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Passaparola-Il denaro non esiste - Massimo Fini

"Il denaro favorisce quei soggetti che avendone capito profondamente l’essenza lo sanno maneggiare, e sono i grandi finanzieri, ma la gente comune non sa" [Massimo Fini]

Passaparola-Il denaro non esiste - Massimo Fini

Redazione

18 Novembre 2013 - 16.00


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“Il denaro favorisce quei soggetti che avendone capito profondamente
l’essenza lo sanno maneggiare, e sono i grandi finanzieri, ma la gente
comune non sa, non solo, si fa totalmente ingannare, il risparmiatore è
la vittima designata del sistema del denaro, perché finanzia attraverso
le banche i ricchi perché diventino sempre più ricchi, se le cose a
costoro vanno bene tanto meglio per i ricchi, se vanno male la cosa cade
sulla testa dei risparmiatori. In qualche forma la rapina del
cosiddetto risparmio avviene già, perché o è l’inflazione o il fatto che
a un certo punto vieni tassato, il risparmiatore non può uscirne”. 

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Massimo Fini

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Il Passaparola di Massimo Fini, giornalista e scrittore

Il denaro ha quattro funzioni: intermediario dello scambio, misura
del valore, mezzo di pagamento, deposito di ricchezza. Sulle prime tre
non c’è niente da dire. Sulla quarta invece sì, perché il denaro non è
ricchezza, non la rappresenta. Il denaro in se stesso che cos’è? È,
nella sua essenza, futuro, proiezione verso il futuro, una scommessa sul
futuro, una rappresentazione del futuro.

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Naturalmente se il futuro è a breve è chiaro che se ho 100 Euro, posso
pensare che con questi 100 Euro qualcuno mi darà qualcosa in cambio, ma
se assume invece forme colossali, come è oggi, questa proiezione è così
enorme da proiettarci verso epoche talmente lontane, il denaro è allora in realtà inesistente.
Il denaro che c’è nel mondo, in tutte le forme, azioni, obbligazioni,
crediti di qualunque tipo, fatto 100 questa quantità di denaro con l’1%
compri tutti i beni e i servizi del mondo, il 99% che cos’è? Non è
nulla, se non una folle proiezione.

Il denaro nella sua prima forma appare in Lidia,
nell’ambito della cultura greca intorno al tremila avanti Cristo, lì
inizia la storia del denaro, inizialmente è un intermediario nello
scambio per evitare le triangolazioni del baratto, che sono faticose.
C’è un geroglifico nelle piramidi egiziane dove uno per avere una
focaccia deve prima andare da un altro, perché quello che ha lui non
interessa a quello che ha la focaccia, e quindi fare una triangolazione.
E sostanzialmente così resta per molto tempo, un utile mezzo di
scambio.

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Poi il denaro prende invece la forma di fine, non più di mezzo e diventa protagonista del sistema. Con la rivoluzione industriale diventerà fondamentale, perché come dice Adam Smith è “la tecnica che unisce tutte le tecniche”,
è ciò che permette questo tipo di sistema che abbiamo oggi e, piano a
piano, si smaterializza, si svincola dal supporto materiale, prima c’è
la banconota, che Adam Smith considera una invenzione pari a quella
della macchina a vapore e poi diventa virtuale. Questo ha alcune
conseguenze, questa smaterializzazione del denaro dalla
moneta fisica e la sua finanziarizzazione. Oggi ci sono i derivati e le
opzioni si moltiplica il denaro esistente in modo enorme, perché sono
scommesse su scommesse su scommesse. Si parte da un’azione di una
azienda a una scommessa su quanto varrà questa azione due mesi dopo e
poi una scommessa su questa scommessa. Insomma è un moltiplicatore di
denaro, motivo per cui c’è questa bolla enorme che prima o poi ci ricadrà addosso.
Ci ricadrà addosso anche per una ragione più di fondo, perché il nostro
modello di sviluppo è basato sulle crescite esponenziali, che esistono
in matematica ma non in natura, per cui a un certo punto tu arrivi a un
limite e noi siamo molto vicini a questo limite. Non possiamo più crescere e chiunque parla di crescita mente sapendo di mentire.
E’ come una potentissima macchina che partendo dalla rivoluzione
industriale ha corso velocissima in questi due secoli e mezzo e adesso
si trova davanti a un muro e continua a dare di gas e naturalmente a un
certo punto fonde.

Ragionevolmente bisognerebbe fare qualche passo indietro. Le correnti di
pensiero che si sono occupate di queste cose, soprattutto americane,
perché essendo gli Stati Uniti la punta di lancio del modello sono anche
quelli che esprimono per primi gli anticorpi, anche se sono pensieri di
nicchia, ma non sottovalutati. In America, parlano di un ritorno
graduale, ragionato a forme di auto-produzione e autoconsumo che passi
attraverso il recupero della terra e il ridimensionamento drastico
dell’apparato industriale finanziario.

