e
Theodor Hoffmann, 3 generali, 19 tenenti generali, 61 maggiori generali,
diversi ammiragli, colonnelli e capitani. La lettera è firmata anche dal
cosmonauta Sigmund Jahn.

Qualcuno,
nel mondo atlantico, potrebbe interpretare queste voci come i lamenti degli Dei
spodestati, come se non potessero interagire con le voci degli altri tedeschi.
Ma non è così. Una deputata del Bundestag, Sahra Wagenknecht, della Linke,
anche lei figlia dell’Est, si è guadagnata ormai un’attenzione e un rispetto notevoli
denunciando gli stessi pericoli. Questa sensibilità ormai non è più aggirabile nemmeno
per la cancelliera Angela Merkel, anche lei figlia dell’Est, che ha voluto
rimediare alla sua assenza a Mosca del 9 maggio durante le celebrazioni del 70° della Vittoria sul nazismo per incontrare comunque Putin il giorno
dopo e dichiarare:
«mi inchino davanti ai milioni di vittime della Russia e di altri popoli»
dell”Unione sovietica caduti nella Seconda guerra mondiale per combattere
contro la Germania nazista.
GIA” NEL 2014 SI FACEVA STRADA NELL”OPINIONE PUBBLICA TEDESCA UN”ALTRA PERCEZIONE DELLA NUOVA GUERRA FREDDA RISPETTO ALLE CORRENTI DOMINANTI:

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