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Se tu hai autoproduzione e autoconsumo non hai bisogno di denaro,
quando si dice che certi Paesi vivono poveramente perché hanno il
reddito pro capite due dollari al mese, bisogna vedere, perché può
essere che neanche quei due dollari gli servano, se sono
autosufficienti.

Lo dice molto bene, devo dire, Ta-Tanka I-Yotank , il vecchio Toro Seduto a fine Ottocento “Quando
avrete abbattuto l’ultimo bisonte, tagliato l’ultimo albero,
prosciugato l’ultimo fiume vi renderete conto che non potrete mangiare
il denaro accumulato nelle vostre banche
”.

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Viviamo in un mondo che è folle, continua a girare, ma non per molto.
I tempi non li so calcolare, i tempi sono importanti, perché se il
crack, il crollo, il sistema del denaro, che è inevitabile, avviene tra
10 anni è una cosa e ti può interessare, se avviene tra 50 anni è
un’altra. Comunque al momento del crollo del sistema del denaro, ti
fermerai da un benzinaio e dirai “Mi dia 60 Euro di benzina” e quello ti dirà “Che Euro ?… mi dia piuttosto una gallina e due uova”.

Andrebbe assolutamente rivalorizzata l’agricoltura, perché in realtà la
prima esigenza dell’uomo è il cibo, invece l’agricoltura viene
marginalizzata! Questa era stata una intuizione del fascismo, molto
demonizzata, ma in realtà la terra è fondamentale, e noi non la stiamo
distruggendo semplicemente dal punto di vista ecologico, ma dal punto di
vista della sua produttività. Prima della rivoluzione industriale c’era
l’abitudine del maggese, una parte della terra la facevi riposare.
Adesso invece la si sfrutta a sangue e a un certo punto la terra diventa
totalmente improduttiva.

Il popolo ha sempre avuto una estrema diffidenza nei confronti del denaro. Voglio fare prima un esempio che riguarda l’Africa esposto in un libro che mi è costato molta fatica: “Il denaro, sterco del demonio”, sterco del demonio sono parole di Martin Lutero.Quando
i colonialisti arrivarono in Africa i neri non volevano saperne di
denaro, loro vivevano di autoproduzione e di baratto e allora che cosa
fecero? Imposero una tassa su ogni capanna, per cui questi dovevano
procurarsi un surplus, e lì inizia la storia dello scambio attraverso il
denaro e non più attraverso un baratto.

C’è una bella poesia di un poeta africano che dice “Ah che bello il
tempo quando se io avevo sale e tu pepe io ti davo sale e tu pepe senza
stare a pensare se il sale valeva più del pepe o il pepe più del sale
”.

Il denaro favorisce quei soggetti che avendone capito profondamente
l’essenza lo sanno maneggiare, e sono i grandi finanzieri, ma la gente
comune non sa, non solo, si fa totalmente ingannare, il risparmiatore è la vittima designata del sistema del denaro,
perché finanzia attraverso le banche i ricchi perché diventino sempre
più ricchi, se le cose a costoro vanno bene tanto meglio per i ricchi,
se vanno male la cosa cade sulla testa dei risparmiatori. In qualche
forma la rapina del cosiddetto risparmio avviene già, perché o è
l’inflazione o il fatto che a un certo punto vieni tassato, il
risparmiatore non può uscirne.

Schiavi del meccanismo ormai siamo praticamente tutti, nel senso che
questo treno è lanciato a mille all’ora, i finanzieri e compagnia bella
sono le mosche cocchiere, ma non è che guidano il treno, il treno andrà a
schiantarsi e travolgerà anche loro.

Non c’è qualcuno alla guida di questo treno, è un meccanismo che si
autoriproduce, autopotenzia e che indebolisce l’uomo, più si indebolisce
e più diventa prigioniero del meccanismo.

Questo me l’ha confermato Rubbia, uno scienziato positivista, quando gli ho fatto questo esempio ha ammesso che è così, che
il treno è lanciato a mille all’ora e che noi non sappiamo se anche
fermandolo adesso non abbiamo già superato il punto di non ritorno e
quindi andiamo a schiantarci contro la montagna.
Fuori di metafora verso quel momento in cui crollerà questo tipo di mondo e di sistema.

E’ chiaro che l’Occidente pur di salvarsi scatenerà guerre, ma si
salveranno coloro che saranno fuori da questo tipo di logica, pochissime
società marginali, autosufficienti.

In guerra si vede bene. La città diventa il luogo della prigionia e in
campagna tu puoi autosostentarti. Una mucca può perdere anche un po’ di
valore, ma continua comunque a brucare e trasformare in latte, a cagare
come Dio comanda. Non può mai azzerarsi il valore di una mucca. Il denaro può azzerarsi totalmente in qualsiasi momento, si è visto in alcune crisi famose, il denaro non valeva più niente,la crisi di Weimar:
un francobollo costava quattro miliardi di marchi! Il Messico doveva 50
miliardi ai Paesi industrializzati e era sull’orlo della bancarotta, la
bancarotta in realtà fa più male al creditore che al debitore, cosa
fecero? Prestarono al Messico 50 miliardi di dollari perché potesse
restituire 50 miliardi di dollari.

Questa cosa sembra non avere nessuna logica. Se io ti devo 100 Euro e tu
mi dai 100 Euro perché ti restituisca i 100 Euro non è logico. Nel
sistema globale ha una sua logica, perché in questo modo tu tieni
agganciato il Messico, quindi continui a vendergli Coca Cole e altre
stronzate di questo genere. Nel 2008 la crisi subprime come è stata
risolta? Gli americani hanno tirato fuori tre trilioni di dollari che o
li avevano prima, e non si capisce perché non li avessero usati, o se li
sono stampati e a che cosa corrispondono? A niente! Servono per mandare
avanti ancora per un po’ il sistema, ma in realtà creano una bolla
speculativa che ricadrà addosso a loro, agli europei, a tutti quanti.

Più o meno tutti i Paesi hanno reagito in questo modo, immettendo altro
denaro non esistente sperando che il cavallo già dopato faccia ancora
qualche passo avanti, ma prima o poi crolla per eccesso di overdose

Il lavoro diventa un valore con la rivoluzione industriale, sia da parte marxista che liberista, per Marx
l’essenza è il valore e per i liberisti è quel fattore che combinandosi
con il capitale dà il plusvalore, ma prima il lavoro non era affatto un
lavoro, era uno spiacevole sudore della fronte. Non era proprio lavoro,
ma mestiere, che è una cosa diversa, comunque la gente lavorava per
quanto gli bastava, il resto è vita! Noi oggi invece siamo tutti degli
schiavi salariati costretti a lavorare, sotto un qualche padrone. Che in
questo caso è l’imprenditore, che a sua volta è schiavo di certe
dinamiche, ma l’essere usciti in questo modo clamoroso dalla
autoproduzione e autoconsumo per creare questo mondo così complesso alla
fine si è rivelata una scommessa perdente.

La ribellione di Grillo e compagni parte da alcune cose molto pratiche,
ma al fondo va oltre il concetto di destra e sinistra e anche oltre il
concetto appunto del lavoro come valore assoluto, pare che sia una frase
che Grillo ha detto, dove metteva in dubbio il valore assoluto del
lavoro.

La rendita è in se parassitaria, perché è denaro fatto su altro denaro,
cioè è un nulla fatto sul nulla, che poi si materializza, nel senso che
poi tu compri una cosa magari, ma di fondo nel complesso mortifica tutti
gli altri. A lungo termine questo crea una bolla speculativa che prima o
poi ti cade addosso, in modo drammatico, perché è quello che succede a
tutti i sistemi totalitari e totalizzanti a un certo punto. L’impero
romano aveva appena finito di conquistare tutto il mondo conosciuto che
implose su se stesso, qui accadrà la stessa cosa, solo che l’impero
romano era uno sputo nel vasto mondo di allora, qui il sistema si pone
come planetario, quindi il crollo quando sarà planetario e provocherà
sconvolgimenti straordinari. Noi ci stiamo, si dice, risollevando dalla
crisi, ma in realtà l’occupazione diminuisce. E allora dove ci stiamo
risollevando? Ci stiamo risollevando a danno delle persone, e del resto
tutte le volte che in America una grande multinazionale dice che i suoi
profitti sono aumentati. ma contemporaneamente hai il licenziamento di
decine di migliaia di lavoratori, allora il meccanismo è fatto per noi
uomini o per altro?

Il progresso si è trasformato in uno straordinario regresso dal punto di
vista umano. L’unico Dio veramente condiviso è il Dio quattrino e tutti
gli altri valori sono spariti, lo vediamo, chi ha vissuto come me da
anni appunto in questo Paese sa che alcuni valori pre-politici, come
onestà, lealtà, dignità, esistevano anche nel nostro sciagurato Paese,
negli anni ‘50 era così, l’onestà era un valore per tutti, per la
borghesia, se non altro perché dava credito, nel mondo contadino lo
sanno tutti, se tu violavi la stretta di mano eri emarginato e anche per
il mondo proletario.

Tutti questi valori il benessere li ha cancellati. Ecco
perché ho scritto un pezzo che ha suscitato molte polemiche, dico a noi
occorrerebbe una guerra, non quelle che facciamo sugli altri, ma quelle
da subire, perché almeno ci ridarebbero una scala di valori, ciò che è
importante e ciò che non è importante..

Bisognerebbe ritornare all’essenziale, senza esagerare. Queste teorie americane, del neo comunitarismo, del bioregionalismo,
non è che pretendano che si ritorni all’età delle caverne e neanche al
medioevo, però non abbiamo bisogno ancora di ingozzarci di beni.

Quando trionfa in questo modo il principio individualistico la comunità si spezza. Allora passate parola.

Fonte: [url”http://www.beppegrillo.it/2013/11/passaparolail_d.html”]http://www.beppegrillo.it/2013/11/passaparolail_d.html[/url]

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